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Kiev trema: l’operazione “Forrest Gump” scuote la presidenza Zelensky e svela il grande affare del riciclaggio

Borse piene di contanti, raid della polizia nei palazzi governativi e funzionari di primo piano licenziati in tronco. A Kiev si apre una nuova voragine politica e finanziaria. L’Ufficio del Presidente Volodymyr Zelensky è finito al centro di una vasta inchiesta per corruzione condotta dal Bureau Nazionale Anticorruzione (NABU) e dalla Procura Speciale Anticorruzione (SAPO).
Il nome in codice dell’indagine è bizzarro ma emblematico: “Operazione Forrest Gump“. L’inchiesta non si limita a piccoli favori amministrativi. Mostra invece una rete organizzata che controllava flussi di denaro, pilotava sentenze e tentava di mettere le mani su banche statali e patrimoni immobiliari di enorme valore nel pieno del conflitto.
I blitz nei palazzi del potere
I detective anticorruzione hanno preso di mira figure di spicco dell’amministrazione ucraina. Il colpo più duro riguarda Iryna Mudra, vicecapo dell’Ufficio Presidenziale, immediatamente sollevata dall’incarico con un decreto firmato da Zelensky subito dopo le perquisizioni.

Iryna Mudra
Insieme a lei compaiono il deputato Vadym Stolar, già membro del partito filo-russo bandito OPZZh, e l’ex parlamentare Maksym Mykytas. Le indagini hanno toccato anche il ministero della Giustizia e i vertici di Sense Bank, istituto di credito recentemente nazionalizzato.
Le intercettazioni diffuse dagli inquirenti restituiscono un quadro sconcertante. In uno degli audio registrati, i sospetti usano l’espressione “Forrest Gump” per prendere in giro un complice che aveva intestato i proventi illeciti ai propri figli per pagare rette scolastiche esorbitanti. In altre conversazioni si parla apertamente di “quattro borse di soldi” e della possibilità di entrare e uscire liberamente dalla presidenza.
Il triangolo del denaro: le cifre dell’inchiesta
Le operazioni svelate dal NABU si dividono in diversi filoni che legano il potere politico alla finanza d’emergenza.
| Ambito dell’illecito | Valore stimato | Obiettivo e modalità |
| Riciclaggio cauzione “Midas” | 150 milioni UAH (3,5 mln $) | Passaggio di contanti tramite società schermo e Sense Bank |
| Esproprio aziendale 2025 | 248 milioni UAH | Acquisizione di immobili nel centro di Kiev (oltre 500 mln UAH) |
| Tentata frode maggio 2026 | 207 milioni UAH | Falsificazione di atti notarili e manomissione registri di Giustizia |
| Scandalo nucleare Energoatom | Circa 100 milioni $ | Rete di tangenti del 10-15% sui contratti per l’energia statale |
Dalle centrali nucleari alle banche statali
Il legame più inquietante unisce l’operazione “Forrest Gump” al precedente caso “Midas”. Secondo i magistrati, i 150 milioni di grivne ripuliti a giugno attraverso la Sense Bank servivano a pagare la cauzione di un imputato eccellente del settore energetico, collegato all’ex ministro Herman Halushchenko.
La ragnatela porta direttamente al cerchio magico del potere. Tra i nomi chiave del caso Midas figura Tymur Mindich, comproprietario dello studio Kvartal 95 (la casa di produzione fondata dallo stesso Zelensky prima di entrare in politica). Mindich è fuggito in Israele poco prima dei blitz, lasciando dietro di sé il clamore per il ritrovamento di sanitari dorati nel suo appartamento di lusso a Kiev.
Nello stesso filone era rimasto coinvolto l’ex capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, accusato di aver riciclato oltre 10 milioni di dollari attraverso la costruzione del complesso residenziale di lusso Dynastia. Yermak era poi tornato in libertà dopo aver versato una cauzione da 140 milioni di grivne.
La regia della comunicazione e le manovre di palazzo
L’inchiesta non descrive solo furti di denaro pubblico, ma un vero sistema di protezione politica. Gli investigatori hanno sequestrato un manuale di gestione della crisi preparato per orientare l’opinione pubblica e condizionare i lavori delle commissioni parlamentari d’inchiesta. L’obiettivo era presentare le verifiche come semplici “audit tecnici” e non come attacchi giudiziari, proteggendo l’immagine del governo.
Allo stesso tempo, il gruppo tentava di piazzare uomini di fiducia all’interno del NABU e di altri organi investigativi, mentre manometteva i registri informatici del ministero della Giustizia per confiscare palazzi ed edifici commerciali con documenti falsi.
Il costo economico per l’Occidente e il nodo dei finanziamenti
Questa sequenza ininterrotta di scandali pone un problema economico gigantesco che va ben oltre i confini di Kiev. L’Ucraina sopravvive grazie a massicce iniezioni di liquidità garantite dai contribuenti europei e americani, destinate a coprire stipendi pubblici, pensioni e servizi essenziali.
Quando una parte rilevante dell’apparato statale utilizza istituti di credito pubblici e aziende strategiche come Energoatom per estrarre rendite private e ripulire tangenti, l’intero meccanismo degli aiuti esteri entra in corto circuito. Non solo c’è un problema morale, ma le basi di una eventuale ripresa futura del paese vengono inquinate dalla corruzione. Senza contare che un paese in cui i soldi pubblici, così abbondanti, prendono delle vie private di questo genere può poi allargare i propri mali anche ad altri.
Mentre ex vertici della difesa chiedono elezioni e il malcontento popolare cresce, la domanda sulla gestione dei fondi internazionali non può più essere rimandata. La democrazia non deve essere confusa con la corruzione e non c’è copertura ideologica che tenga.







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