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Cosa dovrebbe fare oggi il governo Renzi per rendere l’Italia un luogo meno repellente alla libera impresa e favorire la crescita

Si, io ho supportato Renzi. E non lo rinnego, anzi, certamente è meglio lui della troika. Purtroppo, come indicato in precedenti interventi, oggi mi trovo oggi a malpartito. In buona sostanza ho speso il mio supporto ma non vedo nel Governo attuale il necessario contraltare al rigore euroimposto: ormai abbiamo capito tutti che l’austerity non serve nella maniera più assoluta a chi la applica ma solo alla Germania per proporzionalmente arricchirsi a scapito dei paesi in crisi che si impoveriscono, ad esempio comportando una riduzione dei tassi di interesse tedeschi fin anche sotto zero in certi casi. E dico questo notando che ormai tutti supportano Renzi…

Quanto vedo quotidianamente è contrario allo spirito del Trattato di Roma: sono rimasto esterrefatto quando ho scoperto che il Governo repubblicano tedesco di H. Schmidt aveva condizionato nel 1977 l’erogazione di un prestito all’Italia alla liberazione del criminale nazista Kappler, pur anche contro alle leggi italiane (Moro dovette cedere alle pretese del “vincolo esterno”). Temo dunque che oggi lo spirito veteronazista tedesco, ossia non quello figlio della seconda mondiale ma lo stesso che ha animato una persona apparentemente democratica come Schmidt, possa prendere di nuovo il sopravvento a nord del Gottardo: oggi la Germania sta importunando economicamente i propri vicini, sta eccedendo nei propri surplus di bilancio in aperto contrasto con le regole europee ma contemporaneamente non vuole derogare al limite del 3% di deficit per i periferici, o meglio lo permette solo a coloro che possono creargli dei problemi (la Francia, non all’Italia). Questo è totalmente inaccettabile.

Appunto, Matteo Renzi dovrebbe andare ben oltre alla non applicazione di quanto previsto nel fiscal compact [comunque un inizio di reazione, insufficiente però; oggi si è limitato a non cedere alle pretese euro-tedesche di avere un surplus di bilancio a pagamento del debito pregresso come previsto di circa 0.5% di PIL annuo, per 20 anni]. No, dovrebbe dire un rotondo Nein al limite del 3% nello sforamento dei conti, proprio come ha fatto la Francia lo scorso mese! Perché non lo fa? Questa ombra inizia a stagliarsi sul fiorentino al Governo. Anche perché il prossimo anno i numeri dell’economia saranno letteralmente disastrosi (!), avevo ipotizzato un -1% di decrescita in un precedente intervento, a ben vedere probabilmente dovrei dire -1.5% o 2% visto il trend dei miei indicatori, anche in considerazione del peggioramento economico dei partners europei.

Ma, per essere propositivi, quali sarebbero le misure da attuare per dare l’impressione di una – sebbene iniziale – VERA mano all’economia reale (5 punti)? Partendo dal basso, (1) certamente potere bilanciare direttamente tutti i crediti con lo Stato con le tasse da pagare, senza limitazioni (ancora oggi ne esistono molte anche solo lato IVA – dove è ammesso fino ad una certa soglia -): è inammissibile che un soggetto economico debba anticipare soldi propri per lavorare quando lo Stato gliene deve. Questo suggerimento sarebbe anche semplice da attuare anche senza slides…

In secondo luogo (2) abbassare le tasse sulle imprese e semplificarne la struttura: la tassa dovrebbe essere del 30-33% sulle imprese per permettere crescita, senza balzelli diversi da sommare o altre fregnacce incomprensibili, un’aliquota unica a via, poi lo Stato dividerà i proventi tra Regioni etc.. Per i dipendenti ok alla progressività della tassazione IRPEF come da status quo ma in modo lineare e diretto, senza fronzoli e aliquote sommate su più voci (ad esempio addizionali varie da sommare etc.; bene invece il TFR in busta paga). E qui entriamo in un altro importnte ambito (3) : l’Agenzia delle Entrate NON deve poter interpretare in libero arbitrio le leggi! Questo crea la vera incertezza del diritto in Italia! E’ chiaro che più le leggi sono complesse e più è richiesta l’interpretazione, e qui mi sovvengono quei famosi boiardi ministeriali che le scrivono le leggi: hanno fatto disastri, si fa fatica a capirci qualcosa nel coacervo di provvedimenti della Repubblica Italiana! E visto che han creato tali e tanti problemi e pure prendono stipendi altissimi, ecco, forse la negazione dell’articolo 18 dovrebbe partire proprio dai loro ruoli! Dunque, non sono contrario ad una rinegoziazione dello statuto dei lavoratori ma questo deve essere fatto creando i presupposti per una vera crescita altrimenti la modifica servirebbe solo per licenziare ed abbassare gli stipendi, cosa che creerebbe ulteriore deflazione nella situazione attuale….

Parallelamente, mi si permetta, si mandino avanti i costi standard (4) soprattutto nella sanità e si taglino i costi dell’apparato statale, senza necessariamente licenziare (mi basterebbe non sostituire chi va in pensione o chi si licenzia, gradirei in ogni caso maggiore efficienza a parità di risorse ma con eliminazione di quei provvedimenti e adempimenti del tutto stupidi ed inutili, ce ne sono centinaia…). Ca va sans dire (5) che Regioni O Province dovrebbero essere cancellate.

