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Il gas israeliano torna a fluire verso l’Egitto, facendo superare la crisi energetica

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Bloomberg ha citato fonti informate che affermano che il gas proviene dal giacimento offshore Leviathan, dopo la fine di un’interruzione della produzione in un altro giacimento, Karish, la cui fornitura viene attualmente utilizzata per garantire la domanda interna in Israele.
Prima dell’inizio della guerra, l’Egitto importava circa 800 milioni di piedi cubi di gas naturale da Israele. In seguito agli attacchi di Hamas nel sud di Israele e alla risposta israeliana, tuttavia, le importazioni si sono esaurite.

Le autorità israeliane hanno ordinato a Chevron di interrompere la produzione del giacimento di Tamar a causa della sua vicinanza ai combattimenti e hanno ordinato alla società estrattiva di dirottare la produzione del giacimento Leviathan verso la Giordania.

Chevron è diventata operatore dei giacimenti di gas Tamar e Leviathan quando ha acquisito l’operatore originario, Noble Energy. Tamar ha riserve stimate in circa 11 mila miliardi di piedi cubi di gas e Leviathan ne ha il doppio, secondo le stime citate da Energy Intelligence.

Le esportazioni israeliane da questi giacimenti verso l’Egitto assicuravano la crescente domanda di energia del Paese e ne lasciavano una parte per le esportazioni verso l’Europa, dall’impianto egiziano di GNL. Con l’interruzione e la deviazione, tuttavia, l’Egitto si è trovato in una situazione di crisi, con blackout giornalieri in un momento di maggiore domanda.

Ora che il gas israeliano è tornato ad affluire in Egitto, i blackout potrebbero cessare, ma le esportazioni verso l’Europa potrebbero non riprendere immediatamente. La prima cosa da fare per l’Egitto sarebbe quella di garantire l’approvvigionamento interno. Per assicurare la fornitura vverso l’Europa sarà necessario che vi sia un calo nel consumo di gas, per generazione elettrica, in Egitto, cosa che potrebbe accadere durante l’inverno.

Tuttavia, questo non dovrebbe essere un problema immediato per l’Europa. La Reuters ha recentemente riportato che circa 30 navi cisterna di GNL sono in viaggio verso il continente e il Regno Unito, con arrivo previsto entro la fine del mese. L’Egitto, invece, riprenderà le esportazioni di GNL quando la domanda interna si sarà ridotta, secondo l’Eni, che ha ampie attività nel Paese nordafricano.

Nello stesso tempo questa situazione spiega chiaramente come mai l’Egitto abbia un atteggiamento tutto sommato morbido verso Israele, soprattutto se confrontato con quello di altri stati a maggioranza musulmana.


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