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Da Berna a Londra in treno senza scali: la Svizzera sfida i voli e la burocrazia europea
Berna lancia la sfida ai voli aerei: approvato il piano per i treni diretti Svizzera-Londra. Ma per evitare i logoranti scali a Parigi bisognerà superare il muro dei controlli extra-Schengen.

Ogni giorno, oltre cinquanta aerei decollano dagli aeroporti svizzeri per atterrare a Londra, e altrettanti fanno il percorso inverso. Un ponte aereo continuo e affollato. Chi invece preferisce il treno, oggi, deve armarsi di molta pazienza: bisogna cambiare a Parigi o a Bruxelles, magari spostandosi da una stazione all’altra con i bagagli, oppure attendere noiose coincidenze a Lilla. Un viaggio che, pur essendo tecnicamente possibile, risulta macchinoso e poco attraente per la maggior parte dei passeggeri.
Ora, però, il Consiglio federale elvetico ha deciso di cambiare le carte in tavola. Nella seduta del 12 giugno 2026, il governo di Berna ha confermato di vedere un enorme potenziale in un collegamento ferroviario diretto tra la Svizzera e il Regno Unito. Ha quindi dato il via libera per proseguire i lavori preparatori, incaricando gli uffici federali competenti di risolvere gli ultimi complessi ostacoli tecnici.
La diplomazia dei trasporti
Il progetto non nasce oggi, ma è il frutto di un lavoro diplomatico ben preciso, che ha visto un’accelerazione negli ultimi mesi. Ecco i passaggi chiave:
- Maggio 2025: Il Consigliere federale Albert Rösti e il Ministro dei trasporti britannico Heidi Alexander firmano un Memorandum d’intesa per istituzionalizzare la collaborazione tra i due Paesi.
- Maggio 2026: Le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) siglano una lettera d’intenti con i francesi di SNCF Voyageurs e la loro controllata Eurostar. L’alleanza operativa prende forma.
- Giugno 2026: Il governo svizzero prende in mano il dossier per risolvere in via definitiva la parte legislativa e di sicurezza.
L’ostacolo dei confini: Schengen e la sicurezza
Se i treni possono correre veloci, la burocrazia viaggia spesso su un binario morto. Unire due nazioni europee che non fanno parte dell’Unione Europea, e di cui una (il Regno Unito) è fuori dallo spazio Schengen, non è uno scherzo.
Le sfide principali individuate dal Consiglio federale sono notevoli:
- Controlli di frontiera: Devono essere effettuati sul territorio svizzero prima della partenza. Chi sale sul treno per Londra non può subire fermi successivi durante il tragitto. Si viaggia diretti sino a Londra.
- Sicurezza dell’Eurotunnel: Il tunnel sotto la Manica impone regole di sicurezza rigidissime, molto superiori a quelle di un normale traforo alpino, richiedendo procedure di controllo passeggeri e bagagli simili a quelle aeroportuali.
- Trattati internazionali: Sarà necessario estendere e adattare gli accordi in vigore per permettere alle autorità di operare congiuntamente in territorio elvetico per i controlli, evitandoli quindi all’arrivo a Londra.
Per sciogliere questi nodi, sono scesi in campo pesi massimi dell’amministrazione: la Segreteria di Stato per la migrazione (SEM), le Dogane (BAZG) e la Polizia federale (fedpol), tutti sotto la regia dell’Ufficio federale dei trasporti.
Il futuro: passeggeri oggi, merci domani?
L’orizzonte temporale è realistico ma richiede ancora pazienza. Berna prenderà le decisioni finali sui trattati entro la fine del 2027, con l’obiettivo di far partire i primi treni diretti negli anni 2030. Resta da capire quali stazioni svizzere avranno l’onere e l’onore di ospitare i complessi terminal doganali necessari per i controlli britannici.
C’è però un aspetto pratico collaterale, per ora lasciato in secondo piano dal governo. Un collegamento ferroviario diretto e sigillato tra due nazioni extra-UE potrebbe semplificare enormemente anche il trasporto merci. Permetterebbe infatti alla Svizzera di esportare e importare dal Regno Unito senza dover espletare le complesse pratiche doganali di transito attraverso i Paesi dell’Unione Europea. Un corridoio fisico e normativo indipendente. Per ora i documenti ufficiali si concentrano solo sui passeggeri, ma l’infrastruttura, una volta rodata, potrebbe aprire scenari logistici del tutto inediti e vantaggiosi.







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