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Il tramonto del fortino rosso: a Birmingham la comunità musulmana fa da sé e scarica il Labour

Terremoto a Birmingham: la comunità musulmana volta le spalle al Labour. Tra servizi al collasso e la questione palestinese, i voti si spostano verso indipendenti e alleanze tattiche con i Verdi.

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Birmingham, la seconda città del Regno Unito, si prepara a un terremoto elettorale che potrebbe ridisegnare la geografia politica inglese. Per decenni, il Labour ha considerato il controllo del consiglio comunale quasi come un “diritto divino”, un feudo garantito da un patto non scritto con le minoranze. Oggi, quel patto è in frantumi. La comunità musulmana, un tempo serbatoio inesauribile di voti per la sinistra tradizionale, ha deciso di fare da sé, dimostrando un’inedita e dirompente indipendenza politica. Se non analizziamo questa evoluzione per noi italiani risulta difficile capire l’evoluzione della politica britannica in primis, ma anche di quella europea del futuro.

La disaffezione nasce da un mix letale di inefficienza amministrativa locale e politica estera. A Birmingham il cittadino si ritrova a pagare tasse comunali sempre più alte per avere strade piene di buche e una raccolta rifiuti paralizzata dagli scioperi. Ma la vera scintilla della scissione è la questione palestinese, che ha agito da formidabile catalizzatore identitario.

La fine del “voto cieco” e le nuove alleanze

In quartieri come Ward End e Sparkbrook, dove la popolazione islamica sfiora l’80%, l’era della delega in bianco al Labour è finita. Si è formata l’Independent Candidates Alliance, un gruppo di ex elettori laburisti disillusi che candida figure locali per rappresentare direttamente i propri interessi, bypassando i vecchi partiti.

Le parole di Akhmed Yakoob, avvocato e fondatore dell’Alleanza, sono una pietra tombale sull’egemonia laburista:

“Il Labour ha dato i nostri voti per scontati per decenni. Era come se avessero il diritto divino di ottenere i voti. Votavano ciecamente Labour perché gli anziani o le famiglie dicevano loro di farlo. Ma ora è diverso”.

Questa ritrovata autonomia significa che il voto della comunità è ora “sul mercato”. L’elettorato islamico dimostra di potersi staccare in blocco per votare candidati indipendenti pro-Gaza o per stringere alleanze tattiche e spregiudicate. Emblematica è la convergenza, che si verifica sempre più spesso, con i Verdi (Green Party): sebbene vi siano profonde divergenze su temi etici e diritti civili, i Verdi hanno intercettato con successo il malcontento nelle recenti elezioni suppletive, facendo campagna esplicitamente sull’invito a “punire il Labour per Gaza“. Un pragmatismo elettorale che lascia il partito di Keir Starmer spiazzato e senza contromisure.

Oltre le questioni internazionali: il declino dei servizi

Non c’è solo la geopolitica. Il candidato indipendente Harris Khaliq riassume perfettamente il crollo del patto fiduciario sui servizi di base: “Dicono di mandare un’email per segnalare i rifiuti abbandonati, nessuna risposta. Mandano un’email per una buca, nessuna risposta. Sentono di pagare di più e di ricevere di meno”. Eppure, lo stesso Khaliq distribuisce fuori dalle scuole “adesivi per la Palestina”, consapevole che la saldatura tra il degrado locale e l’indignazione internazionale è la chiave per scardinare il sistema.Il Glocal vince.

Un trend nazionale

La balcanizzazione del voto non è un fenomeno limitato a Birmingham. Nel Regno Unito si moltiplicano i collegi in cui il peso demografico della comunità islamica ha ormai superato la tradizionale maggioranza di voti storicamente incassata dal Labour. Ormai la comunità confessionale può decidere vincitori e vinti, soprattutto a sinistra.

CircoscrizioneMaggioranza Labour storicaPopolazione Musulmana
Bradford West7.07771.280
Birmingham Ladywood3.42174.319
Bethnal Green and Stepney1.68959.087

Se la tendenza di Birmingham dovesse consolidarsi su scala nazionale, il Labour si troverà a fare i conti con un paradosso: aver costruito per anni le proprie vittorie urbane su una coalizione multiculturale, averla fatta crescere,   che però oggi non si sente più rappresentata da quella sinistra e preferisce fare da sola, almeno dove può farlo, o cercare altri appoggi. Alla fine, per avere i voti, bisogna governare bene, anchw quando i voti vengono dai musulmani, e pare che il Labour non ci riesca più.

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