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E se la causa della destabilizzazione euro-russo-mediterranea non fosse colpa né degli USA né della Russia ma…. della Germania! Che per farsi spazio ha seminato grandine…

20150407-grecia-debiti-guerra-tedeschi-655x436 (1)e raccoglierà tempesta, forse dovrebbe terminare così l’incipit. Si perché i fatti e gli eventi devono essere pesati, valutati correttamente. Berlino a partire dal 2009 ha avviato la fase due della sua rinascita, dopo aver creato l’euro a proprio uso e consumo, la crisi economica mondiale post-Lehman è stata l’occasione per riattivare il mai sopito revanscismo tedesco a partire dal nein all’annessione alla NATO dell’Ucraina nel 2009, annessione che sarebbe dovuta essere il sospirato frutto di un lunghissimo lavoro della diplomazia Bush. Ed il motivo? Il solito di 70 anni fa, il lebensraum ad est per i prodotti tedeschi, mercati necessari per espandersi e per dare basi solide ad un paese solo relativamente ricco come la Germania, almeno al cospetto dei titani, Drang nach Osten si diceva: se gli USA si fossero posizionati ad est Berlino sarebbe stata chiusa da un lato, quello dei mercati da “fare”.

In questo contesto l’asservimento della Francia al progetto di rinascita tedesca è stato necessario e lo si capisce dal patto d’acciaio tra Sarkozy e Merkel del 2009 quando, come primo passo, la Francia rientrò nella NATO dopo decenni. Il secondo fu invece sbarazzarsi dell’ostacolo europeo, leggasi della filo americana Italia di Berlusconi nel 2011 iper alleata in tutte le avventue a stelle e strisce e storica custode delle sorti di Gheddafi. Si, perché l’asse franco-tedesco è letteralmente imprescindibile per un paese-continente che voglia ambire a diventare veramente grande e contare globalmente: infatti a Berlino fu storicamente preclusa qualsiasi ambizione militare post Yalta inclusa la competenza nello sfruttamento degli idrocarburi per un preciso dettame voluto dal duo Churchill-Stalin. Ossia, per dare la stura alle ambizioni geostrategiche tedesche prima di tutto era ed è necessario avere un esercito adeguato e soprattutto l’arsenale strategico a supporto, appunto la Francia. L’alleanza francese con Mosca nella guerra in Syria cementatasi nottetempo dopo un attentato molto dubbio a Parigi (Bataclan), quasi creato ad arte per avvicinarsi di soppiatto a Mosca ed ai teatri che contano senza dare nell’occhio, ne sarebbe dovuta essere la prova se solo si fosse voluto guardare ai dettagli dell’attentato e di quello che capitò immediatamente dopo (inclusa la soprpresa dell’immediato riconoscimento EU di flessibilità nei conti con la giustificazione di andare in guerra…).

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In breve, Obama e gli USA sono stati presi in giro, usati da un’Europa franco-tedesca che non guarda in faccia a nessuno per soddisfare le proprie brame di dominio. Brame che, si noti bene, sono anche di sopravvivenza visto che l’Europa è intrinsecamente povera di risorse in un mondo che ambisce solo ai beni primari. Di più, la Francia in particolare è letteralmente costretta a giocarsi la carta dell’espansionismo estero al limite del revanscismo: il suo welfare interno è al collasso in quanto eccessivo ed insostenibilmente caro! Ormai la Francia – stando alle regole europee – dovrebbe imporre lacrime e sangue ai propri riottosi concittadini, già me li vedo nelle piazze a protestare contro riforme in grado di tagliare uno dei welfare più generosi del mondo. E dunque qualsiasi politico francese è costretto ad evitare i tumulti di piazza e per fare questo deve portare ricchezza, ossia attivi e flessibilità nei conti della Patria: le risorse in passato erano costituite dalle ricchezze depredate dalle colonie, il pozzo da dove attingere oggi sono invece i paesi vicini, le moderne risorse sono i consumi altrui, le aziende altrui, gli attivi di bilancio altrui.

France Spending

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Se alla Francia dovesse essere imposta l’austerità che la Germania ha riservato a tutti meno che a sè stessa [vedasi salvataggi bancari permessi a Berlino ma non a tutti in EU, in primis l’Italia] cadrebbe sotto il peso delle proprie proteste di piazza e dunque bisogna inventarsene di ogni per evitarlo, parlo da politico.can-france-reform-22-april-2015-4-638E pensare che il salvadanaio a cui attingere è proprio lì vicino: si chiama Italia con il suo enorme risparmio nazionale delle famiglie, con grandi aziende, imprenditorialità, posizione geostrategica, rapporti. E basi militari nemiche, quando per nemiche intendo le basi americane a tutela dello Stivale. Ma Il Belpaese è tenace, non molla, incredibilmente riesce a sopportare manovre lacrime e sangue che nei piani avrebbero già dovuto portare la troika a depredarlo, guarda caso la francese Mme Lagarde è là, vigile all’FMI, pronta all’azione come fece in Grecia dopo aver sostituito l’incontrollabile e filo americano – per altro difficilmente comprabile perché ricchissimo – Dominique Strauss Kahn.