E le coperture? Questo giro non si paga, nessuna copertura per tre anni, si fa deficit alla faccia dell’Europa. Che ci mandino fuori dall’Euro se vogliono, certamente chi scrive non piangerà per questo (che è quello che mi aspetto con un approccio simile). Vedere la tabella seguente per capire che l’Italia deve avere coraggio, non ha fatto così male nel passato pre golpe/2011 e dunque non si capisce cotanto accanimento (credete a me, capita solo perchè è ricca e qualcuno all’estero la vorrebbe spolpare….)

Quanto sopra indicato è solo un esempio, ma il fatto di abbozzare una tale e durissima reazione finalizzata alla vera crescita del Paese con contemporaneo attacco agli interessi DI QUEI PAESI CHE OGGI SI AVVANTAGGIANO DELL’EURO (principalmente la Germania) E DELL’AUSTERITA’ IMPOSTA AI PERIFERICI POTREBBE PERMETTERE DI AVERE VERE DEROGHE DA BRUXELLES e non le briciole di oggi, in quanto l’economia mondiale NON può permettersi di vedere morire l’euro! Sta a chi è attaccato difendersi, questa dovrebbe essere la forza dell’Italia! Per inciso, non mi aspetto che l’Europa tedesca accetti un siffatto comportamento, per cui…

Sono ancora convinto che Renzi sia intimamente anti-euro, le informazioni in mio possesso mi dicono che potrebbe anche uscirne. Il problema è che oggi NON può, non ci sono le condizioni politiche e soprattutto economiche. Purtroppo mi trovo costretto ad affermare la mia contrarietà con tale policy, ogni tanto bisogna prendersi dei veri rischi e comunque non si può continuare ad alzare le tasse (il Paese STA IMPLODENDO, COME SI FA A NON VEDERLO!) mentre invece in Germania STA ACCADENDO il contrario potendo sfruttare l’effetto safe heaven in seno alla moneta unica. Ripeto, bisogna dire un sonoro NEIN a Berlino!

Su queste pagine abbiamo più volte analizzato dettagliatamente le cause dell’europasticcio ma forse abbiamo dedicato troppo poco tempo a soluzioni semplici e soprattutto politicamente sensate nel contesto geoeconomico attuale: i numeri ormai sono superati, la dimensione del caos economico europeo è chiara a tutti. Ora bisogna fare qualcosa e quel qualcosa NON è alzare le tasse. Ossia bisogna andare contro alla Germania senza creare scombussolamenti globali ma solo continentali. Chiaramente, per fare questo bisogna essere supportati (4 supporti proposti) ed il primo supporto (1) deve essere quello USA: ecco, forse con un Obama più debole le cose potrebbero cambiare, bisogna aspettare due mesi (Midterm americane). (2) Poi, bisogna avere il supporto della “liquidità mondiale” e qui devo dire che gli accordi con i cinesi in campo strategico-aziendale vanno certamente nella direzione giusta, i cinesi rispettano molto più dei tedeschi le realtà in cui partecipano. Il terzo supporto (3) è quello dei partners europei e qui Hollande è andato ben oltre a Renzi nel negare l’austerità. (4) In ultimo ci vuole il supporto dei cittadini, ben facendo capire l’obiettivo da colpire: oggi solo a minimamente enfatizzare pubblicamente la protervia tedesca nel trarre vantaggio dalla moneta unica a danno dei partners – e dunque dell’Italia – si creerebbe una fronda interna anti teutonica che farebbe paura anche a me che ci lavoro…. Si chiama dottrina Goering, che più meno dice così: dì ad un popolo che viene attaccato dall’esterno, che è in pericolo etc. etc. e gli farai fare quello che vuoi. Il problema non è la ricetta ma dove lo vuoi fare andare (oggi restando nell’euro la direzione è la miseria, per altro individuando il nemico nei nostri stessi difetti invece di leveraggiarne i pregi, pazzesco!)

Questo intervento vuole essere provocatorio, un monito al Governo per far capire la direzione da prendere: i tempi sono maturi per sfidare seriamente la Germania, non farlo significa accettare la possibilità di una deriva antidemocratica a Roma. Per altro non sono nemmeno convinto che allo stato attuale esista un’alternativa politica a Renzi ed è per questo che mi rivolgo direttamente al Primo Ministro: siamo sicuri che chi detiene le leve del potere non venga alla fine risucchiato dal caos di una dittatura in veste europea? Questo è quanto aspetta l’Italia in assenza di una reazione pro-paese e anti-austerity, assieme a fame, miseria, disagio ed allarme sociale [quanto successo oggi a Roma con AST, davanti all’amabasciata tedesca, è solo il pre-antipasto]. E attenzione, nemmeno Mussolini pensava che sarebbe finito appeso per i piedi in piazzale Loreto, quando il bubbone scoppia può succedere di tutto. E le fughe verso la salvezza finiscono sempre vicino al confine – a Dongo – e le valigette con i segreti salvavita spariscono ….

Mitt Dolcino

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