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In difesa di Beppe Grillo: a cosa servono media non obiettivi e ventriloqui del potere? (Il figlio di Mentana fu candidato PD?)

Leggo esterrefatto i commenti indignati da parte di Mentana contro Beppe Grillo. Notasi, senza voler generalizzare ma il leader del M5S dice cose ovvie: in troppi casi i media mentono, dicono se va bene mezze verità, se va male nemmeno quelle (sottolineo, a scanso di equivoci: mai generalizzare). 

Il motivo? Per tranquillizzare la gente a seconda degli indirizzi del potere. Oggi che c’è forte caos e siamo nel mezzo di una crisi ben peggiore della grande depressione nascondere alcuni aspetti della verità è essenziale, domandiamoci cosa succederebbe (a chi ha smisurati patrimoni da difendere, ndr) se tutti capissero che le pensioni difficilmente verranno pagate integralmente in futuro, che le tasse aumenteranno a dismisura, che non ci sarà più sicurezza privata – anche grazie agli immigrati – per come l’abbiamo intesa per 70 anni, che di lavoro ce ne sarà sempre meno e malpagato, che restando nell’euro i vostri figli dovranno emigrare per sbarcare il lunario mentre per chi resterà il futuro sarà da moderni schiavi, leggasi consumatori indebitati ma non risparmianti a vantaggio di coloro che detengono il nostro debito (i nostri vicini nordeuropei).
Dunque, a me sembra che Mentana si indigni perché Grillo dice l’ovvio. E lo denuncia pure, non so per quale ragione specifica (sarebbe interessante saperlo), proprio lui che – come membro della federazione giornalistica – in parallelo si lamenta indirettamente del fatto che i giornalisti possano ancora andare in galera in Italia (vedasi nota del FNSI di ieri). Domanda: Non è che, denunciando Grillo, anche Mentana stia facendo la stessa cosa di cui si lamenta la Federazione della Stampa Italiana, ossia cercando di mandare in galera qualcuno solo perché dice cose scomode? O magari perché dice semplicemente la verità? Mah…

Grillo ha detto che i media creano notizie false. Non conosco i casi specifici a cui si riferisce ma posso solo dire che quanto emerso durante la campagna elettorale USA ha rasentato la follia, succedeva un cosa durante i dibattiti ed i media – inclusi quelli italiani – ne riportavano un’altra. O che dire del fatto che molte notizie non siano riportate dai media online ma solo su quelli cartacei, un altro modo di difendere una forma ormai indifendibile di informazione solo ipoteticamente indipendente (qualcuno dovrebbe porsi il problema del figlio di Mentana che si candida per il PD, rappresenta forse una forma di collusione occulta/conflitto di interessi nella diatriba attuale? Base articolo riportato sotto, ben s’intende). O sul referendum italiano, dove chi scrive ha raggiunto l’apoteosi dell’indignazione per la partigianeria dei media nel riportare i fatti a favore del SI, enfatizzando i pochi lati positivi (eliminazione del CNEL) e tacendo i numerosi aspetti mortali per il benessere italico (ad es. l’automatica accettazione di tutte le leggi europee incluse quelle che attentano agli interessi nazionali).

Purtroppo, senza generalizzare, Grillo temo abbia ragione da vendere. Ed aggiungo, a cosa servono i giornali se dicono cose surrealistiche? Se non sono obiettivi? Solo per leggere i titoli… proprio come faccio io e molte – praticamente tutte – le persone che conosco. Poi ad approfondire si va su siti come SE che quanto meno si basano sui FATTI (e da lì derivano le analisi proposte). Per vostra formazione gli elettori di Trump hanno preso la decisione di votarlo grazie a fonti di informazione simili ad SE!

Non a caso i media oggi, non solo in Italia, sono detenuti da quella casta globale che trae beneficio enorme dalle politiche globalistiche di stampo obamiano-clintoniano, casta artefice della dissoluzione della classe media oltre che dalla parallela crescita esponenziale della ricchezza dello 0,01% della popolazione, due facce della stessa medaglia. E giù di provvedimenti assurdi ed anzi nefasti per gli utenti-cittadini (ma utilissime alle elites che tra l’altro detengono i giornali), guarda caso provvedimenti mai stigmatizzati dai media, dall’austerità euroimposta al golpe del 2011, dall’eliminazione del contante all’incremento esponenziale delle tasse. Tutti se non ad applaudire quanto meno a tacerne accuratamente le nefaste conseguenze, senza pensare che prima o poi toccherà anche a te pagare (vedasi i prossimi licenziamenti al Sole24ore ed al Corsera a seguito di una crisi che gli stessi media hanno contribuito ad alimentare tacendo l’assurdità di provvedimenti pazzeschi, su tutti quelli di Mario Monti, chiaramente un eurocrate interessato non al bene del paese ma a quello del super stato europeo, due elementi – bene italiano ed europeo – che non coincidono assolutamente)

Ma forse l’aspetto più taciuto non riguarda Mentana ma il fatto che i proprietari del gruppo media-giornalistico più importante d’Italia ossia quello che nasce dell’integrazione tra Repubblica e La Stampa sono entrambi – Elkann da una parte e Carlo De Benedetti dall’altra – cittadini/residenti stranieri*. Pensate forse che quanto scrivono i loro giornali sia nell’interesse del Paese?
Sperate, sperate….

Mitt Dolcino

NOTA: Chi scrive non fa parte del M5S, in nessuna forma.

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* vedasi: http://www.lanotiziagiornale.it/da-elkann-a-de-benedetti-editori-piu-esteri-che-italiani/

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