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Con Trump un falco anti-cinese di Marcello Bussi


Il presidente eletto nomina Navarro alla guida del neonato Consiglio nazionale per il commercio. L’economista è noto per le sue durissime posizioni contro Pechino, rea di voler minare l’industria Usa.

Con la Cina, Donald Trump non scherza proprio. E lo ha dimostrato nominando Peter Navarro alla guida di un nuovo ufficio della Casa Bianca che supervisionerà i commerci e la politica industriale statunitense. Navarro, docente di economia all’Università di Irvine, California, è noto per aver girato un documentario intitolato Morte da Cina e scritto il saggio Le prossime guerre alla Cina: dove saranno combattute, come si potranno vincere.

Navarro sostiene che la Cina pratica una forma perversa di capitalismo che mina l’economia Usa, lavorando a stretto contatto con le grandi imprese americane andando contro gli interessi a lungo termine degli Stati Uniti. Egli dice che la Cina aiuta singole aziende statunitensi nel breve periodo, fornendo loro lavoratori a basso costo. Nel corso del tempo, tuttavia, la Cina prende le industrie, i posti di lavoro e il know-how americani per usarli contro gli Stati Uniti. Navarro sostiene anche che le società statunitensi pagano i membri del Congresso attraverso i gruppi di pressione per assicurarsi che le cose rimangano come sono.

L’economista non crede affatto che la Cina sia destinata a diventare più aperta e meno autoritaria e, tra le righe dei suoi libri, fa intendere che non è da escludere una vera e propria guerra contro il colosso asiatico. Ecco che cosa ha scritto all’inizio dell’anno nella prefazione a un saggio: «Da quel che possiamo vedere io e mia moglie, che è cinese, probabilmente la Cina imploderà» e «il Partito Comunista cinese cercherà di concentrare l’attenzione della popolazione fuori dal Paese, probabilmente attraverso conflitti nel Mare Cinese del Sud o contro Taiwan». «Da più di vent’anni», ha sottolineato Navarro, «dico che la prima cosa che farebbe la Cina prima di cercare di prendersi Taiwan sarebbe prendersi le isole Spratley. E se la cosa venisse ignorata dal mondo, poi toccherebbe a Taiwan».

Il capo del Consiglio per il commercio non lo dice, ma è evidente che solo gli Stati Uniti hanno la capacità militare per difendere Taiwan. Con la nomina di Navarro è chiaro che la telefonata di Trump al presidente di Taiwan non è stata un’uscita estemporanea, ma si inquadra in una strategia volta a cambiare radicalmente i rapporti con la Cina.

Trump ha annunciato anche che l’ottantenne Carl Icahn sarà consulente speciale per «aiutare gli imprenditori americani a eliminare regole che uccidono l’occupazione e soffocano la crescita economica». Secondo il successore di Barack Obama, Icahn «non è soltanto un negoziatore brillante, ma anche qualcuno che è capace di prevedere il futuro, specialmente in campo finanziario ed economico. Il suo aiuto in campo di regolamentazioni che strangolano il nostro Paese sarà inestimabile».

Icahn controlla la raffineria Cvr Energy e vanta partecipazioni in colossi come Aig, Rjr Nabisco, Texaco, Philips Petroleum, Western Union, Gulf & Western, Viacom, Revlon, Time Warner, Motorola, Chesapeake Energy, Dell, Netflix, Apple e eBay. Icahn ha ricordato che durante la presidenza Obama «i titolari americani di aziende sono stati colpiti da nuove regolamentazioni che hanno fatto perdere loro oltre 1.000 miliardi di dollari e più di 750 miliardi di ore» nella gestione di scartoffie. Ecco perché, ha detto, «è ora di mettere fine a regole eccessive e di lasciare fare ai nostri imprenditori quello che sanno fare meglio: creare posti di lavoro e sostenere le nostre comunità».

Marcello Bussi, Milano Finanza 23 dicembre 2016

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