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Fuga dal Medio Oriente: gli USA invitano tutti ad andarsene, poi cambiano idea

Trump minaccia attacchi definitivi, fa ritirare i cittadini USA dal Medio Oriente, poi torna indietro. Come sempre

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Trump TACO? Dopo aver minacciato attacchi devastanti questo weekend, il presidente Usa ha nuovamente rinviato tutto su richiesta, dice lui, delle potenze locali. Quindi “Trump always chickens out”, Trump si tira sempre indietro?

Il Dipartimento di Stato americano in precedenza aveva  lanciato un avviso chiarissimo. Tutti i cittadini statunitensi devono lasciare subito il Medio Oriente. 

​Non sembrava un normale consiglio di prudenza per i turisti, ma il segnale evidente che Washington ha deciso di passare alle maniere forti contro l’Iran.

​L’obiettivo era chiaro e drammatico. Si punta a distruggere le infrastrutture energetiche di Teheran. Un attacco che rischiava di far esplodere i prezzi del petrolio in tutto il mondo.

​La scintilla era già partita. Nelle ultime ore, l’Iran ha lanciato numerosi droni contro il Kuwait, colpendo impianti vitali. Questo paese è un alleato storico degli Stati Uniti. È anche un nodo vitale per la logistica del greggio.

​Il governo del Kuwait aveva denunciato l’attacco come una palese violazione della propria sovranità e si preparava a difendere i propri confini e le proprie risorse con ogni mezzo.

​Intanto, il panico si diffondeva nei cieli. Le grandi compagnie aeree hanno cancellato in blocco i voli verso i paesi del Golfo Persico.

​I giornali americani, dal Wall Street Journal alla CNN, avevano perfino confermato le voci. L’ordine di colpire duro era già partito, anche se i tempi esatti restano segreti.

Tutto era sincronizzato , in teoria, con la borsa: secondo la rete televisiva CBS, l’obiettivo è finire i bombardamenti prima di lunedì mattina. Il motivo? Non spaventare i mercati finanziari alla riapertura. Tutto deoveva finire prima di lunedì, poi.

Siamo all’ennesima puntata di quello che sarebbe una commedia, se non fosse un dramma, perché coinvolge la vita di milioni di persone e ha preso la vita di diverse centinaia di soldati. In questo momento a portare avanti le trattive, dopo l’Oman, sarebbe in Pakistan. Trump ha chiesto di aprire immediatamente lo stretto di Hormuz, che, allo stato attuale, è nella stessa situazione dei giorni precedenti: deserto.

Trump in un messaggio scrive che non ci si può fidare degli iraniani, che sono completamente inaffidabili. Quindi annuncia la fine del mondo con attacchi devastanti, e si parlava perfino di una totale no fly zone, e poi, come al solito, di fronte alle conseguenze potenziali delle sue azioni, si tira indietro. Questa crisi sembra destinata a continuare a lungo, fra attacchi dei proxy iraniani e l’indecisione di un presidente decisionista.

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