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Tutto torna, come torna l’enorme presa in giro verso gli USA, l’enorme trabocchetto in cui Obama è cascato che gli costerà la reputazione nei decenni a venire. Non che l’establishment USA ami molto il primo presidente nero degli States però resta sempre il rappresentante supremo degli USA ed una tale presa in giro il Deep State americano non la può permettere, non può permettere che il suo rappresentante sia dileggiato in questo modo. Il caso North Stream II fa da esempio: i texani hanno gridato vendetta, l’establishment ha gridato vendetta, la Germania invece ha bellamente tradito ed Obama ha dovuto tacere.

E la Russia, permettetemi, in tutto questo ha solo fatto il suo lavoro: difendersi da una aggressione pianificata negli eventi che l’hanno generata da parte degli strateghi non USA ma tedeschi, la reazione americana è stata solo la contestualizzazione di un piano preparato ad arte da Berlino. Aggressione ucraina che, a ben vedere, non sarebbe dovuta avvenire nei termini che abbiamo visto, vista oggi gli USA hanno sbagliato ad intervenire come hanno fatto a Kiev, senza poter sbloccare la situazione e dando un vantaggio tremendo a Putin. Appunto, il gioco sembrerebbe essere stato quello di creare caos senza soluzione in cui un outsider potesse intromettersi, Berlino. Probabilmente ora tutti quelli che contano si stanno accorgendo che sono stati uno strumento nelle mani delle abili elites berlinesi e delle think tanks di Kiel, sia gli USA che la Russia sono stati in un certo qual modo usati. Ossia, il piano del revanscismo tedesco del III millennio potrebbe essere stato il frutto di un elemento esogeno [la crisi post Lehman] messo a reddito dal soggetto che, a gomitate, voleva e vuole di nuovo farsi largo tra i grandi. E questo attore seminuovo si chiama, appunto, Germania.

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Certo, in tutto questo – piaccia o non piaccia – da quando la Cina si è imposta come potenza globale l’impero del dollaro è ndato in tilt, andrà certamente ad essere ridimensionato ma – notate bene – non a scomparire. Se ci pensate bene i problemi di un dollaro deferente ed in svalutazione non sono problemi americani, ma di chi oggi vende beni in America. E domani anche di chi dovrà competere con i beni Usa e dei suoi alleati.

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Probabilmente un’alleanza con i paesi exEU/in uscita dalla moneta unica interessati nel lungo termine a svalutare è nell’interesse di entrambi, USA e nuovi attori sottratti ad un Europa a trazione russo-tedesca : se il dollaro tornasse ad 1.50 all’Italia ad esempio converrebbe ancorare la propria valuta al dollaro rispetto al granitico euro1/marco tedesco, che dite… ? Della serie, se il dollaro crollerà come penso la bilancia commerciale USA crollerà ossia i prodotti stranieri non si venderanno più in USA mentre quelli americani all’estero si [e la Cina con il suo peg al dollaro vedrà risolti i suoi problemi di ridotta competitività dei suoi prodotti verso il mondo, ma non verso gli USA – in tale contesto a termine l’EU è, pardon, fottuta -]: gli esportatori entreranno in crisi e poi…. Magari la realtà è più semplice da interpretare di quel che si pensi.

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FireShot Screen Capture #286 - 'Goodyear sconta la forza del dollaro e chiude i conti in rosso I Teleborsa_it' - www_teleborsa_it_News_2016_02_09_goodyear-sconta-la-forza-del-dollaro-e-chiude-i-conti-i

Eppoi non mentiamo a noi stessi, una Germania che andasse ad est lascerebbe certamente indietro qualcuno , come sempre. Io scommetto la Francia nel medio termine, come sempre. E poi che russi e tedeschi vadano veramente d’accordo, beh, è tutto da vedere: si sa che i teutonici considerano russi (e polacchi) semplicemente stupidi, lasciateli (tentare di) lavorare assieme un paio d’anni ed i risultati di tanta affinità sono certo che non tarderanno ad arrivare….

Sono per altro convinto che tra gli alleati conclamati degli USA in EU, alleati che si chiamano UK, Italia, Polonia, a breve penso Olanda, ne manchi all’appello ancora qualcuno a ridosso del confine con l’ex cortina di ferro. Che so, la Romania ad esempio…. Per altro non mi sento assolutamente di escludere un riavvicinamento tra USA e Russia, passando per una inevitabile spartizione dell’Ucraina in due parti, di cui una filo USA momentaneamente riappacificata, come abbiamo la compagnia è grande…

In tutto questo un euro2 mediterraneo sarebbe certamente molto più affine al dollaro che al marco, su questo non ho dubbi. E, come già detto in passato, come chiosa mi sento di riaffermare che “l’EU si romperà con la rivalutazione dell’Euro”*, vedremo chi vorrà poi restare a farsi dilaniare da una valuta criptotedesca non competitiva e chi invece vorrà scegliersi altre sponde….

In tutto questo la volatilità è garantita, questa è una certezza. Oops, non è che la volatilità di cui abbiamo fatto menzione sia quella che vediamo oggi sui mercati e domani nelle piazze….?

Buon viaggio

Mitt Dolcino

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*https://scenarieconomici.it/leu-cadra-con-la-rivalutazione-delleuro-e-del-petrolio-per-sopravvivere-berlino-dovra-svalutare-la-moneta-unica-ossia-mantenere-i-periferici-in-crisi-costante-con-collasso-a-term/

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1 Comment

  • […] …e raccoglierà tempesta, forse dovrebbe terminare così l’incipit. Si perché i fatti e gli eventi devono essere pesati, valutati correttamente. Berlino a partire dal 2009 ha avviato la fase due della sua rinascita, dopo aver …  […]

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