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Il possibile miglior vicesindaco di Roma dopo Alarico: Marco Causi

marco causi

Una volta si diceva che gli Dei facevano impazzire chi volevano far perdere. Oppure  semplicemente permettono di proseguire con gli errori, seguendo il detto cristiano : “Errare è umano, perseverare è diabolico”. Queste parole si adattano perfettamente alla , per ora solo ventilata , nomina dell’Onorevole Marco Causi come vicesindaco o assessore alle finanze del disastrato Comune di Roma.

Marco Causi è forse la dimostrazione più stolida di quanto un partito non sia in grado di uscire da un percorso già battuto: infatti il nostro ha già ricoperto la carica di assessore al bilancio durante il settennato di Veltroni. In quel lontano periodo dorato il prode Causi si imbarco in operazioni finanziarie la cui rischiosità può essere confrontata con la prima attraversata atlantica di Colombo: riempiì il Comune di Roma di contratti derivati, conclusi con diversi istituti bancari fra cui  Dexia Crediop e Banca per la finanza alle opere pubbliche e alle infrastrutture (OPI) del Gruppo Intesa Sanpaolo. Non si sa neppur con esattezza quanti siano i contratti derivati sottoscritti da Causi: Il sole 24 ore parlò di 12 miliardi, la Rete Romana di Mutuo Soccorso di 7. Tutte cifre enormi per un ente che non dovrebbe avere fra le sue finalità quella della speculazione.

Messo sotto pressione dal M5S il nostro Onorevole si difese veementemente : “Quando un Comune finanzia i propri investimenti emettendo titoli a tasso fisso (come i BTP dello Stato) – afferma Causi – e’ obbligatorio per legge (ripeto e sottolineo: obbligatorio per legge) dotarsi di una copertura assicurativa sulle oscillazioni dei tassi tramite contratti derivati di swap. Lo sanno anche le famiglie, quando devono decidere se contrarre un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile.” Per un reddito fisso ? ma non era meglio pensarci prima di emettere i titoli ?

 

Spieghiamo 10 secondi cosa sono i derivati di cui parla Causi: si chiamano Interest Rate Swap e normalmente servono a scambiare posizioni debitorie, una a tasso fisso solitamente, con una  a tasso variabile. Chi scambia scommette sull’andamento dei tassi: se calano il vincitore sarà chi ha ceduto la posizione a tasso fisso, se salgono il vincitore sarà chi ha ceduto quella a tasso variabile. Già questo spiega l’alta rischiosità dell’operazione i cui risultati sono calcolabili solo al termine, ma la cosa più interessante trapela dall’analisi della LS consulting riportata in un articolo de “Il Fatto Quotidiano” del 2010: “Secondo LS, i derivati acquistati coprono una cifra complessiva di quasi 480 milioni di euro ma, soprattutto, risulterebbero “inutili o complessi”. “L’Ente ha sottoscritto derivati che trasformano un debito a tasso fisso nuovamente a tasso fisso – spiegano gli analisti – . L’inutilità per il Comune di Roma dal punto di vista della diminuzione del rischio è evidente. Poiché anche economicamente tali contratti non risultano efficienti, le motivazioni per la sottoscrizione devono risiedere altrove”.” Perchè Causi fece sottoscrivere contratti inutili, che non diminuivano profili di costo del debito ? Non sarà mica perchè questi contratti generano oneri bancari estremamente ricchi a favore degli intermediari finanziari ? Sicuramente no, ci saranno state ben altre motivazioni.

Comunque si ripropone a Roma una figura del passato, giusto quello che ci voleva per salvare la Città eterna. Tanto valeva aprire un tavolino a tre gambe e richiamare , chessò, Giulio Cesare, Alarico o Cola di Rienzo. Sicuramente sarebbero state presenze più eteree e disinteressate …..

 

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