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La Colombia svolta a Destra: De la Espriella vince e cambia il volto del Sud America
Abelardo de la Espriella vince le elezioni in Colombia sul filo del rasoio. Sconfitta la sinistra di Petro in un Paese diviso a metà: ora il nuovo presidente deve affrontare il rischio blackout, i gruppi armati e un deficit fuori controllo. Un riallineamento storico per il Sud America.

La Colombia ha scelto, e lo ha fatto voltando pagina in modo netto. In una delle elezioni presidenziali più partecipate e tese dal 1994, il conservatore Abelardo de la Espriella è il nuovo presidente eletto, avendo superato di strettissima misura Iván Cepeda, il candidato espressione del governo uscente di Gustavo Petro.
La differenza è stata minima, appena 247.000 voti, ma il segnale politico è un vero e proprio terremoto. Si chiude così la parentesi del primo governo di estrema sinistra nella storia colombiana, un periodo segnato da profonde divisioni e da un deterioramento dei conti pubblici.
| Candidato | Voti (Preconteggio) | Percentuale |
| Abelardo de la Espriella | 12.949.162 | ~50,47% |
| Iván Cepeda | 12.701.546 | ~49,52% |
Un riallineamento epocale in Sud America
Quello che sta accadendo a Bogotà non è un caso isolato, ma il sintomo di un riallineamento epocale in tutto il continente sudamericano. Per anni, l’asse formato da Cuba e Venezuela ha esercitato una forte influenza politica e culturale, sostenuta da un mix di ideologia e, un tempo, dai petrodollari di Caracas. Oggi, quella spinta si è esaurita.
Il fallimento dei modelli economici centralizzati, unito alle costanti pressioni commerciali e diplomatiche degli Stati Uniti, ha prosciugato le risorse di questi regimi. I cittadini sudamericani, stremati da inflazione, povertà e insicurezza, stanno cercando risposte pratiche e non più utopie. Il continente si sta riallineando democraticamente verso leader conservatori che promettono ordine, rispetto per le istituzioni e rilancio dell’impresa privata. La Colombia, storico bastione alleato degli USA nella regione, torna così a rivestire il suo ruolo tradizionale dopo la sbandata degli ultimi quattro anni.
La montagna di sfide per De la Espriella
Il nuovo presidente si troverà a gestire un Paese letteralmente spaccato a metà. Oltre alle sfide politiche, l’eredità economica e sociale lasciata dal governo precedente richiederà interventi massicci e mirati da parte dello Stato, per evitare che il Paese scivoli in una crisi profonda.
- Il buco di bilancio: Lo Stato colombiano spende più di quanto incassa. Il deficit è arrivato al 6,4% del PIL. Il Comitato Autonomo della Regola Fiscale avverte che serve una manovra da 30 mila miliardi di pesos. Tuttavia, un taglio cieco della spesa pubblica rischierebbe di deprimere l’economia. Il nuovo governo dovrà razionalizzare le uscite, ma al contempo mantenere gli investimenti in infrastrutture pubbliche per sostenere l’occupazione e la domanda interna.
- L’emergenza energetica: A causa del fenomeno del Niño e di una gestione passata troppo concentrata su una transizione ecologica ideologica, la Colombia rischia il blackout. Lo Stato dovrà intervenire per correggere le distorsioni del mercato e garantire la sicurezza energetica, stimolando la produzione senza i blocchi imposti in passato.
- Il ritorno della sicurezza: Il controllo del territorio è sfuggito di mano. I gruppi armati contano oggi circa 27.000 membri e gestiscono intere economie parallele. Senza sicurezza, non ci sono investimenti privati. Sarà necessario un forte investimento statale nelle forze dell’ordine e nello sviluppo delle aree rurali, affinché la presenza dello Stato non sia solo militare, ma anche economica. De la Espriella ha promesso una soluzione “Alla El Salvador”, con megacarceri, per risolvere questo preoblema.
- Occupazione e salute: Anche se la disoccupazione appare bassa, si tratta spesso di lavori precari e di scarso valore. Serve un rilancio dell’industria. Parallelamente, il sistema sanitario è sull’orlo del collasso a causa dei debiti con gli ospedali. Lo Stato dovrà iniettare liquidità e riformare il settore per garantire questo servizio essenziale alla forza lavoro.
Nel suo primo discorso dalla Ventana del Mundo a Barranquilla, De la Espriella ha promesso che non ci saranno persecuzioni, ma ha tracciato una linea rossa per i violenti e i corrotti. Ha dedicato la vittoria a Miguel Uribe, assassinato durante la campagna, ricordando a tutti il prezzo altissimo pagato dalla democrazia colombiana. Ora la campagna elettorale è finita. Inizia la fase più difficile: governare l’economia reale e rimettere in moto un Paese diviso.







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