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La benzina: il sangue dell’automobile, ma cos’è realmente?

Un’introduzione al carburante che ha cambiato il mondo Vi spieghiamo cosa è, come è prodotto e qualche aneddoto curioso

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Pochi liquidi hanno segnato la storia del Novecento quanto la benzina. È il carburante che ha messo le ruote al mondo, che ha permesso all’umanità di muoversi più velocemente e più lontano di quanto mai avesse fatto prima. Eppure, per quanto familiare, la benzina resta un prodotto complesso, misterioso, spesso dato per scontato. Questo articolo esplora che cos’è, come viene prodotta, dove si consuma di più e alcune delle storie più affascinanti che la riguardano.

Cos’è la benzina?

Dal punto di vista chimico, la benzina non è una sostanza singola con una formula definita. È invece una miscela complessa di idrocarburi — molecole composte essenzialmente da atomi di carbonio e idrogeno — che contengono normalmente da cinque a dieci atomi di carbonio. In peso, mediamente è composta per l’86% da carbonio e per il 14% da idrogeno.

Le sue temperature di ebollizione sono comprese tra 30 e 210 °C: si tratta delle cosiddette “frazioni leggere” che si separano dal petrolio greggio durante la distillazione. La composizione varia a seconda del greggio di partenza e dei processi di raffineria adottati, motivo per cui non esiste una “formula della benzina” universale.

Le benzine contengono paraffine, cicloparaffine, nafteni e idrocarburi aromatici in proporzioni variabili. Per essere messa in commercio, deve rispettare rigorose normative: la densità deve essere compresa tra determinati valori (tipicamente tra 0,725 e 0,780 g/cm³ per la benzina senza piombo per auto) e deve distillare completamente tra 30 e 225 °C.

Il parametro più noto al grande pubblico è il numero di ottano, che misura la resistenza della benzina alla detonazione. Più alto è il numero di ottano, maggiore è la capacità del carburante di resistere all’autoaccensione prima della scintilla della candela, evitando il cosiddetto “battito in testa” che può danneggiare il motore. La comune benzina senza piombo in Italia ha un numero di ottano Research di 95.

Come viene prodotta la benzina?

La produzione della benzina inizia con l’estrazione del petrolio greggio dai giacimenti sotterranei. Una volta estratto, il greggio viene trasportato alle raffinerie, spesso attraverso oleodotti.

Il cuore del processo è la distillazione frazionata. Il petrolio greggio viene riscaldato in enormi colonne di distillazione (chiamate topping): i diversi idrocarburi, avendo diversi punti di ebollizione, evaporano a temperature differenti e vengono condensati separatamente. La benzina corrisponde alla frazione che si raccoglie tra i 30 e i 105 °C, mentre a temperature via via più elevate si ottengono cherosene, gasolio, oli pesanti e altri derivati.

Colonna di distillazione

Ma la sola distillazione non basta: dalla distillazione primaria si ottiene solo una quantità limitata di benzina. Per aumentare la resa, le raffinerie utilizzano processi di conversione e upgrading. Tra questi, il più importante è il cracking, che “frantuma” le molecole più grandi degli idrocarburi pesanti trasformandole in molecole più leggere, proprie della benzina. Esistono diverse varianti: il cracking termico, il cracking catalitico e l’idrocracking (che avviene in presenza di idrogeno).

Una curiosità storica: esiste anche la benzina sintetica, ottenuta non dal petrolio ma da gas o carbone. La tecnologia GTL (Gas To Liquid) deriva da un procedimento sviluppato in Germania negli anni Venti e ampiamente utilizzato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale per produrre carburante in assenza di accesso al petrolio. Ora procedimenti simili sono sviluppati per produrre benzina dalla CO2 atmosferica, ma i costi risultanti sono ancora esorbitanti.

Quanto è usata la benzina nel mondo?

La benzina è uno dei prodotti petroliferi più consumati al mondo. La domanda globale di prodotti petroliferi raffinati è trainata principalmente dal settore dei trasporti.

Secondo le stime dell’OPEC, il consumo mondiale di petrolio ha raggiunto i 105,1 milioni di barili al giorno nel 2025. Di questi, una quota significativa è rappresentata dalla benzina. La domanda globale di benzina dovrebbe raggiungere il picco intorno al 2025, attestandosi su circa 28 milioni di barili al giorno. Nel 2024, il consumo di benzina era di circa 26,9 milioni di barili al giorno.

Tuttavia, il panorama sta cambiando. I veicoli elettrici stanno già sostituendo più di 1,5 milioni di barili al giorno di domanda di petrolio, una cifra destinata a quadruplicare entro il 2030 secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia. Le normative sempre più stringenti sull’efficienza dei carburanti stanno contribuendo a far diminuire il consumo di benzina in molte regioni.

Dove è più diffusa la benzina?

La distribuzione geografica del consumo di benzina racconta molto dei modelli di sviluppo e mobilità dei diversi paesi.

Gli Stati Uniti sono, e restano, il maggior consumatore di benzina del pianeta, con una media di circa 8,8 milioni di barili al giorno. In termini più concreti, ciò equivale a circa 1.422 milioni di litri al giorno. Un dato che riflette non solo le dimensioni dell’economia americana, ma anche un modello di mobilità fortemente basato sul trasporto privato, su un’estesa rete autostradale e su un’elevata domanda logistica.

