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Il tradimento dei lavoratori per mano di sinistra e sindacati (di G. PALMA)

A sinistra quello che ha smantellato l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, rendendo la cosiddetta “tutela reale” (reintegro nel posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato) una ipotesi meramente residuale. Il riferimento è a Matteo Renzi (ex segretario del Pd) e al suo Jobs Act (Legge n. 183/2014 e decreti attuativi del 2015).

A destra quello che, anch’egli da ex segretario del Pd, nel 2011 e 2012 votò più volte la fiducia al governo Monti, espresse in seconda approvazione voto favorevole all’inserimento in Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio (Legge costituzionale n. 1/2012, cioè quel cappio al collo che ha condannato a morte il Paese) e approvò entrambe le riforme di Elsa Fornero (quella che innalzò il tetto dell’età pensionabile e successivamente quella che riformò il mercato del lavoro). Il riferimento è a Pier Luigi Bersani. La scusa più volte addotta dal Pd è quella che l’Italia nel 2011 si trovava sull’orlo del baratro a causa dei danni causati dall’ultimo governo Berlusconi. FALSO! Tanto per fare chiarezza, tutta la tempesta degli spread del 2011 costò al servizio del debito, rispetto al 2010, appena 5 miliatdi di euro in più, cioè poco più di un punto di Iva. Ciò bastò al Pd per contribuire al Colpo di Stato finanziario del brumaio 2011.

Al centro colei che, pagata coi soldi dei lavoratori per difendere i lavoratori, non ha mosso un dito né quando Renzi smantellava l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, né quando Monti – coi voti di Bersani – varava le due riforme Fornero. Ferma e zitta anche quando Pd, Pdl, Udc e Fli (cioè Bersani, Berlusconi, Casini e Fini) votavano a favore della costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio. Il riferimento è chiaramente a Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.

Oggi però, di fronte ad una legge di bilancio che riduce l’età pensionabile (introducendo quota100) e vara una prima fase del reddito di cittadinanza, i sindacati annunciano iniziative e manifestazioni contro la manovra e contro il governo Lega-M5S per il mese di gennaio.

Dalla difesa dei lavoratori e dei più deboli, i principali sindacati italiani si sono trasformati nelle più fedeli vestali del capitale internazionale e del suo più efficace grimaldello, l’euro. La moneta unica europea, infatti, essendo un accordo di cambo fissi, impedisce di scaricare il peso della competitività sulla moneta, spostandolo sul lavoro, cioè sui salari e sui diritti fondamentali dei lavoratori. Ma ciononostante i sindacati sono tutti schierati con la costruzione Ue e con la moneta unica. L’establishment eurocratico e globalista ha dunque nei sindacati i migliori custodi degli scopi della finanza.

Avv. Giuseppe PALMA

 

 


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