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GOVERNI NON ELETTI E ILLEGITTIMITA’ POLITICHE: INSERIRE CON LEGGE LA RESPONSABILITA’ POLITICA

 

In Italia noi tutti siamo e rimaniamo indifesi, non protetti e non tutelati nei confronti della parte più importante del dispiegamento della nostra democrazia e del suo esercizio. Se cioè, come è accaduto nel 2011, un soggetto e un partito politici si appropria del potere politico non facendo votare gli italiani, e dal governo e dai governi non eletti e mai scelti dagli italiani dispone come se fosse legittimo, il nostro Paese e noi tutti rimaniamo, così come siamo rimasti, a guardare, sostanzialmente privi di strumenti previsti, dall’ordinamento medesimo, atti a reagire e a contrastare l’illegittimità.

Non solo. Di fronte alle disposizioni ed ai provvedimenti presi dai governi illegittimi, così come dal Parlamento dichiarato, lo si ricordi, per tre quarti incostituzionale con sentenza della Corte costituzionale, gli italiani se la prendono “in saccoccia”, vale a dire che non hanno a loro/nostra disposizione alcuno strumento di “reazione” alla illegittimità e contro la violazione delle nostre regole democratiche. Vi sono intere sacche di potere che, alla loro origine come durante tutto il loro dispiegarsi, sfuggono completamente da qualsivoglia controllo dei cittadini italiani.

Si pensi ad esempio alla gestione e dazione, alla erogazione dei nostri soldi, i soldi pubblici cioè nostri, dati dalle nostre esose tasse, sulla loro disposizione gli italiani non hanno alcun controllo, di conseguenza possono accadere le folli ingiuste scorrette disposizioni in favore di De Benedetti tramite la banca Monte dei Paschi di Siena targata Pd, o le disposizioni fuori ogni genere di previsione e di quanto stabilito operate dalla Cassa depositi e prestiti, o in favore delle imprese pubbliche come la Rai o private come L’Unità, contro il volere e fuori ogni controllo da parte di tutti noi italiani. In pratica, stante la mancata previsione nel nostro ordinamento della possibilità di decidere quelle scelte, così come di muoversi contro chi – soggetto ed ente pubblico – le ha prese, il popolo italiano è e rimane tagliato fuori da ciò che gli appartiene: la cosa pubblica. “Pubblico” è in Italia un termine oramai analogo a “ruberia” e “ladro”, ladri quelli che se ne appropriano, ladri chi ne dispone, ladri i politici tutti. E ciò risulta ed è tanto più vero in quanto, enti pubblici e politici, nascondono e si muovono proprio al fine e per meglio rubare nascondendosi a noi tutti. Mancano cioè in Italia alcune regole fondamentali che regolamentino la cosa pubblica affinché torni, così come deve essere, al servizio dei cittadini e delle imprese.Siccome non possiamo diventare il Paese dell’Inquisizione giudiziaria come siamo peraltro già stati durante Tangentopoli e sino ad oggi, dato che, come è sotto gli occhi di tutti, il partito Pd, cioè quello che adopera i soldi pubblici, dopo anni di giudici disseminati in politica a fare il bello e cattivo tempo, ora guarda caso candida e si intomba nella figura del magistrato pubblico simbolo dei peggiori tempi d’Italia cioè Pietro Grasso, giudice comunista, bisogna disciplinare in altro modo, diverso dalla responsabilità giudizial-giudiziaria, quella parte immensa della nostra cosa pubblica che rimane “scoperta” alle violazioni ed illegittimità, che lascia noi tutti “scoperti”, indifesi, mai tutelati.

Bisogna prevedere cioè, identificare e regolamenta la responsabilità politica, vale a dire che è necessario disciplinare i partiti politici e la vita al loro interno, così come quella professionale dei singoli politici. La responsabilità politica deve avere caratteristiche e connotati propri e diversi rispetto alla responsabilità giudiziale. Le sanzioni devono essere personali economiche e seguire procedimenti diversi ed “altri” rispetto a quelle che conosciamo previste dal nostro ordinamento giuridico per la responsabilità giudizial-giudiziaria. Insomma dobbiamo disciplinare e regolamentare con legge tutta quella parte e quel settore politico che oggi si muovono senza responsabilità e controllo alcuni, difatti rubano e fanno danno al Paese.

Accanto alla introduzione di tale nuova disciplina, va stabilito e fissato con legge sia il voto diretto che il vincolo di mandato per gli eletti, e inserita per legge la possibilità – meglio preventiva e certa ed efficace successiva – di reazione in capo ed a favore degli italiani a fronte di violazioni ed illegittimità democratiche. Da qualche anno è entrato in vigore lo strumento della class action ma richiede molte firme di tanti italiani e, sebbene si rivelerà molto utile nel riportare a ragione tante illegittimità e frodi perpetrate contro gli italiani, esso rimane uno strumento azionabile successivamente al verificarsi dei danni, mentre il nostro Paese ha bisogno di discipline regolamentate ed inserite nell’ordinamento civile in grado di “paralizzare” le illegittimità e le violazioni precedentemente al loro verificarsi.

Si pensi ai risparmiatori traditi depredati e turlupinati dai governi mai eletti, quale capacità di reazione ha mosso loro a disposizione il nostro ordinamento? Nessuna se non quella giudiziale che viene tuttora strumentalizzata dai politici e dalla politica coinvolta. Quali strumenti hanno gli italiani per segare le mani ai politici e alla politica che regala i loro i nostri soldi a soggetti sinistri che non li restituiranno, dissipando così i nostri soldi pubblici? Quali strumenti hanno gli italiani per contrastare, stigmatizzare e fare pagare e risarcire, restituire con gli interessi, fare valere le gravi responsabilità di governi, enti pubblici, istituzioni pubbliche , banche pubbliche, organismi pubblici, politici pubblici che dissipano i soldi pubblici, degli italiani?

Francesca Romana Fantetti


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