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Il “tesoretto” di Renzi – già evaporato come fuffa al sole

banda-bassottiAbbiamo già spiegato l’origine del cosiddetto tesoretto di Renzi. Venduto come primo risultato della buona gestione renzian-padoana, si trattava in realtà di uno 0,1% di debito pubblico supplementare sfuggito al tetto del deficit grazie all’aumento del PIL ricalcolato secondo SEC2010. Il ricalcolo SEC2010 consente di includere nel PIL attività di ricerca e sviluppo e attività illegali come prostituzione e traffico di droga. Quindi nessun reale aumento né del PIL né del gettito fiscale.

Grazie al SEC2010 il PIL dell’Italia, che detiene il record europeo di economia illegale, è aumentato artificialmente di circa il 3,7%, abbassando di conseguenza  il deficit dello 0,1% (da 2,6 a 2,5%) rispetto al valore programmato in precedenza:

 

 

(2,6 : 103,7) x 100 = 2,5% nuovo deficit

 

Lo 0,1% di 1630 miliardi di PIL sono esattamente gli 1,6 miliardi del “tesoretto”. Nient’altro che debito pubblico supplementare. Semplice il trucco, no?

I giornalisti di regime si sono subito lanciati in voli pindarici sul tesoretto come risultato del “buon governo”, delle “riforme”, delle “minori spese” o addirittura della “maggiore flessibilità” eroicamente strappata dal nostro presidente del consiglio alle arcigne autorità europee. Come abbiamo dimostrato è solo la solita fuffa renziana.

Come suggeriscono molti detti popolari (le bugie hanno le gambe corte …) e come conferma il Sole24Ore, dopo appena due settimane di bisboccia il “tesoretto” svanisce definitivamente, abbondantemente mangiato dalla probabile bocciatura europea dei meccanismi di inversione IVA: il reverse charge per la grande distribuzione (728 milioni) e lo split payment (998 milioni). Su questi temi tra l’altro ci sarebbe da scrivere un libro, magari intitolato “io (Stato) so’ io e voi (contribuenti) nun siete un c…”.

Contando altri buchetti da 100 milioni sparsi qua e là si comprende perché si inizia a parlare di aumento dell’IVA sulla benzina dal 30 giugno per compensare il mancato gettito di 1,716 miliardi. Politiche altamente innovative, diremmo. Scatta la famigerata clausola di salvaguardia: in arrivo un’altra contrazione dei consumi, che iniziavano faticosamente a stabilizzarsi dopo anni di caduta libera.

Cosa dire dopo aver allargato le braccia? I sogni muoiono all’alba, le castronate dei fuffari anche prima.

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