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F47: quello che è filtrato sul Caccia di Sesta generazione USA

Un’intervista rivela la nascita e le caratteristiche del progetto di caccia F-47 , da dove viene, e le sue priorità e i problemi per gli USA, soprattutto a livello di Budget

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Recentemente, significative informazioni sulle origini e lo sviluppo del programma Next Generation Air Dominance (NGAD) dell’US Air Force, e del caccia stealth di sesta generazione F-47 di Boeing ad esso collegato, sono emerse grazie a un’intervista approfondita con l’ex Segretario dell’Air Force Frank Kendall e l’ex Assistente Segretario per Acquisizione, Tecnologia e Logistica Andrew Hunter. Le loro testimonianze gettano luce su un percorso complesso, iniziato a metà degli anni 2010 e segnato da scelte strategiche, tecnologiche ed economiche cruciali.

Il punto di partenza, come rivelato da Kendall, fu l‘Aerospace Innovation Initiative (AII), un progetto da un miliardo di dollari guidato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ma con la partecipazione attiva di Air Force e Navy.

L’obiettivo primario non era definire subito un aereo finale, ma esplorare e validare tecnologie chiave, considerate rischiose ma fondamentali per un futuro velivolo da dominio aereo. Questo sforzo si concretizzò nella costruzione di “X-planes”, dimostratori tecnologici volanti (almeno due, realizzati da aziende diverse tra cui Boeing e Lockheed, che volarono dopo il 2017) destinati a provare sul campo le “caratteristiche desiderabili”, come capacità specifiche, autonomia e altre prestazioni attese da una piattaforma di sesta generazione.

F-47 rendering

Un aspetto fondamentale sottolineato da Kendall fu la volontà strategica di reintrodurre la competizione nel settore degli aerei tattici. Dopo anni di dominio di Lockheed Martin con l’F-22 e l’F-35, l’AII mirava a stimolare nuovamente il confronto industriale, considerato vitale per l’innovazione e il controllo dei costi. I dimostratori, pur essendo puramente sperimentali e non prototipi di un design “tattico” finale, servirono proprio a questo scopo competitivo.

L’evoluzione verso l’attuale F-47 prese forma durante l’amministrazione Trump, quando l’Air Force iniziò a definire i requisiti “tattici” specifici. Questo lavoro fu gestito da un ufficio dedicato, creato nel 2019 e poi evolutosi nell’attuale Agile Development Office che supervisiona l’intero programma NGAD. Hunter ha spiegato che la creazione di questo nuovo ufficio rifletteva una visione diversa per risolvere il problema del dominio aereo, non necessariamente legata a un caccia tradizionale.

Inizialmente, il requisito principale per il velivolo NGAD era la sostituzione diretta dell’F-22 Raptor, focalizzandosi sulla capacità di penetrare spazi aerei densamente difesi e stabilire la superiorità aerea in territorio nemico. Tuttavia, i requisiti si sono successivamente evoluti, ponendo una crescente enfasi sul ruolo di “quarterback” del velivolo, ossia la sua capacità di comandare e coordinare sciami di droni collaborativi (Collaborative Combat Aircraft – CCA).

I prototipi USA di CCA

Nonostante questa evoluzione, Kendall ha descritto la configurazione dell’F-47 come una “discendenza piuttosto diretta dell’F-22”. Hunter ha invece posto l’accento sulle significative nuove capacità di networking e sull’architettura dei sistemi comuni, che permetteranno una migliore interoperabilità non solo all’interno dell’Air Force, ma anche con le future piattaforme della Navy (come l’F/A-XX), grazie alla condivisione di sottosistemi avanzati come sensori e suite di comunicazione. Un altro punto chiave evidenziato da Kendall è il forte controllo governativo sulla proprietà intellettuale del progetto, volto a evitare di diventare “prigionieri di un prime contractor” per futuri aggiornamenti e modifiche, una critica mossa in passato al programma F-35.

Il percorso non è stato privo di ostacoli. Kendall ha rivelato di aver messo in pausa il programma NGAD lo scorso anno per una revisione approfondita, motivata da tre fattori principali. Il primo era puramente economico: la mancanza di fondi sufficienti per completare la fase di ricerca e sviluppo, stimata in almeno altri 20 miliardi di dollari. Il secondo fattore era l’evoluzione del programma CCA, che sollevava interrogativi sulla necessità stringente della capacità di penetrazione profonda per il caccia pilotato. Infine, vi era la questione del “costo opportunità”: l’enorme investimento per l’NGAD rischiava di sottrarre risorse ad altre priorità critiche, come lo sviluppo di capacità contro-spaziali per contrastare la crescente minaccia dei satelliti cinesi e il miglioramento delle difese delle basi aeree contro missili balistici, da crociera e ipersonici. Kendall ha sottolineato che senza difese spaziali e terrestri adeguate, anche i caccia più avanzati come F-22, F-35 e F-47 sarebbero vulnerabili a terra.

Lockheed F-22

Nonostante la pausa e i dubbi, la revisione ha concluso che un caccia pilotato avanzato come l’F-47 rimane un elemento chiave, e a minor rischio, per ottenere la superiorità aerea futura, specialmente in conflitti ad alta intensità. La competizione tra Boeing e Lockheed Martin è stata descritta come reale, con entrambe le aziende che hanno presentato design validi, distinti, “aggressivi” e “creativi”. Kendall ha suggerito che Boeing potesse avere un incentivo maggiore a vincere, avendo più bisogno di questo contratto rispetto a Lockheed.

Tuttavia, i rischi finanziari rimangono enormi. Il costo unitario dell’F-47 è previsto essere almeno il doppio di quello di un F-35, potenzialmente r

aggiungendo “diverse centinaia di milioni di dollari”. Questo solleva dubbi sulla sostenibilità del programma e sulla possibilità di esportazioni, considerate improbabili da Kendall a causa dei costi e delle possibili versioni de-potenziate per l’estero. Hunter ha però ricordato come l’assenza di export per l’F-22 abbia contribuito ai suoi alti costi, suggerendo l’importanza delle vendite internazionali per la sostenibilità a lungo termine dei grandi programmi di acquisizione.

Infine, è emerso che l’F-47 potrebbe essere solo il primo passo (“Increment 1”) di una famiglia di velivoli NGAD, seguendo un approccio iterativo simile a quello adottato per i droni CCA. Kendall ha ribadito che l’F-47 non è una soluzione magica e che investimenti continui nei CCA e negli aggiornamenti dell’F-35 (come il Block 4) restano fondamentali.

Queste rivelazioni offrono uno sguardo senza precedenti sulla complessa genesi dell’F-47, evidenziando come la scelta del prossimo caccia stealth americano sia il risultato di un intreccio di innovazione tecnologica, competizione industriale, valutazioni strategiche sui requisiti futuri e pressanti vincoli di bilancio.


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