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Il nuovo sottomarino cinese “Senza torretta”: la sfida di Pechino e i costi per l’Occidente

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Mentre le marine occidentali lottano contro bilanci sempre più stretti e tempi di produzione infiniti per varare anche solo uno o due sottomarini, la Repubblica Popolare Cinese viaggia a un ritmo che non ha eguali. Negli ultimi cinque anni, Pechino ha messo in acqua tra i 15 e i 20 nuovi sottomarini, introducendo almeno otto classi diverse. L’ultima novità, avvistata nel cantiere navale JN di Shanghai, rappresenta non solo un salto tecnologico, ma un chiaro messaggio geopolitico ed economico.

Si tratta di un’unità imponente, caratterizzata da un design futuristico in cui la tradizionale torretta di comando è quasi del tutto assente. Nelle immagini satellitari, il sottomarino sfoggia una prua molto slanciata, un timone a forma di X per muoversi meglio nei fondali bassi e, appunto, una sporgenza minima sul dorso. Una configurazione pensata con un unico obiettivo: ridurre la resistenza all’acqua e abbattere il rumore. In altre parole, diventare invisibili.

Il mistero del doppio varo

La situazione si fa ancora più interessante, e se vogliamo leggermente ironica per i pianificatori militari occidentali, se si guarda al cantiere di Huludao, nel Mar di Bohai. Mentre a Shanghai si allestisce questo modello aerodinamico, a Huludao – un cantiere noto solo per i mezzi a propulsione nucleare – potrebbe essere stato varato un battello simile nello stesso periodo. Costruire e varare due sottomarini avanzati in contemporanea, in due cantieri diversi, richiede una capacità industriale che oggi, in Occidente, è un lontano ricordo. Ecco il sottomarino in cantiere (link Navalnews)

Il sottomarino in cantiere

Per capire la portata della sfida, ecco un rapido confronto sulle dinamiche industriali:

SettoreCapacità Cinese (Stimata)Capacità Occidentale (Media)
Ritmo di varo (ultimi 5 anni)15-20 sottomarini3-5 sottomarini (per singola nazione)
Cantieri attivi sui sottomariniMolteplici (Bohai, Wuchang, JN)Pochi poli concentrati e congestionati
Sviluppo nuove classiVeloce, iterativo, prototipi rapidiLento, decenni per il design iniziale

Funzioni e Armamento: Cosa Nasconde il Nuovo Sottomarino Nucleare

Il nuovo battello, lungo circa 120 metri e largo poco più di 10, solleva dubbi sulla sua esatta natura. Sebbene sia più lungo e stretto rispetto ad altre unità recenti, le dimensioni suggeriscono che non ci troviamo di fronte a un sottomarino lanciamissili balistici (SSBN), che richiederebbe uno scafo molto più grande per ospitare i missili intercontinentali JL-3.

Tutto punta verso un sottomarino d’attacco (SSN), forse il tanto atteso Tipo 095. Ma quali sono le sue vere funzioni?

  • Caccia e controllo del mare: Il suo ruolo primario sarà dare la caccia ai gruppi navali avversari, in particolare le portaerei americane, e proteggere i sottomarini balistici cinesi. Quindi stratterà di un sottomarino d’attacco avanzato.
  • Colpi di precisione a lungo raggio: È altamente probabile che il battello sia dotato di sistemi di lancio verticale (VLS). Questo gli permetterebbe di lanciare missili da crociera per attacchi contro bersagli terrestri (come le basi a Guam o in Giappone) e missili antinave supersonici.
  • Guerra elettronica e sorveglianza: L’assenza della torretta riduce lo spazio per i vecchi periscopi, indicando l’uso esclusivo di alberi optronici avanzati, sensori digitali e reti di comunicazione satellitare ad altissima velocità.

L’armamento di base comprenderà siluri pesanti a guida filare e attiva, capaci di colpire a decine di chilometri di distanza. La vera novità, però, è la propulsione. Viste le dimensioni, un reattore nucleare convenzionale è l’ipotesi più logica. Tuttavia, la Cina sta sperimentando anche reattori nucleari a bassa potenza usati come sistema AIP (Air-Independent Propulsion), in grado di fornire un’autonomia illimitata senza la complessità e il costo di un grande reattore classico. Se Pechino avesse davvero perfezionato questa tecnologia, ci troveremmo di fronte a sottomarini nucleari “low-cost”, producibili in massa.

La finalità di questi sottomarini sembra essere quella di mezzi d’attacco avanzati, come la classe Seawolf è stata per gli USA al termine della guerra fredda, con la differenza che i sottomarini americani ormai hanno 25 anni.

La minaccia per l’Occidente e le ricadute economiche

La minaccia per i Paesi occidentali è diretta e duplice: militare ed economica.

Sul piano militare, un sottomarino ultra-silenzioso, senza torretta e con timone a X, è perfetto per operare non solo nelle acque profonde del Pacifico, ma anche nei mari chiusi e complessi attorno a Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. Rilevare un mezzo del genere richiederà uno sforzo enorme da parte delle flotte antisommergibile degli Stati Uniti e dei loro alleati. Se l’Occidente perde il vantaggio acustico – ovvero la capacità di sentire il nemico prima di essere sentito – l’intero equilibrio strategico del Pacifico salta.

Questo richiederà dei pesanti investimenti nel rinnovo dei sistemi di rilevazione sottomarina dei apesi AUKUS, e questo richiederà un’accelerazione di questa allenaza che, fino ad ora, è risultata in ritardo un po’ su tutto, a partire dai nuovi sottomarini nucleari per la Marina australiana che, almeno in teoria, avrebbero dovuto costituire il cuore del progetto.

Mentre l’Occidente fatica a trovare saldatori specializzati e ingegneri navali, la Cina usa la spesa militare come leva di politica industriale per sostenere la propria economia interna. Una mossa da manuale, che costringerà i bilanci pubblici occidentali a fare i conti con una spesa improduttiva ma ormai vitale per la sicurezza globale.

 

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