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l Pentagono lo vuole morto, il Congresso lo blinda: l’ultima battaglia per l’A-10 Warthog

Il Congresso USA si ribella e blocca la rottamazione dell’A-10 Warthog: perché il vecchio cacciacarri è ancora l’unica speranza per i soldati sotto il fuoco nemico.

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Mentre i cieli del Medio Oriente tornano a farsi roventi, a Washington si combatte una guerra feroce e silenziosa. Da una parte i vertici dell’Aeronautica, ansiosi di rottamare il vecchio A-10 Warthog per far posto a jet ultramoderni. Dall’altra il Congresso, che con una mossa drastica ha appena presentato una legge per vietarne il pensionamento. Nel mezzo, la vita dei soldati sul campo, che dipendono da questo aereo per tornare a casa vivi.

Il “BRRRRT Act” (H.R. 9780), presentato a luglio 2026, prende il nome dal terrificante e inconfondibile suono del cannone da 30 mm dell’A-10. È una mossa politica bipartisan, dal sapore di un vero e proprio ammutinamento istituzionale. BRRRRT è il rumore onomatopieco del suo famoso cannone a canne rotanti posto nel muso.

Il muso dell’A10 con il famoso cannone

La legge impone all’USAF di mantenere operativa una flotta di almeno 126 velivoli fino al 2033. Non solo: obbliga a riaprire le basi logistiche e i centri di addestramento appena chiusi in Utah.

Ma ha senso, dal punto di vista pratico ed economico, mantenere in servizio per legge un aereo progettato negli anni ’70? La risposta breve è: sì. La risposta lunga ci porta nel cuore del complesso militare-industriale.

L’Aeronautica da anni preme per distribuire le missioni di Supporto Aereo Ravvicinato (CAS) su aerei multiruolo come l’F-35 o l’F-15E. L’obiettivo evidente è dirottare fondi verso nuovi e ricchissimi contratti industriali che coprono questi aerei, mentre la casa madre dell’A-10 Thunderbolt II, la Fairchild, non esiste neppure più.

Tuttavia, c’è un problema tecnico insormontabile. Un F-35 costa decine di migliaia di dollari per ora di volo, è delicato, veloce e non può “stazionare” a lungo sopra il campo di battaglia.

Ecco cosa rende l’A-10 insostituibile, secondo la nuova normativa:

  • Costi operativi: L’A-10 costa una frazione rispetto ai caccia di quinta generazione. Meno manutenzione complessa, più operatività spicciola.
  • Resilienza: È progettato per incassare colpi da terra e continuare a volare, una caratteristica che nessun caccia stealth possiede. L’A-10 è una specie di carro armato volante.
  • Specificità: È l’unico aereo che mette la protezione della fanteria come missione primaria e assoluta.

Le recenti operazioni contro l’Iran hanno dimostrato questa tesi in modo drammatico. Durante la rischiosa missione di salvataggio (CSAR) dei piloti dell’F-15E abbattuto, solo l’A-10 ha garantito la copertura prolungata e ravvicinata necessaria per il recupero. Un jet ad alta velocità non avrebbe potuto fare lo stesso.

La legge appena proposta mette l’Aeronautica con le spalle al muro. Il Segretario della Guerra non potrà ritirare gli A-10 finché l’Esercito, i Marines e le Forze Speciali non metteranno nero su bianco che esiste un sostituto altrettanto efficace. Attualmente un aereo simile non è neanche in progetto e, probabilmente, mai lo sarà, perché il suo ruolo passerà a future generazioni di droni senza pilota, meno esposti al rischio di fuoco da terra e quindi più spendibili.

Di fatto, il Congresso sta difendendo un investimento statale già ammortizzato, estremamente efficiente dal punto di vista operativo, contro le logiche di profitto dei grandi appaltatori della difesa. Una volta tanto il famoso apparato militare industriale viene sconfitto per difendere un aereo vecchio, ma utile e glorioso.

 

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