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IL PAESE CHE STA SOVRANAMENTE FALLENDO (KAMIKAZE CONTRO TAFAZZIANI)

“The Global Competitiveness Index 2013–2014: Country Profile Highlights”

“As in previous years, this year’s top 10 remain dominated by a number of European countries, with Switzerland, Finland, Germany, Sweden, the Netherlands, and the United Kingdom confirming their places among the most competitive economies. Three Asian countries also figure in top 10, with Singapore remaining the second-most competitive economy in the world, and Hong Kong SAR and Japan placing 7th and 9th.”

Ops, ma guarda un pò, tra le prime dieci nazioni più competitive al mondo abbiamo una nazione che sta sovranamente fallendo: i folli stampatori di moneta sovrana (Giappone).

Certo, mi direte, ma è comunque al nono posto mentre la bellissima, favolosa, ammirata Germania è di gran lunga più avanti.

Per forza, vi rispondo, sono tanto disonesti al punto di riuscire a truffare in ogni dove pur di mantenersi belli agli occhi del mondo. Sono mesi, anni che ve lo diciamo. Sino ad oggi non ci avete creduto perché siete tutti accecati dal biondo colore dei loro capelli, ma ora ecco che, per loro stessa ammissione, sarete costretti a ricredervi.

 

Il 22 febbraio su www.direttanews.it esce il seguente articolo:

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Michael Roth si scusa per concorrenza sleale della Germania nell’ambito del lavoro

Il ministro tedesco agli Affari Europei, Michael Roth, socialista entrato a far parte della compagine di governo dopo le ultime elezioni, ha annunciato una svolta nella linea politica relativa al lavoro della Germania.

“Con l’ausilio di bassi salari e della precarietà lavorativa ci siamo dotati in Germania di un vantaggio sleale nei confronti dei nostri partner. Dovremo correggere questo dato progressivamente”; ha affermato Roth porgendo implicitamente le proprie scuse e promettendo una inversione di tendenza.

Le dichiarazioni pronunciate dal ministro davanti ai giornalisti fanno riferimento alla pratica dei mini jobs, lavori part-time a poco più di 400 euro mensili e non soggetti a contributi che un numero sempre maggiore di tedeschi sta utilizzando per mantenersi con un secondo impiego. Nel suo annuncio, Roth ha anticipato l’introduzione di un aumento del tetto minimo di salario a 8,5 l’ora.

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E come stanno riuscendo a correggere progressivamente questo dato? In questo modo:

www.ilnord.it

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SCHIAVISMO DELL’UNIONE EUROPEA: SOTTO LA DITTATURA UE, IN GRECIA STIPENDI LAVORI A TEMPO PIENO SCESI A 350 EURO AL MESE

mercoledì 26 febbraio 2014

ATENE – Per un lavoro a tempo pieno 350 euro al mese : con la crisi trovare un impiego in Grecia è diventato una missione quasi impossibile e i datori di lavoro ne approfittano per imporre condizioni di lavoro sempre più dure.

Dall’inizio della crisi, ad Atene sono sorti decine di call center, dove la paga mensile è di 350 euro e dove la maggior parte degli impiegati sono giovani qualificati che non riescono a trovare lavoro altrove. Vi lavorano anche persone di età superiore ai 50 anni : le condizioni di lavoro sono dure ma almeno ricevono un po’ di soldi.

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Se la cosa dovesse farvi piacere, posso continuare con l’ammontare degli stipendi in Bosnia, in Montenegro, in Slovenia, in Romania, in Bulgaria, in Polonia e chi più ne ha più ne metta.

Ma torniamo al nostro paese che sta sovranamente fallendo pur essendo al nono posto nella specifica classifica dei paesi più competitivi al mondo: il Giappone di Shinzo Abe. Vediamo cosa racconta di bello la relazione del World Economic Forum.

“Il Giappone si colloca oggi nono con un punteggio pressoché invariata rispetto allo scorso anno . Il paese continua a godere di un notevole vantaggio competitivo nella sofisticazione del business ( 1 ° per il quinto anno consecutivo ) e nell’innovazione (5 ° ). Seconda posizione nella spesa per R & S, quarto nella disponibilità di talenti, nono per istituti di ricerca di fama mondiale e sesto per la capacità di innovare. Questi i punti di forza del Giappone .

In termini di produzione di innovazione, quanto sopra ripaga: il paese ha il quarto numero di domande di brevetto pro capite nel mondo. Inoltre, le aziende operano al più alto fine della catena del valore, producendo beni ad alto valore aggiunto e servizi. Tuttavia, le prestazioni competitiva globale del paese continua ad essere trascinato da gravi debolezze macroeconomiche (127esimo posto) . Negli ultimi quattro anni, il bilancio deficit è stato sospeso circa il 10 per cento del PIL, uno dei più alti rapporti al mondo, mentre il debito pubblico ha raggiunto livelli record, che rappresentano quasi 240 per cento del PIL del Giappone . E ‘improbabile che il prossimo anno vedrà una inversione di tali tendenze alla luce della politica monetaria aggressiva del paese e i pacchetti di stimolo varati. Inoltre , il mercato del lavoro (23esimo posto, in calo di tre posizioni) è caratterizzato da rigidità persistenti e da inefficienze, compresa la mancanza di partecipazione femminile alla forza lavoro (90esimo in generale, il quinto rapporto più basso tra gli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo, o OCSE ). Regolamentazione onerosa, in particolar modo nella creazione di imprese, tassazione elevata, barriere commerciali (111° posto), ed un relativo isolamento, con conseguente bassi investimenti esteri e la proprietà e scarsa capacità di attrarre talenti (80°), rappresentano i principali punti deboli della concorrenza del Giappone . Resta da vedere se il governo terrà fede alla sua promessa di affrontare tali questioni strutturali come parte della sua strategia per rilanciare l’economia del Giappone”.

