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E se il sindaco Marino avesse (un po’ di) ragione? Le sue parole a La Stampa dovrebbero essere analizzate con molta attenzione

Lo so, vado contro corrente: chi non ha sorriso per le gaffes del sindaco romano. Io da nordista adottato dalla Capitale un po’ si, ma è stato in ogni caso riso amaro, leggere ripetuti messaggi su una gestione quanto meno approssimativa di una grande città italiana non è mai bello, a maggior ragione se si tratta della città più bella del mondo. Detto questo mi vorrei soffermare sulle parole di Marino oggi a La Stampa in un articolo-intervista di Gramellini*, parole di fuoco che sottintendono possibili comportamenti e fatti stigmatizzabili fors’anche a livello giuridico. Senza dubbio un sindaco che afferma che “Pur di cacciarmi mi avrebbero messo la cocaina in tasca” mette a disagio, sembra che il sindaco/ex sindaco si sia mosso fino ad oggi in un ambiente delinquenziale, permettetemi.

MARINO Foto

Come fortissime sono le parole che seguono, stessa intervista, “Ho rotto le uova nel paniere del consociativismo politico. Ho riaperto gare di acquisti beni e servizi che erano in prorogatio da una vita. Ho tolto il business dei rifiuti a una sola persona e il patrimonio immobiliare a una sola azienda che ha incassato dal comune 100 milioni negli ultimi anni, la Romeo“. Insomma, Marino fa anche i nomi ed indica comportamenti e fatti discretamente precisi: da contribuente vorrei sapere se quello che afferma Marino l’indegno (così sembra che i giornali ce lo vogliano far apparire) sono parole vere, se c’è un fondo di verità. E se un fondo di verità effettivamente ci fosse allora gli scontrini per cene da 300 o 3000 euro temo farebbero il solletico ad un elefante rispetto al mare magnun di interessi non precisamente alla luce del sole che potrebbero nascondersi dietro a tali bellicose prese di posizione.

Ma sulla vicenda di Mafia Capitale – tutti pensano che Marino si riferisse a questo – guardiamo i fatti per come ce li hanno dipinti i giornali: le cooperative romane avevano vinto appalti per lavori nella Capitale e dietro questi appalti c’era un giro di tangenti gestite dal duo Carminati-Buzzi et al. (…), mi sembra che la realtà fosse più o meno questa. Dietro le cooperative c’era anche l’affare dei migranti, le cooperative normalmente di sinistra venivano pagate per gestire detti migranti ma non davano servizi adeguati oltre ad esserci le solite stecche (…), più o meno suonava così se non erro. E queste cooperative, da cooperative che si rispettino, giravano nell’ambito della sinistra. E mi sembra che Buzzi abbia anche detto al PM che lo interrogava qualcosa come “Non registri perché se parlo casca il governo“**, come citava il Corriere della Sera sezione di Roma, o sbaglio?

In tutto questo, mi si permetta, fa (sor)ridere che una fazione politica – la sinistra – da sempre favorevole ad accogliere i migranti possa avere avuto anche cointeressenze economiche nella gestione degli stessi immigrati (…).

E poi quelle incarcerazioni di Carminati prima a Tolmezzo e poi non so dove, Buzzi mi sembra a Bad’e Carros, un inferno dicono (…): per chi non è avvezzo alla difesa degli imputati ricordo che questo modo di agire potrebbe anche significare voler limitare le conversazioni con l’esterno, ossia evitare fughe di notizie, o anche colpevolizzazioni eventuali stando alla traccia data dal sindaco romano. Chissà…

Ma se a “parlare” – come dice lui stesso, “Farò i nomi, tiro giù tutti“***, incredibile  – fosse Marino le cose cambierebbero, non lo si potrebbe far tacere. In tutto questo speriamo per il bene di Marino e del Paese di non dover rivedere i pessimi esempi degli anni ’70, 80 e ’90, stile Castellari (…), in Italia non si mai, paese violento “dentro” il nostro.

In ogni caso resto stupito di come la magistratura, attivissima in tutto, si perda la possibilità di indagare le parole al vetriolo del sindaco romano e soprattutto i fatti citati. O che magari ci siamo persi che la giustizia dipende in realtà dal governo per cui le indagini vanno avanti se indirizzate o anche se non apertamente osteggiate (…)? Costituzionalmente non sarebbe possibile… O magari mi sbaglio e le indagini partono lunedì stesso, chissà…

Fatemi fare qualche meditazione sull’argomento usando il pensiero laterale, chimasi anche ipotesi balzane se volete: magari la verità potrebbe essere che le indagini giudiziarie in Italia sono “gestite” semplicemente nell’interesse del paese, questo sarebbe fin giusto per lo scrivente. Ma se così fosse allora come spieghiamo le inchieste su Berlusconi a seguito del battage mediatico a partire dalla pubblicazione sui giornali delle affermazioni sulla “culona inchiavabile“, che forse pensiamo di aver guadagnato qualcosa come italiani nel far cadere un primo ministro democraticamente eletto?

Non capisco, qui mi puzza di due pesi e due misure. Se così fosse tanto varrebbe fare una modifica radicale della Costituzione, ad esempio con la separazione delle carriere sempre osteggiata a sinistra, che dite?

Attendiamo gli eventi ma nel frattempo accendiamo il cervello: quello che sta capitando a Roma puzza di bruciato. E per chi come lo scrivente ritiene che stiamo pericolosamente rischiando di entrare in una forma di svolta autoritaria in Italia (…) le parole di Marino fanno veramente paura.

Fantomas per Mitt Dolcino

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Note:

* http://www.lastampa.it/2015/10/09/italia/politica/marino-pur-di-cacciarmi-mi-avrebbero-messo-la-cocaina-in-tasca-D34jZTHU6gfWQpcCistOdM/pagina.html

** http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_giugno_09/buzzi-disse-pm-non-registri-perche-se-parlo-casca-governo-acc96750-0e6e-11e5-89f7-3e9b1062ea42.shtml

*** http://www.ilgiornale.it/news/politica/marino-si-vendica-pd-far-i-nomi-turo-gi-tutti-1180678.html

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