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DE LUCA JUNIOR: L’ARROGANZA DEL GUAPPO IGNORANTE. Ora capite perchè andiamo a ramengo

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Si dice che la mela non cade lontano dall’albero, e quando l’albero è di cattiva qualità la mela non può che essere marcia. Esiste qualcuno più arrogante del governatore della Campania,Vincenzo De Luca? Si, ed è suo figlio, Piero, che unisce all’arroganza anche una profonda ignoranza, e questo costituisce un mix devastante.

Di per se l’ignoranza non è un problema: non si può sapere tutto, basta ammettere questa realtà dei fatti, mettersi a studiare, informarsi, e l’ignoranza è un male curabile. Però se si unisce ad una arroganza da guappo di strada allora diventa un cancro incurabile.

Vediamo in questo video quello che è successo a Omnibus la 7, dove si sono incontrati il capogruppo al parlamento europeo di ID, Marco Zanni, e il sottosegretario piddino. Si parla di un tema caldo, anzi caldissimo: i fondi europei che dovrebbero “Salvare” l’Italia , cioè Recovery Fund, fondi BEI, e SURE. Ecco il video:

Zanni fa notare come, finora, il Parlamento europeo non si entrato nella definizione del Recovery Fund, perchè questo è in corso di definizione da parte del Consiglio sulla base dell’articolo 122 del TFUE, che, letteralmente, recita:

1. Fatta salva ogni altra procedura prevista dai trattati, il Consiglio, su proposta della Commissione, può decidere, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri, le misure adeguate alla situazione economica, in particolare qualora sorgano gravi difficoltà nell’approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell’energia.
2. Qualora uno Stato membro si trovi in difficoltà o sia seriamente minacciato da gravi difficoltà a causa di calamità naturali o di circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo, il Consiglio, su proposta della Commissione, può concedere a determinate condizioni un’assistenza finanziaria dell’Unione allo Stato membro interessato. Il presidente del Consiglio informa il Parlamento europeo in merito alla decisione presa.

In casi di emergenza il Consiglio dell’Unione, composto dai rappresentanti politici dei vari stati,  prende in  mano il timone e stabilisce le misure necessarie per far fronte alle emergenze. Quindi il Parlamento NON interviene nella definizione dello strumento, ma interverrà dopo, quando questo sarà formato e definito, discutendolo ed approvandolo o respingendolo. A questo punto interviene De Luca, con l’arroganza dell’ignoranza, affermando che Zanni si sbaglia e che il Parlamento è intervenuto “Perchè ha approvato il bilancio come da articolo 311”. Vediamo che dice l’articolo 311 TFUE:

L’Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche. Il bilancio, fatte salve le altre entrate, è finanziato integralmente tramite risorse proprie. Il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, all’unanimità e previa consultazione del Parlamento europeo, adotta una decisione che stabilisce le disposizioni relative al sistema delle risorse proprie dell’Unione. In tale contesto è possibile istituire nuove categorie di risorse proprie o sopprimere una categoria esistente. Tale decisione entra in vigore solo previa approvazione degli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.
Il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, stabilisce le misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell’Unione nella misura in cui ciò è previsto nella decisione adottata sulla base del terzo comma. Il Consiglio delibera previa approvazione del Parlamento europeo.

L’art 311 parla della procedura di approvazione del Bilancio dell’Unione che viene predisposto, comunque, dal Consiglio e quindi presentato al parlamento per una consultazione. Ora con il Recovery Fund c’è un problema di base: come potrebbe mai essere messo a bilancio, quando non ne è stata decisa l’Entità? Inoltre la procedura di approvazione di bilancio, una procedura ordinaria NON ha nulla a che fare con quella, emergenziale, dell’art. 122 TFUE.

Il discorso poi prosegue presentando la situazione reale, e conosciuta ai più, dei fondi BEI e SURE, teoricamente esistenti, ma non operativi sino a che non verranno fornite le relative garanzie da parte di tutti i paesi europei. De Luca insiste che il governo italiano ha stanziato le garanzie, senza capire, o senza voler capire, che non è un problema italiano, ma degli altri 26 stati del’Unione…

Ora si può anche vivere senza conoscere il TFUE, il Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea, anche se questo è un po’ grave per un sottosegretario. Quello che non è accettabile è l’arroganza dell’ignoranza e la volontà di imporla agli altri. Se un esponente del governo voleva fare sfoggio dei motivi per cui l’Italia è sull’orlo del disastro a causa di un governo superficiale ed impreparato, ci è riuscito benissimo.


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