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Economia

Cresce ancora l’occupazione in Italia, segnali positivi per le donne

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È stato pubblicato oggi il “Bollettino CNEL sul Mercato del Lavoro n. 1/2026”, realizzato nell’ambito della collaborazione istituzionale tra CNEL e ISTAT, nata con l’obiettivo di rafforzare la diffusione e la lettura integrata delle statistiche ufficiali sul mercato del lavoro. Il Bollettino analizza l’andamento dell’offerta di lavoro nel quarto trimestre e nella media annua del 2025, confermando un quadro complessivamente positivo e in miglioramento, ma ancora segnato da squilibri strutturali.

Nel 2025 gli occupati sono 24 milioni e 117mila unità, il tasso di occupazione continua a crescere trainato soprattutto dalle donne (0,2 punti percentuali per gli uomini e 0,5 per le donne), mentre il tasso di disoccupazione scende di 0,4 punti percentuali, con una diminuzione più marcata tra le donne (-0,6 punti).

Sul piano settoriale, l’84% delle donne lavora nel settore dei servizi, con oltre 2 milioni di occupate nel commercio, settore alberghiero e ristorazione e ben 6,5 milioni nelle altre attività di servizi. Per gli uomini, oltre al settore terziario che occupa più di 8 milioni di lavoratori (59,3%), la presenza è considerevole nell’industria in senso stretto e nelle costruzioni con circa 5 milioni di occupati. Nel settore delle costruzioni la crescita accelera sostenuta dalle politiche pubbliche.

Segnali positivi anche a livello territoriale, con il Mezzogiorno che presenta l’incremento maggiore del tasso di occupazione. Nel quarto trimestre 2025, infatti,  i principali indicatori del mercato del lavoro mostrano andamenti differenziati tra le diverse ripartizioni territoriali del Paese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda il tasso di occupazione, le variazioni risultano complessivamente contenute: nel Nord e nel Mezzogiorno il tasso rimane sostanzialmente stabile, nel Centro si registra un incremento di 0,4 punti percentuali. Dinamiche più marcate emergono invece nell’andamento del tasso di disoccupazione.

Nel Centro si registra una diminuzione di 0,4 punti percentuali, mentre nel Mezzogiorno la riduzione risulta più significativa, pari a 1,4 punti percentuali. Nel Nord, al contrario, il tasso di disoccupazione rimane invariato.
L’analisi congiunta degli indicatori, includendo il tasso di inattività, evidenzia come la diminuzione della disoccupazione, in particolare nelle regioni meridionali, non si accompagni a un corrispondente aumento dell’occupazione.
Nel Mezzogiorno, infatti, alla riduzione della disoccupazione si affianca un aumento del tasso di inattività pari a 0,8 punti percentuali, segnalando una crescita della quota di persone che non lavorano e non sono attivamente alla ricerca di un impiego né immediatamente disponibili a iniziarlo

Il divario del tasso di occupazione tra uomini e donne registra nel 2025 una diminuzione di -0,4 punti percentuali, attestandosi al 17,4% nella media nazionale. La contrazione del divario è più marcata nel Mezzogiorno, dove comunque rimane su valori più alti della media nazionale, superando i 25 punti percentuali in Campania, Puglia e Sicilia.

Rispetto alle dinamiche generazionali, nel 2025 a sorprendere è la tenuta degli over 50, più occupati e meno inattivi, mentre i giovani nella fascia 15-24 anni mostrano ancora segnali di fragilità.

In questo contesto, l’incidenza dei NEET è in continua diminuzione, soprattutto tra i giovani con diploma di istruzione secondario e nel Mezzogiorno. Il fenomeno segnala un disallineamento tra formazione e domanda di lavoro e la necessità di rafforzare i percorsi di transizione verso l’occupazione.

All’interno del lavoro dipendente si osserva un rafforzamento dell’occupazione a tempo indeterminato (+1%), che registra un aumento per entrambi i generi. Parallelamente, si riduce l’occupazione a tempo determinato (-8,6%), con una
contrazione più marcata rispetto alla crescita dei rapporti stabili, in particolare per gli
uomini. Questa dinamica determina complessivamente una lieve diminuzione del numero totale di lavoratori dipendenti (-0,3%), pur in presenza di un miglioramento nella qualità e nella stabilità dei rapporti di lavoro.

Andamenti analoghi si riscontrano anche per le lavoratrici, per le quali l’incremento dei contratti a tempo indeterminato si accompagna a una riduzione più consistente dei rapporti a termine. Nel periodo considerato cresce inoltre l’occupazione indipendente (+3%), con un aumento più accentuato per le donne (+8,4%) e più contenuto per gli uomini (+0,6%)

“Il Bollettino CNEL sul mercato del lavoro – dichiara il presidente del CNEL, Renato Brunetta – si conferma uno degli strumenti più solidi e attesi della nostra attività istituzionale. La periodicità della pubblicazione e la qualità dell’analisi ne fanno oggi un punto di riferimento nel panorama delle statistiche sul lavoro. I dati del 2025 mostrano segnali incoraggianti: l’occupazione si rafforza e la disoccupazione diminuisce, in particolare per le donne. È un risultato importante, che conferma la capacità del nostro sistema economico di consolidare i progressi registrati negli ultimi anni. Restano tuttavia problematiche che non possiamo ignorare. Il divario di genere nel Mezzogiorno è in diminuzione ma rimane elevato e rappresenta una delle principali fragilità strutturali del Paese. Allo stesso modo, i dati sui NEET indicano un andamento decrescente che però deve essere accelerato. È necessario rafforzare le politiche attive e migliorare l’incontro tra domanda e offerta, eliminando i fattori che limitano la partecipazione al mercato del lavoro”

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