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Un paese finito, dove per andare a sciare costa di più l’autostrada del carburante. A chi si sta facendo favori?

Nella ricchissima Svizzera l’uso dell’intera rete autostradale elvetica per un anno costa meno che fare un solo viaggio Milano-Courmayeur. E’ chiaro che è solo questione di tempo prima che l’Italia faccia crack per colpa dei costi eccessivi e soprattutto per l’assenza di competitività sistemica con altri paesi. Il problema è che per mantenere in piedi un sistema insostenibile ora i governanti italiani (non eletti da 5 anni), assoldati dalle elites nazionali fuse in quelle internazionali devono chiedere al popolino di pagare per mantenere intonse le proprie enormi ricchezze (secondo gli stolti, i poveri dovrebbero pagare per i ricchissimi – l’unica domanda che bisogna farsi è quanto può durare questa follia, ndr -).
Sono già arrivati a chiedere addirittura un’imposta patrimoniale “monstre” (attesa per il 2018/19), che tanto le elites nazionali non pagheranno mai in quanto o non vivono in Italia o, se ivi risiedono, lo fanno “coperti” dello scudo della legge cd. dei Paperoni voluta da Renzi – ossia dal PD, leggasi del partito la cui tessera n. 1 è detenuta da uno dei più grandi percettori di privilegi correlati a detta nuova legge, Carlo De Benedetti trasferitosi dalla Svizzera all’Italia – che versando solo 100’000 euro annui esaurisce tutte le imposte da pagare in Italia.

Tornando a bomba, guarda caso le autostrade italiane sono detenute precisamente da uno dei benedetti emersi da tali scellerate privatizzazioni di fine millennio volute dalla sinistra (precisamente da Prodi e D’Alema), che hanno svenduto per poco o nulla un assets monopolistico di cui i cittadini non possono fare a meno, le autostrade a pagamento. Parlo dei Benetton, da sempre amici della sinistra.
In effetti la massima degenerazione del sistema prima del crack – tutto già visto in Grecia – passa proprio per l’imposizione ai cittadini, a pantalone, di costi inevitabili, addirittura aggregando costi e/o tasse all’uso di servizi indispensabili. L’imposta sulla TV aggregata alla bolletta elettrica è un esempio da manuale.
Si può fare a meno dell’elettricità? Delle autostrade, che per inciso furono in massima parte costruite con le tasse pagate dei nostri padri e nonni? Del gas? Dell’acqua? Dell’auto? Dell’assicurazione auto obbligatoria? Della TV? Del telefono? Per non parlare dell’obbligo dei conti bancari con annessi costi, come conseguenza del tentativi di abolire il contante.
La risposta è chiaramente no. A meno di diventare criminali e come tali essere giudicati da una magistratura sempre più politicizzata.

Pensateci bene, i costi si stanno accumulando precisamente in tali ambiti diciamo “semi-obbligatori”, dalla bolletta telefonica ogni 28 giorni alle sempre crescenti accise sui carburanti, alle assicurazioni auto più care del mondo, ai costi bancari ai vertici mondiali (ormai tenere un conto bancario in Italia costa di più che averne uno Svizzero). E poi le autostrade più care del mondo, l’elettricità ed il gas ai vertici europei, come per benzina e gasolio per autotrazione.
Tutto ciò va considerato unitamente all’IVA tra le più alte del mondo e alle tasse per le PMI più alte del mondo. E con l’ultima aggiunta della tassa sui sacchetti di plastica prodotti da un’amica di Renzi, un unicuum mondiale. E non vi dico nulla della propaganda sulla tassazione media italiana in discesa secondo l’ISTAT, il minimo dal 2011 (vi prometto che nei prossimi giorni faccio le pulci alla notizia, che letta così sembrerebbe proprio una balla pre elettorale)

Non hanno più alcuna vergogna.

Appunto, forse è davvero auspicabile che in Italia si giunga ad una svolta radicale. L’unico modo per uscire da questo mortale cul de sac che sta strangolando il paese preservando le ricchezze dei grandi usurpatori, coloro che hanno assoldato i politici stile Renzi dandogli in cambio della faccia (di bronzo) le caramelle. Assieme al compito di svendere lo stato a loro vantaggio.

Da emigrato sono arrivato alla conclusione che anche un colpo di stato perpetrato da soggetti interessati a fare il bene del paese possa essere un epilogo non necessariamente negativo. Soprattutto se si paragona detta cinica alternativa a farsi uccidere lentamente da tasse, interessi particolari ed ingiustizie. Ma inesorabilmente.
Chiaramente senza far nulla l’epilogo sarà quello greco, con gli stranieri a comprarsi un paese svenduto da collaborazionisti interessati, soffocati dalla moneta unica a vantaggio franco-tedesco. E con la gente italica a fare la fame, senza poter dare un futuro decente alla propria progenie, ne’ progettare un futuro. Per poi emigrare.
Corsi e ricorsi storici.

MD


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