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GLI HACKER RUBANO I DATI DI PALAZZO CHIGI (F. Musacchio)

Nomi, contatti telefonici, residenze, fotocopie di documenti personali, contratti di lavoro, contratti d’affitto, buste paghe, email e molto altro. E’ il bottino che Anonymous avrebbe sottratto alle istituzioni italiane ‘bucando’ i siti dei ministeri Difesa e Interni, oltre che la Marina Militare, il Parlamento europeo e persino Palazzo Chigi. L’assalto dei pirati informatici sarebbe avvenuto sabato scorso e la polizia postale, in una nota, spiega di aver subito rilevato l’attacco. Nonostante questo, l’hackeraggio rischia di essere una grossa grana soprattutto perchè a Palazzo Chigi fanno capo le tre agenzie di servizi segreti: Dis, Aisi e Aise. Il furto di materiale sensibili, infatti, si sarebbe comunque verificato. Un leak di 36 file che, stando a quanto emerso, avrebbe consentito ad Anonymous di venire in possesso anche di alcune informazioni frutto di una comunicazione tra Palazzo Chigi e la polizia di Bologna, in occasione della visita che del Premier Paolo Gentiloni. Insomma, un ‘buco’ forse più importante di quello che sembra. A preoccupare gli addetti ai lavori, infatti, sarebbero non solo i dati sensibili relativi a esponenti delle forze dell’ordine, quanto tutto ciò che riguarda i documenti classificati come riservati e coloro che hanno accesso al Nos (nulla osta sicurezza). Tra le ipotesi, infatti, c’è anche quella secondo cui gli hacker si sarebbero impossessati della lista di nomi delle persone in possesso del Nos. Ad insospettire, infatti, la scelta del titolo del post pubblicato da Anonymous: “Inter Nos”. Un caso, forse. Ma le indagini proseguono. Proprio il Dis, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, è la struttura deputata al rilascio dei Nos e in generale alla gestione delle domande. L’attività relativa ai documenti classificati, infatti, segue regole precise, soprattutto per “manipolare” atti con classifica maggiore del “riservato”. Stiamo parlando di documenti top secret, a livello “segreto” e “segretissimo”, per i quali il Nos ha una validità di 10 anni nel primo caso e 5 nel secondo. Insomma, materiale che va maneggiato con molta cura e che se finisce nelle mani sbagliate potrebbe rappresentare una minaccia gravissima per lo Stato.
Nella rivendicazione, il gruppo di hacktivisti ha pubblicato in rete indirizzi mail e documentazione sottratta dalle caselle email personali di un dipendente della Difesa e di un appartenente alla Polizia di Stato.
La Polizia Postale e delle Comunicazioni, in una nota, ha fatto sapere che “nella giornata di sabato nel corso dell’attività di monitoraggio ha immediatamente rilevato un attacco informatico portato a termine da hacker che si rifanno al noto movimento ‘hacktivista’ Anonymous. Nella successiva rivendicazione sono stati pubblicati in rete indirizzi mail e documentazione sottratta dalle caselle email personali di un dipendente della Difesa e di un appartenente alla Polizia di Stato. Le attività d’indagine tecniche avviate nell’immediato, non hanno al momento evidenziato ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzionali”.
Lo Stato Maggiore della Difesa ha inoltre precisato che nessuna informazione a uso d’ufficio “è stata in alcun modo trafugata né, tanto meno, dati e argomenti classificati”. Le informazioni, spiegano, sono, “provenienti da una sottrazione di dati e documenti personali contenuti soprattutto in mail private di singoli dipendenti dell’Amministrazione Difesa, con una palese violazione della privacy”. Al momento, dunque, i sistemi di Stato non sarebbero stati compromessi, ma la notizia ha comunque creato imbarazzo e preoccupazione nei Palazzi e tra le fila di coloro che si occupano di garantire la sicurezza informatica dei siti istituzionali.
Il gruppo di pirati informatici, invece, dal canto suo sul blog ha esultato per il colpo messo a segno rivolgendosi direttamente ai cittadini: “Siamo lieti di annunciarvi – si legge – per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al Ministero dell’Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo. Governo, corruttore di democrazia, la rivoluzione passa anche qui, inarrestabile, il cui ideale conosce ora i vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d’affitto, buste paghe e molto altro”. E poi una frase che colpisce: “Per l’ennesima volta lo Stato italiano tradisce ed imbarazza i valori dei nostri militari che hanno giurato di difenderlo. Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?”.

Francesca Musacchio, Il Tempo 15 novembre 2017

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