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Fuga dal Medio Oriente: gli USA invitano tutti ad andarsene, poi cambiano idea
Trump minaccia attacchi definitivi, fa ritirare i cittadini USA dal Medio Oriente, poi torna indietro. Come sempre

Trump TACO? Dopo aver minacciato attacchi devastanti questo weekend, il presidente Usa ha nuovamente rinviato tutto su richiesta, dice lui, delle potenze locali. Quindi “Trump always chickens out”, Trump si tira sempre indietro?
“The U.S.A. is locked and loaded and ready to go against the Islamic Republic of Iran, at levels of Military Terror, Strength, and Power not seen since World War II. Despite this, we have just been asked by Iran, and other Middle Eastern Countries, to hold off any attack in that… pic.twitter.com/Ylmlm06j3E
— The White House (@WhiteHouse) August 2, 2026
Il Dipartimento di Stato americano in precedenza aveva lanciato un avviso chiarissimo. Tutti i cittadini statunitensi devono lasciare subito il Medio Oriente.
Middle East: Americans currently in the Middle East should exercise caution and heightened vigilance and should be prepared for flight cancellations, periodic airspace closures, and potential travel disruptions. Some airlines in the region have postponed resumption of earlier… pic.twitter.com/d1ZmzRBBHN
— TravelGov (@TravelGov) August 1, 2026
Non sembrava un normale consiglio di prudenza per i turisti, ma il segnale evidente che Washington ha deciso di passare alle maniere forti contro l’Iran.
L’obiettivo era chiaro e drammatico. Si punta a distruggere le infrastrutture energetiche di Teheran. Un attacco che rischiava di far esplodere i prezzi del petrolio in tutto il mondo.
La scintilla era già partita. Nelle ultime ore, l’Iran ha lanciato numerosi droni contro il Kuwait, colpendo impianti vitali. Questo paese è un alleato storico degli Stati Uniti. È anche un nodo vitale per la logistica del greggio.
BREAKING: The Iranian Army Ground Force Drone Command is currently conducting one of its largest drone strikes against Kuwait. Multiple air bases, including Ali Al Salem Air Base, are under attack by drones launched by the Iranian Army Ground Force. Kuwaiti air defense systems… pic.twitter.com/UKzKQabPOw
— Babak Taghvaee – The Crisis Watch (@BabakTaghvaee1) August 1, 2026
Il governo del Kuwait aveva denunciato l’attacco come una palese violazione della propria sovranità e si preparava a difendere i propri confini e le proprie risorse con ogni mezzo.
Intanto, il panico si diffondeva nei cieli. Le grandi compagnie aeree hanno cancellato in blocco i voli verso i paesi del Golfo Persico.
I giornali americani, dal Wall Street Journal alla CNN, avevano perfino confermato le voci. L’ordine di colpire duro era già partito, anche se i tempi esatti restano segreti.
Tutto era sincronizzato , in teoria, con la borsa: secondo la rete televisiva CBS, l’obiettivo è finire i bombardamenti prima di lunedì mattina. Il motivo? Non spaventare i mercati finanziari alla riapertura. Tutto deoveva finire prima di lunedì, poi.
Siamo all’ennesima puntata di quello che sarebbe una commedia, se non fosse un dramma, perché coinvolge la vita di milioni di persone e ha preso la vita di diverse centinaia di soldati. In questo momento a portare avanti le trattive, dopo l’Oman, sarebbe in Pakistan. Trump ha chiesto di aprire immediatamente lo stretto di Hormuz, che, allo stato attuale, è nella stessa situazione dei giorni precedenti: deserto.
Trump in un messaggio scrive che non ci si può fidare degli iraniani, che sono completamente inaffidabili. Quindi annuncia la fine del mondo con attacchi devastanti, e si parlava perfino di una totale no fly zone, e poi, come al solito, di fronte alle conseguenze potenziali delle sue azioni, si tira indietro. Questa crisi sembra destinata a continuare a lungo, fra attacchi dei proxy iraniani e l’indecisione di un presidente decisionista.






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