La Cina si classifica al secondo posto, con circa 524 milioni di litri al giorno. La crescita urbana, l’espansione del parco automobilistico e il rafforzamento della classe media continuano a spingere la domanda di carburante, nonostante gli sforzi del gigante asiatico per accelerare l’adozione di veicoli elettrici.

Il Brasile completa il podio con 162 milioni di litri al giorno, consolidandosi come il maggior consumatore di benzina in America Latina. Seguono Russia (138 milioni), India (129 milioni), Canada (127 milioni), Giappone (124 milioni) e Messico (121 milioni).

Un dato sorprendente: l’Arabia Saudita, uno dei principali produttori mondiali di petrolio, consuma “solo” 81 milioni di litri al giorno di benzina. La lezione è chiara: un’alta capacità di estrazione non si traduce automaticamente in un elevato consumo interno.

A livello regionale, l’Asia è il più grande consumatore mondiale di petrolio, rappresentando quasi la metà del consumo totale, seguita da Stati Uniti ed Europa.

Curiosità e aneddoti

La storia del piombo nella benzina

Forse l’aneddoto più controverso della storia della benzina riguarda il piombo tetraetile. Introdotto nel 1922 come additivo antidetonante per migliorare le prestazioni dei motori, il piombo nella benzina ha avvelenato l’aria di tutto il mondo per decenni.

Il composto veniva aggiunto al carburante proprio per le sue qualità antidetonanti, che permettevano di aumentare il rapporto di compressione dei motori e quindi le prestazioni. La benzina con piombo era chiamata “benzina rossa” o “super”, anche se in realtà il colore rosso non era proprio del carburante ma veniva aggiunto per distinguerlo dalla benzina priva di piombo.

In Italia, la benzina senza piombo (chiamata “benzina verde”) fu introdotta il 6 luglio 1985, inizialmente solo sulla rete autostradale. La vecchia “Super” al piombo rimase in vendita fino al 1° gennaio 2002. La benzina con piombo è stata definitivamente eliminata in tutto il mondo solo nel 2021, quando anche le ultime stazioni di servizio in Algeria hanno smesso di erogarla.

Oggi la benzina “verde” è l’unica tipologia in commercio. Il piombo tetraetile è talmente tossico che il suo inventore, Thomas Midgley, è stato definito “l’uomo più inquinante del mondo”. Eppure pensava di risolvere un problema e di essere un benefattore dell’umanità.

Opal fuel: la benzina che non fa “sballare”

Un capitolo a parte merita l’Opal fuel, una benzina speciale sviluppata nel 2005 da BP Australia. Il suo scopo è singolare e drammatico: combattere l’uso crescente della benzina come inalante nelle remote comunità aborigene australiane.

Spesso l’Opal Fuel è ancora venduto in latte

La benzina normale contiene circa il 25% di idrocarburi aromatici (come toluene e xileni), sostanze che producono l’effetto di intossicazione (“sballo”) ricercato da chi la inala. L’Opal fuel, invece, ne contiene solo il 5%: ha meno toluene e altri solventi che producono lo sballo, pur mantenendo le stesse prestazioni della benzina normale.

Sebbene più costosa da produrre (tanto da richiedere un sussidio federale di 0,33 dollari al litro), l’Opal fuel ha avuto un impatto straordinario. Un rapporto del 2010 ha dimostrato che la sua introduzione in 106 comunità dell’Australia remota ha portato a un calo del 70% dell’inalazione di benzina in quelle aree. Secondo BP, la minore componente volatile dell’Opal fuel rende anche le auto meno soggette al vapour lock (un problema che si verifica quando il carburante evapora prima di arrivare al motore).

Prima dell’Opal fuel, in molte comunità si utilizzava il Comgas, un carburante per aviazione. A differenza dell’Opal, però, il Comgas conteneva piombo tetraetile, una sostanza velenosa che inibisce i catalizzatori ed è bandita per l’uso automobilistico nella maggior parte del mondo.

Benzina e arte: il Museo Fisogni

Forse non tutti sanno che esiste un museo interamente dedicato alla storia dei carburanti. Il Museo Fisogni in Italia raccoglie aneddoti e curiosità sulla storia della benzina e delle stazioni di servizio. Un tributo a un prodotto che, per quanto controverso, ha plasmato il mondo moderno.

Conclusioni

La benzina è molto più di un semplice carburante. È il prodotto che ha reso possibile la mobilità di massa, che ha plasmato le città, le economie e persino le culture del Novecento. La sua produzione, dal pozzo petrolifero alla pompa di benzina, è un miracolo della chimica industriale che coinvolge distillazione, cracking e processi di conversione sempre più sofisticati.

Oggi la benzina vive una fase di transizione. La sua domanda sta raggiungendo il picco, minacciata dall’ascesa dei veicoli elettrici e dalle politiche di decarbonizzazione. Ma la sua storia — fatta di innovazioni, controversie (come il piombo tetraetile) e soluzioni creative (come l’Opal fuel australiano) — rimane una delle pagine più affascinanti della storia industriale dell’umanità.

Per quanto il futuro sia sempre più elettrico, la benzina resterà per molto tempo ancora il sangue che fa battere il cuore dei motori a scoppio di milioni di veicoli in tutto il mondo.

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