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Euro Area: la recessione bussa alle porte e la fiducia è ai minimi

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L’area euro entra in recessione, e in una recessione che, nelle premesse, rischia di essere ben peggiore rispetto a quella del 2008. Prima di tutto notiamo come il PMI del settore manifattura, l’indice previsionale per l’attività industriale, dell’area Euro è letteralmente precipitato, indice di una fiducia pari a zero:

Il PMI manifatturiero è sceso a 49,6 nel luglio del 2022 da 52,1 del mese precedente, mancando le aspettative del mercato di 51, secondo le stime flash. L’ultima lettura ha evidenziato la prima contrazione dell’attività industriale da giugno 2020, con un calo della produzione manifatturiera per il secondo mese consecutivo e un’accelerazione del tasso di declino, il più rapido da maggio 2020. A parte i periodi di blocco COVID-19, il calo della produzione industriale di luglio non è stato superato da dicembre 2012. I nuovi ordini di beni sono diminuiti per il terzo mese consecutivo e il tasso di perdita ha subito una forte accelerazione, raggiungendo il valore più elevato da maggio 2020. In prospettiva, le aspettative del settore manifatturiero sono peggiorate a tal punto che un numero maggiore di aziende prevede di tagliare la produzione piuttosto che aumentarla nel prossimo anno, una situazione che non si vedeva dai primi giorni della pandemia. Tutto questo non è che il prodromo della recessione.

Questa recessione rischia di essere ben più profonda di quella del 2008, che era già apparsa epocale. Come sottolinea Fossing il livello degli ordini industriali in Germania si sta avviando a raggiungere, e forse addirittura superarli

 

La volontà di Draghi di uscire dalle responsabilità di governo è probabilmente legata proprio alla consapevolezza  di una devastante depressione e al desiderio di non essere coinvolto nella gestione di una situazione più grande di lui. Ora andiamo alle elezioni, ma, senza gli uomini giusti, qualsiasi nuovo governo rischia di esserne spazzato via.

 

 

 


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