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Fact-checking: qualche dato reale sull’immigrazione clandestina africana (di Luigi Pecchioli)

 

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Le due ultime tragedie di migranti affondati su barconi nel Mar Mediterraneo hanno scatenato i media: oltre alla copertura sistematica degli eventi da parte di TG e talk show, praticamente 24 ore su 24, politici, operatori, uomini della Polizia e perfino esperti militari sono stati intervistati ed hanno rilasciato dichiarazioni, principalmente su come risolvere il problema degli sbarchi e del trasporto dei migranti, arrivando alcuni a definire gli scafisti come i “nuovi schiavisti”, dimenticando che gli schiavi erano prelevati contro la loro volontà, non migranti, e non pagavano certo per farsi trasportare…

 

Non mi interessa in questa sede esaminare le soluzioni proposte al problema immigrazione, ma controllare la veridicità di qualche assioma: ecco i principali capisaldi, che tutti noi sentiamo ripetere sui c.d. migranti:

 

1- I migranti sono in buona parte dei rifugiati

 

FALSO Su 100.000 persone circa sbarcate fra agosto 2013 ed agosto 2014 solo il 30% ha richiesto lo status di rifugiato e solo al 10% dei richiedenti è stato concesso, valutate le domande. Ciò significa che il 97% dei clandestini sbarcati non sono e non hanno lo status di rifugiati.

 

2- I migranti provengono dai Paesi del Medio Oriente e dall’Africa sub-sahariana per colpa delle guerre

 

PARZIALMENTE VERO Le principali provenienze degli immigrati irregolari al 2010 sono qui indicate:

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Come si vede nei tre anni presi in considerazione i luoghi di provenienza dei clandestini fermati sono principalmente il Marocco, la Tunisia ed il Senegal, con l’Egitto che è andato via via perdendo importanza e la Nigeria che invece ha aumentato i suoi flussi. Fino al 2010 nessuno Stato mediorientale fortemente instabile o in guerra, come Siria o Iraq è nei primi dieci ed in Senegal, paese sub sahariano, la situazione politica è stabile, come ci ricorda la stessa Farnesina:

ll Senegal è un Paese tradizionalmente democratico, stabile sin dall’indipendenza e che ha saputo sperimentare pacificamente la cosiddetta alternanza politica. Il 25 marzo 2012 si è  concluso un lungo, combattuto ma ordinato processo elettorale con la vittoria alle presidenziali di Macky Sall (di stampo liberale) che si è assicurato il 68% dei voti a fronte del 32% del Presidente uscente Wade, capo del Partito Democratico Senegalese (PDS) e al potere dal 2000. Lo scrutinio, giudicato positivamente dai principali osservatori internazionali, ha dimostrato la maturità politica del Senegal quale esempio di democrazia per il continente africano ed attore fondamentale per rafforzare il dialogo interafricano e regionale. Le  elezioni del luglio 2012 per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale hanno assicurato alla coalizione presidenziale anche una consistente maggioranza parlamentare.“.

 

Tale situazione è rimasta pressoché stabile anche nel 2011 e 2012, con il Marocco ad essere predominante come Nazione di provenienza. Negli ultimi due anni la situazione però è radicalmente cambiata, con un incremento enorme delle provenienze da Siria e Eritrea, prima scarse, e da non definiti Paesi dell’Africa sub-sahariana, prima totalmente assente, come si vede dal prospetto del più recente report della Frontex

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A fuggire sono soprattutto maschi adulti

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3- I migranti fuggono da Paesi in grave crisi economica

 

PARZIALMENTE VERO Sempre secondo la Farnesina il Marocco, che è stato a lungo il primo per flussi migratori verso l’Italia, ha questo outlook economico:

In relazione al 2013 e’ prevista una crescita del PIL marocchino  del 3,3%, grazie ad un miglioramento atteso dell’attività’ agricola la quale, a causa di condizioni climatiche avverse  nel 2012 , aveva registrato un indice inferiore agli anni precedenti (2,9% rispetto a 3,8% nel 2011).

Tuttavia, il ritmo di crescita economica in questo paese continuerà ad essere frenato dalla debolezza della zona euro.  Il  Marocco è fortemente ancorato in termini economici all’Europa, e la crisi europea limiterà gli introiti  del turismo ed  i trasferimenti dei marocchini all’estero. La ripresa ed il miglioramento delle attività economiche europee dovrebbero indurre una crescita del PIL marocchino dell’ordine del 4,8% nel periodo 2014-2017.“. Quindi se il Marocco non cresce ai ritmi previsti è colpa della nostra debolezza, della crisi della zona euro! 

 

La Tunisia sconta un’instabilità politica che dura dalla c.d. “rivoluzione dei gelsomini”, una delle tante “primavere” arabe (che qualche dubbio hanno sollevato sulla loro “spontaneità”); nonostante ciò ha avuto una crescita di PIL reale del 3,3% nel 2013 ed una lieve diminuzione della disoccupazione dal 18,1% al 17%, anche se il quadro macroeconomico rimane molto fragile.

