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Dilettanti allo sbaraglio al governo: facciamo chiarezza sulla vicenda dei confini marini tra Italia e Francia.

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Notizia molto dibattuta in questi giorni è quella relativa alla problematica inerente alla rideterminazione dei confini marini tra Italia e Francia avvenuta in forza della sottoscrizione di un accordo tra Italia e Francia a Caen il 21 marzo 2015 (nella foto in alto vedete il buon Paolo Gentiloni mentre appone la sua firma). Quasi tutte le informazioni che avete letto, per un verso o per l’altro, riportano i fatti in maniera approssimativa. Soprattutto perché la vicenda richiede la conoscenza di alcuni elementi di puro diritto che ovviamente ad alcuni commentatori sono sfuggiti.

I confini tra la nostra Nazione e la Francia erano stati oggetto di accordo con una convenzione risalente al 1892, convenzione sottoscritta a Mentone. Tale convenzione non è stata formalmente ratificata, ma aveva assunto ampio valore consuetudinario in virtù di 120 anni di pacifica attuazione.

Ricordiamo che in ambito di rapporti internazionali la consuetudine è una fonte primigenia di diritto e dunque l’accordo era valido e vincolante. Anche il sito “bufale.net” ha affrontato il tema, come di consueto unicamente allo scopo di criticare i tanti che hanno attaccato il governo per aver stipulato il nuovo accordo di Caen, decisamente peggiorativo rispetto alla convenzione del 1892. In particolare si è voluto far passare il concetto che, essendo il confine marino tra Italia e Francia, meramente consuetudinario, esso sarebbe stato sostituito dalla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, che prevede specifici ed oggettivi criteri per la determinazione dei confini. Sulla base di tale convenzione, Monti prima (le discussioni preliminari per il nuovo accordo si sono concluse nel 2012 quando il suo fallimentare governo era illegittimamente al timone dell’Italia) e Renzi poi, hanno rideterminato i confini con gli accordi sottoscritti appunto a Caen.

Dunque ha ragione bufale.it? Monti prima e Renzi poi hanno solo applicato le leggi del diritto internazionale? Assolutamente no. La convenzione del 1982 infatti, precisamente all’art. 15 fa espressamente salvi i precedenti accordi consuetudinari conclusi tra le Nazioni: “Quando le coste di due Stati si fronteggiano o sono adiacenti, nessuno dei due Stati ha il diritto, in assenza di accordi contrari, di estendere il proprio mare territoriale al di là della linea mediana (omissis…). Questa disposizione, comunque, non si applica quando, in virtù di titoli storici o di altre circostanze speciali, è necessario delimitare in altro modo il mare”.

Insomma dopo oltre 120 anni in cui i confini tra Italia e Francia erano così determinati senza contestazioni di sorta non vi era alcun obbligo giuridico di regalare alcunché alla Francia. Fortunatamente tuttavia l’accordo bislacco firmato dai nostri incompetenti governanti a Caen non ha alcun valore, non essendo stato ratificato dal Parlamento e non avendo ancora assunto valore consuetudinario. Ergo i nostri pescherecci possono agire senza timori e obbligo italiano, sotto pena la chiara omissione d’atti d’ufficio, sarà quello di tutelarne l’integrità.

Ed i confini attuali sono questi:

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Speriamo poi che il nostro Parlamento di nominati (abusivi) sappia rimediare all’imbarazzante ignoranza in materia di diritto internazionale dimostrata dagli esecutivi Monti e Renzi e provveda a rispedire al mittente l’accordo non ratificandolo. Peraltro essendo il territorio uno dei tre elementi indispensabili per l’esistenza di uno Stato assieme al popolo ed alla sovranità, l’atto compiuto dal governo costituisce pacificamente un atto d’intelligenza diretto a commettere un atto ostile contro la personalità giuridica dello Stato e dunque punibile ex art. 243 c.p.

Aiuta (i meschinetti al governo) il fatto che l’articolo 243 c.p. punisce solo i comportamenti dolosi. Qui più che dolo pare esserci, a differenza che in tema di cessioni di sovranità, solo una drammatica ignoranza.

A casa quanto prima, tutti. Per il bene della Nazione.

Avv. Marco Mori, blogger di scenarieconomici.it ed autore del libro “Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile su ibs (clicca qui per acquistare)

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