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Il volto oscuro dell’Europa ancora non si è manifestato (di Dardo)

 

Carissimi amici di Scenari Economici e non, le prossime settimane saranno cruciali per i destini dell’Italia e dell’Europa tutta. La miccia catalana innescherà un effetto domino su vari fronti già di per sé toccati dalla crisi sistemica europea.

Partiamo dalla Santa Sede. Il Pontefice si sta ritrovando una crisi interna senza pari in seno alla Santa Madre Chiesa. I fronti aperti sono molteplici ma quelli innescati dalla Volontà di Potenza dell’Opus Dei hanno portato persino sull’orlo del baratro i destini di tutto il reame spagnolo, incluso le ex colonie americane.

Ovunque si siano impegnati i danni causati hanno superato di gran lunga le loro mirabilissime preghiere dotate di opere di santità quotidiane. Non solo gli scandali finanziari e le congiure vaticane, ma tutte le crisi bancarie europee in Spagna, Italia, Portogallo, Regno Unito e Francia hanno avuto quale minimo comun denominatore l’appartenenza quanto meno dei vertici all’Opera. Il loro sogno di dominio si infrange sulla realtà catalana, secolarizzata e avulsa alle trame bancarie e industriali che condizionano persino le politiche del lavoro della Spagna.

L’amministrazione pubblica e le attività formative di eccellenza in Spagna, così come in Italia, Regno Unito, Francia e Stati Uniti d’America, sono state condizionate pesantemente dalla visione di potere delle coscienze che tale obbedienza richiede ai suoi membri. Persino l’on. Bindi, che in Italia ha aperto la caccia al Massone quale pericolo per la democrazia e la selezione del personale nella PA, potrebbe essere uno strumento di questa lotta per condizionare al massimo la grande selezione pubblica dell’anno venturo, ovviamente da gestire attraverso i partiti politici di riferimento, ossia PD, Forza Italia, alcuni della Lega e i soliti centristi transumanti. Quanto alcuni senesi siano legati al Santander e al MPS, bisogna chiederlo ormai al Sen. Casini a capo della presidenza della Commissione di inchiesta sulle Banche ( più che banche Banchetti), lo vedremo dalle carte che chiederà se si tratti del solito teatrino italiano o del tentativo di condizionare politicamente le prossime manovre socio economiche. Si sapranno guardare dagli attacchi subdoli il Santo Padre e i governanti di questi paesi coinvolti nella mediazione tra le parti? Mah.

La Catalogna innescherà un bagno di sangue popolare, sia umano che finanziario, facendo crollare le piazze europee ed alcuni principi dettati dalla Troika franco tedesca, le quali si sono convinte che attaccando Trump, Russia e Cina, possano rientrare al tavolo delle trattative globali. Inutile aggiungere che i fedeli alla Corona di cui sopra, si stiano già fregando le mani per la gestione della crisi, peccato che si ritroveranno di fronte una resistenza passiva che nemmeno loro si immaginano tra le mortificazioni quotidiane, riscopriranno che la Carità di Dio va conquistata senza mente, ma con una sorta di redenzione del loro Cuore…

In questo caso alcuni strateghi alla Macron spingeranno per la creazione delle unità militari europee da dispiegarsi in Catalogna, a garanzia della pace sociale e delle istituzioni, il che diviene problematico, poiché dovrebbero già utilizzare la Gendarmerie Europeene di stanza a Vicenza, prima di destinare nuove truppe italiane alla Forza di Pronto intervento militare EU. Non sarà un problema protocollare a impedire alla Germania di includere la sua Polizei tra le truppe scelte.

La ministra Pinotti e i suoi generali non si agitino, a breve potranno comandare solo a casa loro, lasciando spazio ai Chevalier Grandi Ufficiali della Legion d’Honeor di comandare sia la Farnesina che le Forze Armate, sempre che i Generali d’oltralpe non facciano le scarpe prima a Macron, quando fra 3 mesi non riceveranno le paghe e i contributi, oltre che per difendere la République dall’orda germanica sul loro debito interno e le loro industrie di punta.

Così avremo modo di capire come potrebbero raccordarsi le questioni regionali e diplomatiche con le politiche bilaterali strategiche, quali quelle con gli USA e la Russia sul fronte militare e industriale- commerciale con la Cina.

L’Italia, come delineato in parte dal nostro Mitt Dolcino (Jetlag), sarà terreno di scorribande finanziarie e di dissimulazioni strategiche e tattiche tra il fronte anglosassone e quello carolingio, incluso i tentativi di delegittimazione delle figure politiche di garanzia in questo momento storico. Il buon Minniti e il pacato Del Rio si contendono lo scettro di salvatori della Nazione insieme al sempreverde Conte Gentiloni, stretto tra manovre di palazzi vaticani e stanze di Bruxelles, che come al solito ricorrerà alla saggezza dell’Emerito Napolitano per sapere cosa fare, sempre che i patti di Merano ( Merkel- Napolitano- Berlusconi) abbiano ancora una valenza strategica sul futuro della nostra nazione. Ma chi ci garantisce che la tentazione dei 5 Stelle al governo non conquisti le menti degli italiani? Chi ha la possibilità di condizionare al momento le sorti del paese se non una parte della Magistratura, in piena hybris, e gli elettori ” ribelli” al sistema politico partitico che ancora non si capacita dell’idea che è finita l’era delle poltrone e degli scranni?

La legge elettorale sarà un cavallo di Troia, converrebbe a tutti ricorrere alle preferenze rispetto ai nominati dei salotti, così almeno gli elettori riprendono l’abitudine all’incontro con i politici, alla ritualità quotidiana della negoziazione e non vengano abbandonati ai talk show ed alle interviste – dichiarazioni stampa, così si rinsaldano i patti di rappresentanza sociale.

La tenuta economico finanziaria del nostro paese è garantita da più fattori di tutela, incluso il ricorso al dollaro e alla sterlina quali monete alternative temporanee cui il Tesoro, la CDP e le Fondazioni bancarie potrebbero ricorrere al di fuori delle regole della BCE e della Commissione Europea, in un quadro di minaccia sistemica sui titoli. Così come quelle sulla sicurezza interna, le variabili impazzite potrebbero manifestarsi solo quando le élite europee cercheranno di bloccare le attività finanziarie delle lobby italiane all’estero per negoziare la loro relazione storica con gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito, dimenticando però che attraverso il CETA, unica loro speranza per sopravvivere economicamente, il tutto è stato già contemplato nel firmamento, tutelando al massimo gli interessi industriali e finanziari globali di cui beneficiano tutti coloro che credono nella globalizzazione quale mercato (negoziazione) e non quale strumento di guerra economica di sopravvivenza.

Per questo motivo i destini dell’Europa dipendono, più che dalle visioni di volontà e rappresentazione, dal sottile gioco degli specchi cui noi italiani siamo istruiti dal Tempo, perché la Memoria ha radici Antifragili più profonde delle Querce e delle Dinastie europee, si nutrono degli Imperii…

Dardo

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