 

Il Senegal, infine nel 2013 è cresciuto del 4,1% del PIL reale, ma ancora ha gravi squilibri nella distribuzione dei redditi e delle difficoltà a sviluppare una propria base imprenditoriale, per il costo dell’energia e la carenza di materie prime.

 

Questi Paesi sono quindi ancora molto fragili ed instabili, con forti disuguaglianze, ma in crescita e con buone prospettive future. Stati da cui si può emigrare, ma non fuggire, e comunque per poi tornare, come hanno fatto altri provenienti da Paesi in via di sviluppo.

 

I migranti da Siria ed Eritrea fuggono da zone di guerra o guerriglia e non per ragioni meramente economiche.

 

4- i clandestini in Italia sono oltre un milione ed in aumento

 

FALSO L’ultimo dato del 2012 da una presenza di irregolari stimata su 326.000, in calo rispetto agli anni passati e pari al 6% dei stranieri residenti. Sono aumentati invece gli stranieri regolari come si vede qui

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Secondo il report di Frontex nel 2014 si sono aggiunti circa 170.000 irregolari, portando il totale a poco sotto le 500,000 unità. E’ interessante notare che la percezione dell’italiano sulla presenza di immigrati in italia è totalmente distorta, come dimostra questo studio dell’IPSOS

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Alla domanda quanti sono in percentuale della popolazione gli immigrati nel tuo Paese gli italiani hanno risposto mediamente il 30%, su un dato reale del 7/8%; c’è da notare che una sovrastima anche proporzionalmente maggiore accomuna tutti i Paesi oggetto dell’analisi, spia di un disagio generalizzato verso il fenomeno migratorio.

 

5- I clandestini sono in gran parte delinquenti

 

VERO Questo è il numero e la composizione degli stranieri detenuti in Italia

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Come si vede le nazionalità più presenti coincidono con i flussi irregolari più cospicui che abbiamo visto sopra: l’unico studio sistematico esistente su clandestinità e criminalità è del 2004 e riporta che, su 16.788 detenuti stranieri nel 2002, 15.900 erano irregolari, una percentuale del 94% della popolazione carceraria straniera. Ciò confermerebbe che vi è un rapporto forte fra clandestinità e delinquenza, cosa piuttosto logica, trattandosi di una condizione che favorisce la commissione di reati. Come afferma il rapporto “Se andiamo a vedere la percentuale di stranieri accusati di reati si vede che a commettere più assiduamente i reati sono gli immigranti senza permesso di soggiorno (sono infatti clandestini il 70% degli stranieri condannati per lesioni volontarie, il 75% di quelli condannati per omicidi, l’85% di quelli condannati per i furti e le rapine)“. Ma quali reati sono più frequenti?

  1. a) la prostituzione ed il suo sfruttamento: le prostitute nel nostro Paese sarebbero (secondo l’Eurispes) circa 70 mila. Di queste il 70% sono straniere irregolari (quasi 50 mila). Le straniere che vengono indirizzate verso questa attività provengono:
  • il 48% dall’Est (Albania, Romania, repubbliche ex-sovietiche);
  • il 28% dall’Africa (soprattutto dalla Nigeria);
  • il 22% dal Sud America (soprattutto dal Brasile).

Lo sfruttamento della prostituzione è invece gestito dagli albanesi, che rappresentano oltre il 42% dei denunciati, da cittadini provenienti dai paesi dell’ex-Jugoslavia (10% del totale) e solo in minima parte da nigeriani (7% del totale);

  1. b) il contrabbando. Questo tipo di attività illecita è, secondo le stime del Ministero dell’Interno, gestito, soprattutto nella fase della distribuzione finale, prevalentemente da immigranti clandestini provenienti dal Marocco (l’80% dei denunciati per tale reato provengono da questo Paese);
  2. c) lo spaccio di sostanze stupefacenti. La commercializzazione e la distribuzione della droga (soprattutto hascish) appaiono monopolizzate da clandestini provenienti dal nord Africa (marocchini, tunisini e algerini). Secondo statistiche più recenti, in alcune città del nord Italia (Genova, Torino, Bologna), l’80% degli arrestati e/o denunciati per tale traffico sono emigrati clandestini (inseriti ai livelli più bassi), mentre rimane monopolio delle organizzazioni criminali italiane il grande traffico internazionale;

Non sono invece significative le statistiche riguardo furti e rapine, che sono monopolio di immigrati dell’est europeo.

 

Come si vede accanto a verità comprovate vi sono anche falsità o esagerazioni del fenomeno e delle sue motivazioni, a volte funzionali ai discorsi pro o contro l’accoglienza: adesso avete modo di farvi la vostra idea in maniera più accurata. E di questi tempi non è poco.

 

Luigi Pecchioli

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