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I media non vogliono farci capire che Tsipras sta combattendo con Schauble per non diventare schiavo del debito detenuto da coloro che impongono l’austerity. Una lezione per l’Italia

Resto atterrito nel vedere tali e tante critiche all’operato di Tsipras e Varoufakis nella loro lotta per la sopravvivenza economica vis a vis con l’Europa. Guarda caso tutte le critiche arrivano da canali euristi allineati agli interessi franco tedeschi. Ieri abbiamo visto su SE un articolo importante in cui viene smentito che in Grecia i proeuro siano all’80%, una smentita clamorosa di questa interpretazione degli eventi eccessivamente figlia della sindrome di Stoccolma*.

Detto questo lo scopo del presente intervento vuole essere molto semplice ed immediato, ossia dare una chiave di lettura senza fronzoli di quello che sta accadendo in Grecia in relazione alla “trattativa” all’ultimo euro con l’Europa.

In poche parole, la Germania non può permettersi un’uscita dall’euro della Grecia né di nessun altro paese e farà di tutto per impedirlo, di tutto. Fin ad ora la carta della svolta autoritaria ad Atene non è stata ancora giocata anche a causa di un problema geostrategico, troppo vicina Atene al caldissimo scacchiere medio orientale, troppo vicina alla Russia per questioni culturali, troppo incendiario sarebbe il successivo rapporto con la Turchia, tutti elementi che alla fine farebbero backfire verso il mondo occidentale propriamente detto. O detta in altro modo, per ora gli USA non supportano tale epilogo. Per ora.

Quello che sta facendo oggi Tsipras è molto semplice: sta cercando di evitare che il proprio paese diventi schiavo del debito ad aeternum. E guarda caso i detentori del debito sono gli stessi che oggi impongono l’austerity visto che il debito greco è in massima parte detenuto da soggetti europei. Ossia, la Grecia sta cercando di evitare di diventare schiava dell’euro per il tramite del proprio debito. Ben inteso, con la struttura economico-industriale ellenica la Grecia è tecnicamente fallita, un debito del 175% espresso in euro è di fatto irredimibile, questo deve essere chiaro a tutti. E dunque Tsipras sta dicendo una cosa semplicissima: visto che non posso materialmente ripagarlo voglio che tale debito mi venga abbonato, come succede normalmente in casi simili (default della Russia in primis, 50.8% di haircut, di norma nei casi di default di un paese sovrano il debito è stato tagliato in percentuali variabili dal 30% al 70%). Come vedete, messa così la realtà è di una semplicità disarmante, micidiale direi. E queste considerazioni – incluse le misure sul debito da tagliare – non sono mie bensì, udite udite, dell’FMI**! Ossia nella storia economica la prassi ci dice che una volta raggiunto il limite il debito viene di norma tagliato dagli stessi creditori, semplice come bere un bicchier d’acqua.

FireShot Screen Capture #093 - 'Sovereign Debt Restructurings 1950–2010_ Literature Survey, Data, and Stylized Facts; by Udaibir S_ Das, Michael G_ Papaioannou, and Christoph Trebesch; IMF Working _' -

Si, perchè la realtà delle cose ci dice che l’Europa ben sapendo che Tsipras ha ragione, che la Grecia non potrà mai ripagare il proprio debito espresso in Euro, in un ambito di ordine democratico sa che le strade sono due:

  • o si taglia (leggasi abbona) il debito in euro,

  • o si permette alla Grecia di uscire dall’euro trasformando il proprio debito in dracme le quali verranno opportunamente svalutate e dunque si arriverebbe anche in questo caso ad un taglio del debito come sopra.

Ed il taglio non sarebbe poca cosa, il numero atteso sarebbe qualcosa come il 50% anche alla luce degli errori marchiani fatti da FMI e Troika – dicasi anche colpe – imponendo l’austerity che invece di migliorare le cose le ha fatte [scientemente e con diabolica perseverazione, ndr] peggiorare: la troika intervenne con un debito greco al 140%, oggi siamo al 175% ma con uno substrato sociale distrutto, aziende ex statali vendute guarda caso a coloro che impongono l’austerity – il caso ROSCO venduta a Siemens è da manuale*** -, povertà e miseria dilagante fino a raggiungere il livello dell’allarme sociale con mortalità infantile più simile a quella del terzo mondo che al mondo “sviluppato”.

