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Golfo Persico: corsa a caricare petrolio nel timore che la tregua non tenga

Corsa contro il tempo nel Golfo Persico: petroliere cariche in “dark mode” sfidano i missili mentre gli Usa sospendono le sanzioni all’Iran per 60 giorni.

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Tutti a mandare petrolio sino a quando Hormuz rimane aperta! L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar continuano a caricare petrolio e GNL sulle navi nei propri porti del Golfo Persico, nonostante gli attacchi contro due navi mercantili nei pressi dello Stretto di Hormuz e le tensioni del fine settimana tra Stati Uniti e Iran.

I produttori mediorientali si stanno affrettando a caricare petrolio e GNL finché lo Stretto di Hormuz è formalmente aperto, anche se il traffico ha subito un rallentamento da venerdì a causa dell’attacco a una superpetroliera a pieno carico nello Stretto di Hormuz, come ha riferito lunedì Reuters, citando dati di monitoraggio delle navi.

Si osserva inoltre che l’Iran abbia ripreso i carichi dall’isola di Kharg, il suo principale porto di esportazione petrolifera nel Golfo, dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni sulle vendite di petrolio iraniano, comprese quelle in dollari statunitensi, fino al 21 agosto.

Nel porto saudita di Ras Tanura, lunedì una quarta superpetroliera stava caricando greggio, secondo i dati LSEG citati da Reuters. Le operazioni di carico sono proseguite anche dopo che, domenica mattina ora locale, un incidente in elicottero, le cui cause sono ancora sconosciute, ha causato la morte di 14 persone nei pressi del porto.

Una delle quattro superpetroliere (VLCC) che hanno effettuato operazioni di carico a Ras Tanura da quando gli Stati Uniti e l’Iran hanno firmato il memorandum per lavorare a un accordo ha già lasciato lo Stretto di Hormuz ed è in rotta verso il Giappone, secondo i dati LSEG citati da Reuters.

Altre due superpetroliere sono in attesa di caricare greggio nei porti degli Emirati Arabi Uniti, mentre gli Emirati e il Qatar continuano a far transitare navi metaniere attraverso lo Stretto di Hormuz, in modalità «dark mode». Alcune di queste hanno già attraversato lo Stretto, secondo i dati.

L’Iran sta inoltre intensificando i propri carichi di petrolio sull’isola di Kharg, cercando di sfruttare al massimo la finestra di 60 giorni di sospensione delle sanzioni statunitensi, fino a quando si prevede che proseguano i negoziati per un accordo di pace.

Il fragile cessate il fuoco e i colloqui sono stati nuovamente messi a rischio questo fine settimana, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato attacchi contro obiettivi in Iran in risposta agli attacchi a due navi: una portacontainer nel Golfo di Oman e una petroliera nel Stretto di Hormuz.

Nella tarda serata di domenica, un funzionario statunitense ha dichiarato che le parti avevano concordato di sospendere le ostilità in vista di un nuovo ciclo di colloqui previsto, in via provvisoria, per questa settimana.

Molti non si fidano della situazione politica internazionale, ed a ragione, per cui si cerca di caricare e spedire quanto prima, Nella serata euuropea di ieri diverse petroliere sono riuscite sia ad entrare, sia ad uscire dal Golfo Persico, secondo il sito Marinetracker.

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