Ora, visto che l’Italia seguendo la strada della valuta forte si sta completamente deindustrializzando, al punto che solamente nel 2013 (grazie al duo Leptas-Sakkodannis) abbiamo perso ben 7 posizioni scendendo al 49esimo posto, forse conviene ripensare le politiche economiche per la nazione. Le politiche pro cicliche attuate durante la crisi hanno contribuito a distruggere, per fallimento, milioni di micro e piccole aziende ed intaccato nettamente il potenziale di crescita del pase, abbassandolo:

–         dall’1,1% a

–         meno di mezzo punto percentuale nel medio termine.

Un output gap molto negativo, PIL effettivo molto al di sotto di quello potenziale, implica forte deflazione e rende opportune politiche monetarie aggressivamente espansive. Il deficit pubblico che scaturisce in questo periodo non richiede politiche correttive e restrittive, che allontanerebbero ancor più l’economia dal suo potenziale ampliando ancora più il deficit. Solo in caso di un output gap piccolo o positivo il deficit pubblico (in questo caso “strutturale”) andrà corretto con austerità.

Avendo noi attuato politiche pro-cicliche abbiamo bruciato oltre 200 miliardi di euro di reddito a prezzi 2013, quasi 3.500 euro per abitante (nota CSC del 25 gennaio 2014).

In pratica grazie alle idiote manovre richieste dall’europa la situazione oggi è la seguente in Italia:

OUTPUT GAP ITALIA

L’output gap nel 2011 già era profondamente negativo (OCSE -2,5), come tale Monti non avrebbe dovuto prendere affatto provvedimenti pro-ciclici in quanto rischi inflazionistici non c’erano e il deficit nel budget della nazione erano più che altro legati esclusivamente alla congiuntura economica.

 Invece Monti prima, col suo Fiscal Retrenchment, e Letta poi, con le stesse modalità operative solo leggermente attenuate dal fare tipicamente democristiano, hanno decretato la fine della nostra industria.

Ecco infatti il risultato finale: la recessione, prima, e le misure pro-cicliche, poi, hanno contribuito a piegare molto all’ingiù la curva del potenziale di crescita dell’economia italiana. Sono mutati, in una misura negativa del 12,6%, gli stock di lavoro e capitale utilizzabili dal sistema, nonché l’efficienza con cui sono impiegati nel sistema.

INTACCATA LA CRESCITA POTENZIALE

  Ora, vorrei farvi notare, che a livello tecnico quando il pil effettivo e potenziale divergono molto, e ciò è causato dalla congiuntura economica, è importante mettere in atto politiche monetarie anticicliche, aggressivamente espansive.

 E cosa ha fatto la nazione che sta sovranamente fallendo pur essendo nona a livello mondiale per capacità competitiva?

POLITICHE MONETARIE AGGRESSIVAMENTE ESPANSIVE!

Come da perfetto manuale di macroeconomia. Punto!

Ed ecco come sta ancora il Giappone. Prendendo spunto dal sito www.economywatch.com troviamo i seguenti dati:

OUTPUT GAP GIAPPONE

 Ops!….-6,808?…-2,767?….-3,594?….

 E qual è la soluzione da manuale? PRINT MOOOOOOOOOOOONEEEEEEEEEEYYYYYYYY !!

Bene, ma a qualcosa almeno è servito?

Vediamo!

japan-gdp-growth-annual

Beh!…il dato non è malvagio no? Grande Yen:

yen21

E l’Italia nello stesso periodo? Il sito dell’Istat dice questo:

 “Nel 2013 il Pil corretto per gli effetti di calendario è diminuito dell’1,9%. Si segnala che il 2013 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del 2012”

Sempre nello stesso periodo, sapete cosa è accaduto in nazioni a moneta sovrana e con la Banca Centrale sottoposta ai desiderata dei relativi governi? Questo:

“In termini tendenziali, si è registrata una crescita del 2,7% negli Stati Uniti ….

dollaroeuro_4-300x217

 e del 2,8% nel Regno Unito”.

pound

 Miei cari signori, se ancora siete convinti che una moneta sovrana non sia migliore e più adeguata di una moneta presa a prestito sui mercati internazionali, i casi sono due: o la situazione vi consente lauti guadagni, o i neuroni dentro la scatola cranica vi domanda (singolare) in continuazione almeno un fratellino per non soffrire di solitudine!

Come dite? Ah! Già! Dimenticavo, in fondo si sa, i Giapponesi sono stati dei Kamikaze e non si smentiscono mai:

 kamikaze-flight-crash-92515

Noi siamo più famosi per questo:

Tafazzi_time

Pertanto, continuiamo così, facciamoci del male!

 

 

Maurizio Gustinicchi

 

Economia 5 Stelle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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