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Guerra totale sui dazi: l’Europa blocca i pneumatici cinesi. Prezzi pronti a salire?

L’Unione Europea lancia una nuova offensiva commerciale contro il dumping di Pechino. Nuove tasse doganali protocollate per 5 anni su gomme di auto e veicoli commerciali. Rischio ritorsioni su carne e formaggi.

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L’Unione Europea ha aperto un nuovo fronte nella guerra commerciale contro Pechino. Da pochi giorni sono scattati pesanti dazi sulle importazioni di gomme cinesi per auto e furgoni. La Commissione europea ha deciso di usare il pugno di ferro per fermare i prezzi stracciati asiatici, ma il rischio reale è che il conto finale lo paghino i consumatori e le aziende di trasporto europee.

La stangata di Bruxelles sulle gomme Made in China

I nuovi prelievi doganali sono entrati in vigore il 7 luglio 2026 e rimarranno attivi per ben cinque anni. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen vuole difendere un settore che nell’Unione Europea dà lavoro a oltre 80.000 persone, distribuite in 14 Stati membri.

Il mercato europeo è letteralmente invaso: nel 2024 le importazioni dalla Cina hanno toccato i 2,5 miliardi di euro. Parliamo di 93 milioni di pneumatici cinesi su un totale di 330 milioni di pezzi venduti in Europa. Praticamente quasi una gomma su quattro arriva da Pechino.

Le sanzioni economiche non sono uguali per tutti. Bruxelles ha scelto di punire duramente i marchi che non hanno collaborato con le indagini europee, secondo un criterio ormai diffuso internazionalmente.

La mappa delle nuove tasse sulle gomme

Le aliquote variano in modo soft per chi ha aperto i propri registri e in modo durissimo per chi ha fatto muro. Ecco come cambiano i prezzi alla frontiera:

Produttore / Categoria di PneumaticoAliquota del Dazio
Gomme di fascia alta (Tier 1 e Tier 2 – es. Gruppo Hankook)4,3%
Aziende collaborative (Giti Tire, Sailun, Linglong e altre)24,4%
Aziende non collaborative (Massimo della sanzione)45,3%

I dazi colpiscono quasi tutto il parco auto: dalle piccole utilitarie da città fino ai SUV, passando per i furgoni usati per le consegne commerciali a breve e medio raggio. Restano fuori dal provvedimento solo le gomme per i trattori agricoli, i mezzi da miniera e i pneumatici usati o ricostruiti.

Le esportazioni di pneumatici cinesi sono aumentate anno per anno negli ultimi cinque anni con una media del 3,5%.

Non solo gomme: un conflitto a tutto campo

La mossa sui pneumatici è solo l’ultimo tassello di un mosaico di tensioni che sembra ormai fuori controllo. L’Europa sta provando a staccarsi dalla dipendenza economica cinese, ma Pechino non resta a guardare e risponde colpo su colpo.

Il campo di battaglia ormai comprende diversi settori chiave:

  • Auto elettriche: Bruxelles ha già imposto un dazio del 35,3% sulle batterie cinesi.
  • Acciaio e alluminio: Scattata una supertassa del 50% superata la quota di 18 milioni di tonnellate.
  • Energia verde: Nel mirino dell’UE ci sono le turbine eoliche, per evitare il disastro già avvenuto anni fa con i pannelli solari europei, spazzati via dai prezzi cinesi.

Nonostant queste misure tampone il surplus commerciale cinese verso la UE è in continua crescita.

La vendetta di Pechino colpisce la tavola

La risposta della Cina è stata immediata e chirurgica, mirata a colpire i punti deboli dei singoli stati europei.

Pechino ha introdotto dazi tra il 4,9% e il 19,8% sulla carne di maiale europea, mettendo in difficoltà gli allevatori spagnoli. La Francia è stata colpita con tasse doganali fino al 39% sui superalcolici e sul brandy. Non si salva nemmeno il settore lattiero-caseario: latte e formaggi europei subiscono dazi cinesi fino al 42,7%.

L’Europa cerca di proteggere le sue fabbriche, ma il rischio di una spirale inflazionistica sui beni di consumo quotidiano è sempre più concreto.

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