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“Dàgli ai populisti”, lo slogan che copre la mancanza di idee alle prossime elezioni europee di Massimiliano Lenzi.

 

Parlate chiaro, grazie. Le elezioni europee di maggio si avvicinano ed è tempo di abbandonare le varie ed eventuali, quel generico jaccuse del tipo sono tutti populisti oppure sono tutti europeisti dove, con la scusa di discutere di tutto, non si offre la soluzione a niente.

Uscire dal vago del generale in politica è un dovere che tutte le parti in campo hanno in queste settimane ed in questi mesi che mancano al voto, maggioranza ed opposizione. Cominciamo dalla prima: governando la Lega ed i 5 Stelle hanno di fatto offerto la loro soluzione ad alcuni problemi irrisolti del nostro Belpaese: limmigrazione e gli sbarchi, i poveri che non sbarcano il lunario, i pensionati mancati per via della legge Fornero, le partite Iva che guadagnano poco per le troppe tasse.  Di fatto il programma del Governo grillo-leghista di Giuseppe Conte è diventato la piattaforma su cui, con alcune reciproche sfumature, la Lega di Matteo Salvini ed i 5 Stelle di Luigi Di Maio affronteranno il voto delle Europee.  

E gli altri, dal Partito democratico a Forza Italia passando per i Fratelli dItalia della battagliera Giorgia Meloni, con quale programma affronteranno il voto che deciderà quali italiani mandare al Parlamento Ue? Daccordo, sono tutti molto impegnati nel segnalare le contraddizioni tra il leghismo ed il grillismo di Governo, ma loro che propongono agli italiani per gli anni futuri del Parlamento europeo?  

Essere montaliani (nel senso del poeta Eugenio Montale) in politica, soltanto questo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo, è una soluzione letteraria ma non la piattaforma di un altro Governo possibile. Perciò oltre la retorica del dagli ai populisti ed al populismo, per ottenere il consenso della gente alle elezioni – il più alto esercizio di democrazia – è necessario proporre delle cose da fare e offrire delle risposte politiche alle domande chiave del nostro tempo.

Le soluzioni del Governo grillo-leghista non garbano? Questo è comprensibile, ma agli interrogativi del 2019 cosa rispondono le opposizioni italiane? Il catalogo è questo, cercasi Don Giovanni leader della opposizione: che soluzione proponete per il fenomeno migratorio che non sia quella adottata dallattuale Governo? La Francia di Macron dovrà continuare ad avere la sua moneta africana oppure pensate occorra un cambiamento radicale delle politiche europee verso il Continente Nero? Per gli italiani più poveri è giusto pensare ad un sostegno pubblico oppure no? E sui dati economici, i parametri rigidi per Pil e deficit della Ue vanno bene così? Oppure cosa proponete? Cambiarli? Come? Perché sì, daccordo, la Tav è importante e su quello le divisioni tra Lega e 5 Stelle ci sono, lo sappiamo, se ne sono accorte pure le madamine sabaude. Ma lAlta Velocità in fondo resta un aspetto laterale rispetto alla sostanza delle politiche di un Paese, rispetto a  grandi temi come immigrazione, tasse, aiuto ai poveri, pensioni, sicurezza.

Senza contare, ultima ma non in ordine di importanza, la domanda sostanziale: serve più o meno Europa? Sopratutto da queste risposte passerà la sfida delle prossime elezioni. Chiamatelo, se volete, populismo. Ma ha tanto il sapore della democrazia. Che buono!

Massimiliano Lenzi, Il Tempo 30 gennaio 2019


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