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E’ PARTITA LA GARA CONTRO LA UE E L’EURO: MA FINO AD ORA DOVE ERANO? (di A.M. Rinaldi)

 

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Da quando ormai Mario Draghi ha affermato che “c’è una cospirazione di forze…”,  è diventato sport nazionale a chi prende di più le distanze dall’Unione Europea e dall’aggregazione monetaria! Ma l’aspetto paradossale è che sono proprio quelli che fino all’altro ieri hanno difeso a spada tratta indefessamente tutto quello che iniziava per euro e finiva per più Europa, bollando come eretici chiunque si fosse permesso di alzare il dito per contestarli, non per altro per farli ragionare, ad essere invece quelli che ora criticano Bruxelles e la sua governance. Hanno smesso all’improvviso di ripetere come un disco rotto le filastrocche sulle magnificenze dell’euro e sulla nostra incapacità cronica di stare dietro all’adorata Germania perché hanno capito che il disastro è dietro l’angolo. Oramai tutti i partiti propongono ricette per modificare “l’Europa” pur tuttavia non specificando il come, limitandosi o a proporre 2 velocità o a fare un po’ di lifting ai Trattati e allo statuto della BCE, ignorando che l’attuale costruzione europea e tutto l’impianto a supporto dell’euro sono irriformabili. Tutto è architettato per perseguire la stabilità dei prezzi e il rigore dei conti fino al perseguimento del principio del pareggio di bilancio e chi si illude di cambiare qua e là articoli o regolamenti non comprende che non riuscirebbe alla fine a cambiare nulla. Addirittura qualcuno propone la doppia circolazione ovvero una moneta parallela “dimenticando” che il fisco chiederà sempre euro fintanto il debito pubblico sarà espresso con la stessa moneta e che in questo modo non cambierebbe di una virgola il modello economico a supporto della moneta unica. Sparate mediatiche per rimanere con un piede in due staffe e far tutti contenti e “coglionati”. D’altronde chi è compagno di merende nel gruppo PPE della Sig.ra Merkel che hanno portato Tajani alla presidenza dell’europarlamento, può invocare il ritorno della sovranità monetaria?

Perdonerete lo sfogo personale, ma non posso rimanere silente di fronte a quello che sta accadendo ultimamente dopo essere stato per anni messo alla berlina per le mie posizioni estremamente critiche nei confronti dell’Europa e dell’euro insieme a tanti altri “poveri eretici” che, con sfumature diverse e ciascuno dal proprio punto di vista in funzione del proprio percorso professionale, hanno perorato l’insostenibilità di questa Europa e di questo maledetto euro in tutti i modi possibili ed immaginabili.

Eppure i testi di economia su cui molti di questi euroforici hanno studiato sono gli stessi identici su cui hanno attinto anche gli “eretici” come me; le teorie economiche, ad iniziare da quelle di Keynes, non sono mai state oggetto di interpretazione a 180 gradi, mentre per la “mandria” dei seguaci della setta dell’euro, i sacri dogmi scritti fra Francoforte e Berlino, hanno fatto agio su tutto e su tutti stravolgendole completamente. Purtroppo però per loro il web è spietato e incorruttibile: tutto ma proprio tutto, anche la battuta o il sorrisetto nel talk show più sfigato, rimarranno nei byte nell’eternità a testimonianza indelebile che le loro affermazioni e dichiarazioni erano palesemente e smaccatamente in malafede.

Personaggi che non hanno mai esitato nello svendere il proprio Paese per un piatto di lenticchie, anzi di crauti, ripudiando e oltraggiando addirittura la Carta Costituzionale pur di ritagliarsi un posticino al sole che gli consentisse di avere anche il più che minimo vantaggio personale. Si sono letteralmente prostituiti in modo altezzoso ed arrogante e nello stesso modo ora cambiano bandiera dopo averci sputato sopra. Individui che hanno mentito sapendo di mentire sin dall’inizio e che hanno contribuito allo sfacelo dell’Italia con la scusa del paravento del sogno Europeo. Hanno negato anche l’evidenza lodando l’Europa e le sue ricette ed hanno gioito quando la Troika è riuscita ad insidiare al governo un commissario liquidatore dal nome Mario Monti che è riuscito in soli 17 mesi ha dare il colpo di grazia al paese già in agonia da astinenza di Sovranità.

Hanno anteposto i propri interessi a quelli del Paese, disponibili a svendersi pur di conquistare una poltrona o un posto privilegiato, sempre pronti a giustificare l’ingiustificabile anche quando era palese che l’Europa stava facendo errori su errori incurante di mandare alle ortiche la maggioranza dei suoi membri nell’illusione di salvare il salvabile dei poteri forti.

Professori universitari, ricercatori, politici, portaborse, aspiranti portaborse, uomini delle istituzioni, giornali vergognosamente foraggiati con denaro pubblico, giornalisti e mezzibusti televisivi (anche se in molti casi sarebbe più opportuno definirli giornalai), dirigenti pubblici e privati, palafrenieri disponibili ad adulare il fesso rappresentante italiano di turno che andava a Bruxelles con il cappello in mano e con la cinta dei pantaloni già slacciata, insomma tutto quell’enorme esercito di fancazzisti parassiti che si erano all’unisono messi a vento sulle posizioni del “meno male che c’è l’Europa e l’euro altrimenti eravamo morti”, ora hanno fatto dietro front nel miglior stile e tradizione italica saltando da un carro all’altro come se nulla fosse.

Ora che i cittadini hanno finalmente iniziato a capire che la parola Europa è sinonimo di fregatura, stanno facendo marcia indietro per non essere travolti e lo stesso Renzi, pur di accattivarsi qualche scampolo di voto alle prossime consultazioni elettorali, ha iniziato ad “abbaiare” anche lui ben guardandosi naturalmente dall’agire concretamente. Non poteva convocare un Consiglio dei Ministri e decretare unilateralmente in due minuti la sospensione del bail-in sine die e porre la garanzia dello Stato invece di permettere che si derubassero i risparmi a centinaia di migliaia di italiani?

Ma ora che i nodi sono arrivati al pettine e che la nave sta affondando rapidamente, anche loro stanno affogando e tentano più o meno goffamente di non passare per collaborazionisti e fiancheggiatori di una Europa che non ha fatto gli interessi dei cittadini, ma sfacciatamente delle lobby delle multinazionali industriali e finanziarie. Basterebbe chiedere a questi individui: MA DOVE ERAVATE FINO AD ORA? Non erano quelli che sostenevano che con l’euro saremo stati finalmente tutelati dalle “sfide” della globalizzazione e che i nostri risparmi erano al sicuro e pronti a spellarsi le mani al primo rumore gutturale emesso dal commissario/fantoccio che sbraitava contro l’Italia? Non si sono accorti che seguendo ciecamente le ricette europee hanno ucciso l’industria italiana e massacrato i cittadini e il tutto a vantaggio di altri paesi ad iniziare dalla Germania?

Spero di vedere al più presto questi miseri traditori incapaci davanti a un Tribunale per rispondere del loro operato. Un Tribunale composto da uomini liberi con tutte le garanzie internazionali di regolarità ed imparzialità, ma che inchiodi senz’appello tutti coloro i quali hanno permesso lo scempio del Paese, nel nostro Paese!

Nel frattempo abbiano almeno il pudore di tacere e di mettersi da parte perché di danni ne hanno fatti fin troppi!

Antonio M. Rinaldi

 

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