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EUROPEAN UNIVERITY INSTITUTE: LE IMPORTAZIONI DISTRUGGONO POSTI DI LAVORO DELLA CLASSE MEDIA

Nel corso del 2014, lo European University Institute di  Firenze pubblica lo studio:

 

Chinese Imports Competition’s Impact on Employment and the Wage Distribution: Evidence from French Local Labor Markets (di Clément Malgouyres)

 

nel quale si riporta che il rapido aumento delle esportazioni (cinesi) negli ultimi due decenni ha sollevato non poche preoccupazioni per la produzione di occupazione nei paesi ad alto reddito. Le ricadute, oltre che nel manifatturiero, sono una questione importante anche per il settore non tradable (cioè quei prodotti e servizi in teoria al riparo dalla competizione internazionale.
Il lavoro dimostra che l’occupazione locale e il reddito totale del lavoro, sia nel settore manifatturiero, sia nel nonmanufacturing, sono negativamente influenzati dall’aumento dell’esposizione alle importazioni.

In generale, il numero di posti di lavoro sfollati dalle importazioni cinesi è più grande al di fuori di
nel settore manifatturiero. La distruzione del lavoro è concentrati tra i lavoratori con bassa e media competenza in entrambi i settori, tradable e non tradable. I salari orari sono negativamente influenzati in entrambi i settori nella parte centrale della distribuzione.

Secondo lo studio, la mediazione dello stato nel mercato del lavoro ha consentito comunque di contenere i nefasti effetti di questa globalizzazione sul livello di caduta dei salari, specialmente quelli bassi, avendo determinato un salario minimo diciamo obbligatorio.

FRENCH

 

Maurizio Gustinicchi

Socio Sostenitore Lega Nord – Riscossa Italiana – Economia5Stelle

 

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