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FRANCESCO GRILLO (OXFORD) E L’IGNORANZA ECONOMICA DEGLI OSPITI DI PANCANI (OMNIBUS LA7)

Questa notte sono tornato alle 4 da una conferenza di economia in chiave antieuro, eppure ho avuto la forza ora di alzarmi dal lettone per guardarmi OMNIBUS LA7, trasmissione che seguo volentieri perché rappresenta benissimo LA VOCE DEL PADRONE grazie alle pecore belanti che spesso ospita.

Oggi il livello di TERRORISMO PSICOLOGICO diffuso alla nazione ha raggiunto vette altissime, grazie a due IGNORANTI in chiave macroeconomica, di livello assoluto, Francesco Grillo e Linda Lanzillotta!

FRANCESCO GRILLO (docente alla Oxford University)

GRILLO OXFORD

Il quale per sostenere le teorie turboliberiste e difendere l’euro ha affermato:

“nel 1999 i tassi sul debito pubblico nel decennale erano al 14% e con l’ingresso nell’euro sono scesi al 3%, 11 punti di differenza significano 200 miliardi l’anno d’interesse in più, quindi comporterebbero il fallimento immediato della nazione”

ed ancora:

“passando alla lira, ovvero ad una moneta debole, immediatamente il debito che oggi è (TUTTO) espresso in euro proporzionalmente aumenterebbe in modo insostenibile”
E’ davvero grave che un professore di Oxford non conosca il livello dei tassi sui nostri titoli di stato:

untitled (42)

Come si nota dal grafico, la struttura media dei rendimenti nel 1999 era del 6%, i mutui a tasso fisso erano del 6,55% ed è vero che sono calati, ma è anche vero che essi hanno determinato due situazioni gravissime:

– bolla immobiliare del 2003 (sgonfiatasi oggi e che ha lasciato in mano al pubblico i costi dei salvataggi bancari);

– deflazione attuale.

 

Ma ancora peggiore è il non sapere che RITORNANDO ALLA LIRA AVREMMO DUE SITUAZIONI FAVOREVOLI:

– Lex Monetae (conversione automatica del debito pubblico da euro a lira)

– Vantaggi medi dalla svalutazione del debito pubblico.

 

Il primo punto è oramai noto, il secondo cerchiamo di svilupparlo.

Grazie agli amici di QELSI, nel seguente pezzo,

QELSI2

si riportano per percentuali di debito italiano espresso in diritto estero, ovvero quello che NON SAREBBE CONVERTIBILE e che in caso di svalutazione pagheremmo di piu’:

QELSI

la situazione è questa:

– il 20% del debito pubblico costerebbe di più (quindi circa 420 miliardi in euro diventerebbero 504 miliardi di lire)

– l’80% rimanente (ovvero 1680 miliardi di euro) diventerebbero 1680 miliardi di nuove lire.

La nuova sommatoria del debito pubblico sarebbe 1680+504=2184 miliardi di lire che, espresso in euro, rappresenterebbero una cifra assai inferiore.

– i vecchi 400 di diritto estero più

– il controvalore in euro del debito espresso ora in lire (1680 miliardi) ossia 1400 miliardi di euro.

 

Magicamente, il debito attuale, 2100 miliardi di euro, diventerebbe 1820 miliardi (1400+420).

 

Beata ignoranza!

 

Maurizio Gustinicchi

Socio Sostenitore Lega Nord – Riscossa Italiana – Economia5Stelle

A MAURI E IL PROF

 

 

 

 

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