EnergiaIran
Corsa contro il tempo: 13 milioni di barili, 7 petroliere, pronti a sfidare il blocco di Hormuz
13 milioni di barili su 7 superpetroliere a Bassora: l’Iraq riapre le valvole e sfida la crisi del Golfo. Intanto l’export iraniano crolla a 300.000 barili al giorno e la Cina compra tutto. Logistica estrema e realismo economico.

Il 24 agosto, sette petroliere erano ormeggiate presso gli impianti di esportazione iracheni nel Golfo Persico: un forte aumento rispetto alle ultime settimane. Secondo le immagini satellitari analizzate da Bloomberg, le petroliere avevano una capacità complessiva di circa 13 milioni di barili.
TankerTrackers.com ha dichiarato separatamente di aver contato e identificato 13 milioni di barili in fase di carico lunedì presso il terminal petrolifero iracheno di Al Basrah.
Si tratta di un cambiamento radicale rispetto alle ultime settimane, quando le immagini satellitari mostravano in genere solo una o due petroliere presso gli impianti di esportazione offshore iracheni in un dato giorno.
Prima della guerra con l’Iran, era normale che sei petroliere occupassero contemporaneamente gli otto attracchi del terminal.
L’attività di lunedì non significa che le esportazioni irachene siano tornate ai livelli prebellici. Si tratta di un’istantanea di un solo giorno, e ognuno di quei barili deve ancora attraversare lo Stretto di Hormuz.
Oil loadings from Iraq’s export installations in the Persian Gulf jumped on Monday with seven tankers collecting the nation’s cargoes, the latest sign that regional flows might be climbing.
The ships in question have a transportation capacity of about 13 million barrels,…
— Giovanni Staunovo🛢 (@staunovo) August 25, 2026
I flussi petroliferi regionali sono rimasti ben al di sotto delle medie prebelliche, anche se un numero crescente di produttori del Golfo sta sperimentando transiti segreti, trasferimenti da nave a nave e rotte di esportazione alternative.
Le esportazioni di greggio dell’Iran stesso sono state particolarmente colpite. I carichi di agosto si attestano intorno ai 300.000 barili al giorno (bpd), rispetto a una media del 2025 di circa 1,7 milioni di bpd, mentre le scorte galleggianti iraniane al di fuori del Golfo sono scese a circa 24 milioni di barili.
L’Iraq ha avuto un successo notevolmente maggiore nel mantenere il flusso di barili. Il Paese ha dichiarato all’inizio di questo mese di esportare circa 2 milioni di bpd nonostante le interruzioni nel Canale di Hormuz, e le raffinerie cinesi stanno acquistando in gran quantità il «Basrah Medium» e il «Basrah Heavy» iracheni, mentre le forniture provenienti da altre zone del Golfo si riducono.
Il fatto che sette petroliere stiano caricando contemporaneamente non dimostra che la crisi petrolifera del Golfo si stia attenuando. Tuttavia, dopo settimane di scarsa attività a Bassora, è almeno la prova che l’Iraq sta riuscendo a far uscire una maggiore quantità di greggio. Nello stesso tempo comunque, anche per Baghdad, le esportazioni sono una frazione dei 4 milioni di barili che esportava prima del conflitto, nonostante l’uso dell’oleodotto verso la Turchia.
Non è ben chiaro se queste petroliere passeranno per un accordo con l’Iran o nonostante la posizione di Teheran.







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