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DIREZIONE DEL PD: L’ARROGANZA, L’IRRAZIONALITÀ E LA SOVRANITA’ MONETARIA (Renzi, Speranza, l’Euro e la Lira)

Tesi, Antitesi e Sintesi, chi non ha mai sentito questi 3 termini?

Con la tesi si afferma qualcosa, ma non si coglie ancora la sua concretezza.

Nella fattispecie, Renzi si ritiene forte di un 40% (ritenuto solido e stabile) che, costruito in occasione delle Europee, e’ stato consolidato in occasione del recente Referendum. E con tale certezza, questi ha affrontato la Direzione del PD con la massima arroganza possibile, senza discussione alcuna e concedendo agli altri pochissimo spazio. Talmente poco spazio che Cuperlo ha preferito glissare su tutto e rinunciare ad un discorso serio e razionale.
L’antitesi è la negazione dialettica, essa nega il carattere assoluto della tesi, la sua fissità, la sua astrazione, la sua posizione che fa dimenticare che ogni cosa è in relazione col resto.

Allora, cosa è accaduto durante l’evento?

Ad un certo punto, il Bersaniano Roberto Speranza prende la parola e comunica a Renzi che forse non deve essere poi così sicuro di se’ e dei suoi numeri. Egli evidenzia  una perdita dell’elettorato specifico di sinistra (che ha votato NO) e spiega che i SI arrivavano da quelli che comunque ce la fanno da soli ad andare avanti e che NON sono l’elettorato del PD.

Speranza, nella sua esposizione, cita analisi di opportuni centri studi e ricerche.

Consapevole che la Tesi Renziana è in sé fallace, Speranza propone di scegliere una linea politica che includa gli ultimi, i perdenti della globalizzazione, quelli che votavano PD ritenendolo di sinistra.

Qui si comprende, invece, come Speranza e i Bersaniani siano dei campioni assoluti dell’RRAZIONALITA’, individui privi di Ragione, incapaci di comprendere a fondo la realtà che li circonda.

Renzi ha compreso di potersi rivolgere a quelli che ce la fanno, sa che sono numerosi, e forse la stuazione gli può anche essere di suo gradimento (anche se io non ne sarei tanto sicuro se, come sembra, fra poco dovesse arrivare il bail-in MPS unitamente alla TROIKA).

L’idea Bersaniana di salire oltre il 50% dei voti, recuperando i perdenti della globalizzazione è invece totalmente irrazionale.

Nell’Euro, che è EQUIVALENZA INTERTEMPORALE DEI SALDI, ciò è impossibile. Il suo fondamento è un OSSIMORO: LA CARESTIA NUTRIENTE!

E allora come si fa? Non e’ affatto possibile?

A dire il vero esisterebbe una possibilità che queste due posizioni, in netto contrasto tra loro nell’Euro, possano trovare una loro sintesi!

Hegel ci insegna che esiste sempre la sintesi. Una via RAZIONALE ci deve di sicuro essere!

La sintesi è il momento conclusivo, speculativo e razionale, in cui si coglie finalmente l’unità dei desiderata opposti, delle opposte visioni. Con la sintesi gli opposti non vengono eliminati ma considerati e, tra l’altro, ad un livello superiore, nell’unità che risolve il loro carattere di opposizione.

In pratica ci vorrebbe una proposta di politica economica che prevedesse meno tasse, più posti di lavoro e, al contempo, minori uscite improduttive per lo stato.

E come si può fare?

E qui interviene la Ragione, che sola riesce a cogliere la concretezza del reale.

Ecco, unire chi ce la fa con chi invece ha bisogno di una mano da parte dello Stato si può fare, ma solo USCENDO DALL’EURO e RECUPERANDO LA SOVRANITÀ MONETARIA ED IL CAMBIO FLESSIBILE!

Come sostiene Borghi  (ripreso tra l’altro da Munchau) potremmo cancellare con una matita il debito (o almeno una sua parte),  recuperare gli oneri sul debito che lasciamo ai mercati finanziari, potremmo investire per puntare alla piena occupazione e potremmo perfino abbassare le tasse.

Ma per questo, serve uscire dall’Euro e tornare alla nostra moneta sovrana.

Caro Speranza, se vuoi fonderti nei numeri con i Renziani ti rimane una sola via: la SOVRANITÀ!

Ma Renzi l’accetterebbe come soluzione? Poi cosa gli racconta all’abbronzato?

Ad maiora.

 

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