Ma dunque, perchè l’Europa si ostina a non voler accettare né un taglio del debito né l’uscita dall’Euro? Semplicissimo, perchè l’enorme ricchezza soprattutto tedesca accumulata dal 2010 in avanti dipende dall’euro, se la Grecia percorresse una delle due strade sopra citate tutti i paesi potrebbero chiedere di fare altrettanto. Ossia se l’euro in qualche modo ed in qualche forma si rompesse i competitors industriali della Germania spiazzerebbero i prodotti tedeschi. E si ricordi bene, la Grecia non c’entra nulla nelle possibili conseguenze a detrimento della ricchezza franco-tedesca in quanto Atene non ha aziende che possano competere all’estero e nell’export. Cosa diversa per altri paesi della compagine europea…

Quello che ancora non emerge è che nella lotta greca per uscire dall’euro l’Europa tedesca teme soprattutto l’Italia quale primo paese competitore della Germania nella manifattura: se l’Italia a carro di Atene uscisse dall’Euro si troverebbe ad esempio a produrre le piccole e buffe Renegade ad un prezzo risibile rispetto alle mitiche VW e questo significherebbe spiazzare bellamente la spina dorsale dell’imprenditoria (e del benessere) germanica.

Oltretutto oggi l’Italia si trova anche in una situazione molto favorevole in termini di costo dell’energia, il rinnovabile [oggi caro solo a causa di sovvenzioni a prezzo fisso, notasi bene, non indicizzate all’inflazione] e l’abbondanza di gas a buon prezzo la renderebbero molto meno prona a shock energetici rispetto al passato, leggasi solo volendolo l’Italia potrebbe raggiungere un grado di indipendenza energetica prossimo al 50% utilizzandolo estensivamente il micro fotovoltaico diffuso, 3 kW per ogni tetto in un mondo elettrico di fatto in grid parity [costo dell’energia fotovoltaica uguale a quello da fonti tradizionali, ndr] da Roma in giù significherebbe che il Belpaese potrebbe ripartire anche industrialmente attraverso una grande competitività manifatturiera data da costi dell’energia competitivi.

Insomma, l’Europa tedesca teme come al solito l’Italia, l’unico paese che per caratteristiche della propria economia [grande peso della manifattura export oriented, alta qualita di prodotti ad alta specializzazione, posizione geostrategica in centro al Mediterraneo, ottime aziende locali, buone competenze tecniche, grande massa di risparmio privato locale e possibilità giuridica di ridenominare il proprio debito in lire da domani – solo a volerlo… -] fa veramente paura all’europa che tanta ricchezza ha accumulato grazie alla moneta unica post crisi subprime!

É bene far notare che qualsiasi delle due strade la Grecia percorrerà – taglio del debito o uscita dall’euro –, entrambe andranno bene anche all’Italia che potrebbe chiedere di fare la stessa cosa … Parimenti è bene ricordare che per l’Italia a fare nulla il risultato sarebbe comunque estremamente negativo almeno per la gran massa degli italiani (esclusi quelli che vivono di rendita in euro – e che detengono gran parte dei media escluso il Cavaliere che invece vive dei consumi ad aoggi asfittici dei periferici, Italia e Spagna, ndr -), ossia quanto ci dobbiamo aspettare restando nell’euro è un abbassamento del livello di vita fatto di maggiori tasse, repressione fiscale al limite del golpe, tagli alle pensioni e consumi al lumicino. Vedete voi…

Forse così si capisce meglio perchè all’Italia sia stato affibbiato un trattamento “particolare”, ad esempio è l’unico paese a non aver avuto deroghe nel rapporto debito/PIL ad esempio (al contrario della Francia; con lo scopo di individuare l’eventuale malafede è molto più utile basarsi sui numeri di previsione, così nessuno può dire che non era stato previsto, a maggior ragione dopo che i fatti sono stati confermati).

Vedremo che succederà, per intanto noto con piacere segnali di grande nervosismo tra i nostri governanti, non mi sembrano (finalmente) così convinti di restare in una compagine eurista che sta richiedendo enormi sacrifici mirati per altro a farci volutamente fare la fine della Grecia. Della serie, anche noi stiamo iniziando a capire che l’austerity non serve per uscire dalla crisi – ma a tanto è utile a qualcuno oltre Gottardo – ed anzi è controproducente per gli interessi nazionali. Bisognerà vedere quando lo scontro tra chi la pensa come noi e chi la pensa come la Germania avverrà. E chi ognuna delle parti avrà dietro di se a supportare…

Mitt Dolcino

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* https://scenarieconomici.it/i-sondaggi-sul-si-dei-greci-alleuro-fasulli-un-sondaggio-di-fonte-greca-li-smentisce/

** http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12203.pdf

*** https://scenarieconomici.it/la-lezione-dellue-tedesca-nel-caso-rosco-grecia-prima-li-affami-e-poi-li-compri-un-monito-per-litalia/

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