Politica
Giorgia Meloni: agire subito su stop al patto di stabilità

Giorgia Meloni è più viva che mai. Passata la delusione per la sconfitta nel referendum sulla giustizia. Dopo una bella “stretta ai bulloni” della sua maggioranza, ora la premier italiana sembra più determinata di prima ad andare avanti con coerenza sul programma del governo fino alla naturale fine della legislatura. D’altra parte in più occasioni la leader di Fdi ha dimostrato di non essere certo una che si fa spaventare dalle difficoltà o scappa di fronte alle responsabilità. Chi pensava, quindi in un suo passo indietro o in una premier dimessa e rassegnata a vivacchiare qualche mese, giusto per tagliare il traguardo del record di longevità, si è sbagliato di grosso e non ha fatto i conti con il carattere della ragazza della Garbatella.
Dopo la misura sulle accise, ora il governo, infatti, è al lavoro per altre misure che possano mitigare gli effetti sul caro energia, nel caso infausto che la guerra possa riprendere e durare ancora settimane. In visita al Vinitaly, la più importante vetrina del Vino made in Italy, che registra numeri record anche quest’anno, malgrado i problemi creati dai dazi di Donald Trump, Meloni ha parlato della situazione internazionale e di quello che ha intenzione di fare il governo da qui alle prossime settimane. ma intanto si sta anche lavorando a misure per il lavoro ( nel decreto previsto come da tradizione il 1 maggio, sono attese importanti novità) e sulla sicurezza. Mentre come annunciato alla Camera il governo è al lavoro per trovare i meccanismi giusti per allargare a tutta Italia, anche se magari solo in parte, la misura della Zes unica, che da quando alla guida della struttura di missione Fitto ha messo l’avvocato Giosy Romano, sta diventando un vero volano di sviluppo per il mezzogiorno.
“Siamo nella più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro made in Italy. Un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi di euro l’anno di fatturato e che, in situazione generale molto complessa e anche molto attenzionata, ha bisogno di essere sostenuto”: sono le parole della Premier Giorgia Meloni, a Veronafiere a Verona. “Nell’ultimo decreto nel quale rinnovavamo lo sconto di 25 centesimi sulle accise del gasolio – ha proseguito il Presidente del Consiglio (nella sua terza visita ufficiale all’evento, dopo quelle nel 2023 e 2024) – abbiamo anche allargato una misura al mondo dell’agricoltura che consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all’aumento che registrano.”
Oltre ai numeri economici, Meloni ha affrontato con fermezza i temi della stabilità internazionale, sottolineando la necessità di lavorare incessantemente ai negoziati di pace e di riaprire lo stretto di Hormuz, considerato uno snodo vitale non solo per i carburanti ma anche per l’approvvigionamento di fertilizzanti.
Sul fronte energetico, la premier ha guardato con realismo alla scadenza del gennaio 2027 per il superamento della dipendenza dal gas russo, ribadendo che la pressione economica esercitata su Mosca rimane l’arma più efficace per spingere verso una risoluzione del conflitto in Ucraina.
La presidente ha inoltre annunciato la decisione del governo di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele a causa dell’attuale contesto bellico. Ma è sul fronte europeo che la premier ha intenzione di giocare tutta la sua autorevolezza conquistata in questi quattro anni, che l’hanno resa interlocutore forte e credibile su molti dossier, come quello sull’immigrazione o sulla difesa. La Ue deve “agire subito”, noi “stiamo ponendo una serie di questioni in Europa” come l’idea “di prendere in considerazione una sospensione del Patto di stabilità, non intesa come misura per il singolo Stato membro, ma come misura generalizzata”, ha affermato inoltre la premier. “Esattamente come, tornando a questo settore, stiamo chiedendo alcune cose che riguardano l’energia” a partire dalla questione Ets, “la cui sospensione si è cominciata a discutere mesi fa”. La Ue commetterebbe “un errore”, secondo Meloni, nel “sottovalutare questa crisi”. ha concluso la premier, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe già al lavoro in pressing su Von der Leyne e cancellerie europee per arrivare ad un accordo per trovare contromisure su una situazione che rischia di avere un impatto a livello economico come quello del Covid del 2020.
Sul tema era tornato ieri sempre al Vinitaly, anche il ministro del made in Italy, Adolfo Urso, uno dei primi a ventilare ipotesi di stop al Patto di stabilita, anche nel suo confronto di una settimana fa con il vice presidente esecutivo della Ue, con delega all’industria, Stephane Sejourné, in missione a Roma. “Il sistema Italia è una nave che sa reggere la tempesta e trovare il porto giusto. In un contesto internazionale segnato da conflitti armati e guerre commerciali, il nostro Paese sta dimostrando una capacità di reazione superiore a molte altre economie avanzate. Questo vale anche per il settore del vino, che continua, nonostante la contrazione, ad essere più resiliente di altri Paesi nell’affrontare crisi, dazi e conflitti e nel conquistare nuovi mercati dopo un 2025 complicato per il settore”. È quanto ha ribadito il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, al Vinitaly, intervenendo all’evento “Il vino in un mondo che cambia: il valore del modello italiano oltre i dazi e lo scenario geopolitico”, organizzato da Federvini.










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