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Il colosso trema: perché l’affare Monsanto rischia di far fallire Bayer

Bayer a un passo dal baratro: perché l’acquisizione di Monsanto e le cause sul glifosato rischiano di distruggere o smembrare il colosso farmaceutico tedesco entro l’estate.

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Il bello di essere una multinazionale tedesca è che tutti ti credono solido, inattaccabile, fino al gionro in cui, non molto casualmente, fallisci. Tutto accade in modo imprevisto, in apparenza.  Il capo di Bayer, Bill Anderson, ha mostrato agli azionisti un utile operativo che non si vedeva da tempo: 4,5 miliardi di euro nel primo trimestre, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Il merito è quasi tutto del settore agricolo, spinto da un accordo unico sui brevetti della soia. Anderson, tuttavia, ha commentato questi numeri in modo molto freddo e distaccato. Il motivo di questa mancanza di entusiasmo è chiaro: dietro i buoni dati apparenti si nasconde una minaccia di livello strutturale elevatissima.

Il cuore del problema ha un nome preciso e una data: l’acquisto del colosso americano Monsanto, completato l’8 giugno 2018. Quella che, nelle intenzioni del precedente capo Werner Baumann, doveva essere la mossa per creare il leader mondiale indiscusso dell’agricoltura, si è trasformata nella peggiore trappola aziendale degli ultimi decenni.

Comprando Monsanto, Bayer ha portato in casa anche il Roundup (il glifosato), un diserbante al centro di feroci accuse per presunti effetti cancerogeni. Questa eredità tossica ha scatenato una valanga di cause legali negli Stati Uniti, trasformandosi in una crisi che minaccia l’esistenza stessa dell’azienda tedesca.

I giorni decisivi: la clessidra sta finendo

La sopravvivenza di Bayer dipenderà da due momenti cruciali previsti per le prossime settimane. I vertici guardano con il fiato sospeso ai tribunali d’oltreoceano:

DataEventoImpatto sul futuro dell’azienda
4 GiugnoTermine per uscire dall’azione collettivaPiù persone restano nell’accordo globale, più è facile chiudere la causa in blocco.
Fine LuglioSentenza della Corte Suprema degli Stati UnitiDecisione finale sull’obbligo di inserire avvertenze sui pericoli sulle confezioni.

La vera chiave di volta è la decisione di luglio. Se la Corte Suprema americana stabilirà che Bayer non era obbligata a stampare avvertenze di rischio sui prodotti Roundup, il castello di cause legali potrebbe crollare, salvando l’azienda. In caso contrario, si aprirà il temuto scenario peggiore. Quello che rischia di mettere in dubbio la continuità aziendale, il tutto da un’operazione che avrebbe dovuto rendere Bayer “Too big to fail”.

Perché il colosso rischia di cadere

Ma cosa significa “scenario peggiore”? Interrogato su questo, Bill Anderson è rimasto molto vago, parlando di semplici “opzioni strutturali”. Tuttavia, voci interne all’azienda sono molto più allarmate. Un alto dirigente ha ammesso che, in caso di sconfitta legale definitiva, Bayer non potrebbe sopravvivere nella sua forma attuale.

I risarcimenti miliardari prosciugherebbero le risorse di cassa, rendendo impossibile sostenere il debito e finanziare la ricerca. Dal punto di vista macroeconomico, vediamo i capitali che un’azienda sana dovrebbe investire in innovazione, stipendi e sviluppo per sostenere l’economia reale, bruciati in spese legali improduttive. È la tipica inefficienza di un sistema che premia la burocrazia legale a scapito della produzione reale.

Per evitare il fallimento tecnico nei tribunali, l’unica strada sarebbe lo smembramento. Bayer sarebbe costretta a vendere i suoi “gioielli di famiglia” per fare cassa. Il primo candidato alla vendita è la divisione “Consumer Health”, ovvero il ricco mercato dei farmaci da banco, come la famosissima Aspirina. La pressione per dividere l’azienda sta già crescendo fortemente tra gli azionisti, in modo da salvare il salvabile e lasciar fallire quello che è destinato ad andarsene, cioè proprio quel settore agroalimentare a cui si devono gli utili di quest’anno.

Assistiamo al dramma di un pezzo di storia industriale europea messo in ginocchio da un’acquisizione sbagliata e stritolato dal sistema legale americano. Un monito severo su come le grandi fusioni, spesso celebrate dai mercati finanziari, si possano rivelare disastri per l’economia reale e l’occupazione.

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