AttualitàDifesaEconomiaRegno Unito
Gran Bretagna nel caos: si blocca il controllo aereo, centinaia di voli a terra e cieli svuotati. Ma i caccia militari volano ancora
Centinaia di voli cancellati e aeroporti nel caos nel Regno Unito per un guasto ai radar: cieli deserti per i civili, mentre volano solo i caccia militari.

Decine di migliaia di persone sono rimaste intrappolate per ore dentro le carlinghe degli aerei o accampate sui pavimenti dei terminal. I cieli britannici si sono spenti all’improvviso nel pomeriggio, paralizzati dall’ennesimo guasto informatico del sistema di controllo NATS.
Una paralisi improvvisa che da Londra si è allargata all’intera Europa. Chiunque abbia aperto le mappe di Flightradar24 durante il picco del blocco si è trovato davanti a uno scenario surreale: le rotte commerciali sopra le isole britanniche erano spettrali, quasi del tutto desertificate, con gli aerei di linea fermi sui piazzali.
Eppure, in mezzo a questo vuoto silenzioso, il cielo non era completamente deserto. Sugli schermi radar spiccavano diverse tracce operative: aerei militari, caccia da combattimento e velivoli da addestramento della Royal Air Force continuavano a volare indisturbati.
La difesa dello spazio aereo e i circuiti militari, che viaggiano su reti separate e con protocolli indipendenti, non si sono fermati. Tutto il resto, cioè la vita di oltre centomila persone e la logistica del continente, è invece finito gambe all’aria per colpa di un banale problema nei software civili.
Cosa è successo: il cervello del traffico va in tilt
Il gestore dei cieli britannici, NATS (National Air Traffic Services), ha parlato ufficialmente di un guasto al “flight processing system“, il cervello elettronico che distribuisce i piani di volo ai controllori. Senza quei dati, i tecnici non possono gestire in sicurezza la complessa scacchiera delle rotte aeree.
Il risultato immediato è stato il blocco delle partenze su quasi tutti i principali scali del Paese. Quando si chiudono le uscite in aeroporti giganti come Heathrow e Gatwick, lo spazio a terra si esaurisce in pochi minuti. Di conseguenza, le autorità hanno dovuto fermare anche i voli in arrivo dall’estero, lasciando centinaia di aeromobili parcheggiati negli scali di mezza Europa.
I passeggeri si sono ritrovati ostaggio di una trappola logistica. C’è chi è rimasto seduto per ore sulla pista di Gatwick aspettando un decollo per le Canarie e chi, a bordo del volo British Airways per l’India, rischia di perdere un matrimonio di famiglia. La disperazione e la rabbia sono rimbalzate da Manchester a Stansted, fino alle isole di Jersey e Guernsey, dove persino una partita di FA Cup è stata cancellata perché la squadra non ha potuto prendere il volo.
Ecco un riassunto dei principali disagi registrati negli scali più colpiti:
- Londra Heathrow: oltre 350 voli ritardati e decine di cancellazioni su una media giornaliera di 1.300 movimenti.
- Londra Gatwick: circa 280 voli con forti ritardi o sospesi, con passeggeri bloccati a bordo senza spiegazioni chiare.
- Manchester e Birmingham: oltre 350 collegamenti complessivi finiti fuori orario, con code immense ai banchi di assistenza.
- Scali europei (Alicante, Dublino, Amsterdam): decine di aerei trattenuti a terra prima di entrare nello spazio aereo inglese.
L’ira delle compagnie e la resa dei conti
La rabbia delle aerolinee è esplosa quasi subito. Ryanair ha contato oltre 65.000 passeggeri bloccati e più di 50 voli cancellati in poche ore. Il direttore operativo della compagnia irlandese, Neal McMahon, ha puntato direttamente il dito contro i vertici del controllo di volo, chiedendo senza mezzi termini le dimissioni immediate dell’amministratore delegato di NATS, Martin Rolfe.
Anche Wizz Air ha diffuso una nota durissima, definendo il fornitore dell’infrastruttura britannica “semplicemente inadeguato”. Non si tratta infatti di una novità assoluta. Già nell’agosto del 2023 un guasto analogo provocò il blocco di 700.000 viaggiatori e costi per oltre 100 milioni di sterline.
Il ministro dei Trasporti Heidi Alexander è intervenuta annunciando l’avvio delle riparazioni, ma i tecnici sanno bene che il danno ormai è fatto. Anche se il sistema centrale torna a funzionare, gli aeromobili e gli equipaggi si trovano ormai negli aeroporti sbagliati. Per rimettere in fila la catena logistica serviranno molte ore, se non giorni.
| Aeroporto / Compagnia | Impatto principale segnalato | Conseguenze immediate |
| Londra Heathrow | Partenze sospese e stop a singhiozzo | Oltre 350 voli ritardati |
| Londra Gatwick | Stop partenze per assenza radar NATS | Decine di aerei fermi in pista |
| Ryanair | Oltre 50 cancellazioni dirette | 65.000 viaggiatori danneggiati |
| EasyJet / British Airways | Decine di rotte continentali saltate | Obbligo di riprotezione e rimborsi |
Danni enormi
Questo disastro rimette a nudo il grande problema economico delle infrastrutture strategiche. NATS è una società a partecipazione mista, controllata al 49% dallo Stato britannico e per il resto da vettori privati e investitori istituzionali. Quando un monopolio naturale di questo tipo non investe a sufficienza in ridondanze di sicurezza, il risparmio privato si trasforma in una tassa nascosta per l’intera collettività.
I costi vivi per le compagnie aeree saranno enormi:
- Rimborsi dei biglietti e risarcimenti previsti dalle normative di tutela dei viaggiatori.
- Pagamento di alloggi d’emergenza, pasti e trasporti sostitutivi per decine di migliaia di persone.
- Ore di lavoro perse per professionisti bloccati lontano dalle proprie sedi.
- Perdita di carburante ed efficienza dovuta agli aerei rimasti con i motori accesi sulle piste.
Ora si cercherà il responsabile del problema, ma i danni sono colossali e ci vorrà tempo perché le cose tornino normali. Sarò interessante conoscere quale sia la vera causa di questa interruzione, se un semplice errore o una forma di sabotaggio.









You must be logged in to post a comment Login