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Come sta cambiando l’automazione dei processi aziendali

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Automazione dei processi aziendali
Automazione dei processi aziendali (© Depositphotos)

L’introduzione dell’IA in azienda sta cambiando la totalità dei processi, a livello sia strategico che operativo. Un mutamento che interessa sempre più comparti, a fronte dell’ottenimento di risultati concreti: la tecnologia è dunque un vero e proprio asset strategico proprio perché il nuovo modo di lavorare, semplicemente, funziona.

Se fino a un paio di anni fa era in atto una fase sperimentale ora non è più così. A confermarlo è il portale Agenda Digitale, secondo il quale “l’adozione dell’AI in azienda sta entrando in una fase più matura.” È dello stesso avviso Il Sole 24 Ore, che evidenzia invece il ruolo della “collaborazione uomo-agente”, che impone un ripensamento radicale nei rapporti tra lavoratore e macchina.

Il tema dell’automazione dei processi aziendali è alquanto complesso ed è ancora da vedere la direzione (stabile) che prenderà in futuro. Una cosa sembra chiara: in diversi asset la qualità è maggiore ed è questo che sta portando le aziende a ridefinire flussi e responsabilità.

Automazione e gestionali di ultima generazione

Gestione del magazzino, fatturazione elettronica, welfare aziendale. I programmi gestionali di ultima generazione, come quelli di Ranocchi Fabriano – società italiana nata nel 2010 e specializzata in questo tipo di software, già utilizzati da migliaia di aziende in tutta Italia – rendono l’automazione prima di tutto un traguardo ambizioso e allo stesso tempo in grado di generare un’ottimizzazione dei vari compiti professionali.

Si tratta infatti di soluzioni digitali pensate per migliorare i seguenti processi (con relativi vantaggi):

  • contabilità: riduzione di tempistiche e operazioni ripetitive e soggette, diversamente, all’errore umano;
  • magazzino: valorizzazione delle risorse sia umane, e dunque il personale, che delle dotazioni tecniche presenti internamente;
  • logistica: potenziamento della competitività.

I programmi gestionali di ultima generazione sono dunque un esempio di come l’automazione non è tanto da intendere come sostituzione delle risorse umane, quanto come un elemento riqualificante.

I vantaggi sopra descritti, applicati ai relativi ambiti, non si riscontrano infatti in una gestione “analogica”. Eppure, sono ancora poche le imprese che investono in programmi avanzati. Gli studi recenti del settore indicano infatti che diverse società li adottano già, ma non sempre si tratta di soluzioni aggiornate.

L’automazione secondo i dati dell’Osservatorio Intelligent Business Process Automation del Politecnico di Milano

A conferma di quanto detto poc’anzi in merito all’adozione delle tecnologie legate all’automazione nelle imprese italiane riportiamo alcuni dati resi noti dall’Osservatorio Intelligent Business Process Automation del Politecnico di Milano:

  • la process automation è maggiore nelle grandi aziende, dove circa il 58% ha predisposto un budget dedicato, a fronte di un giro d’affari annuo tra i 200 e i 250 mila euro. Inoltre, il 62% già utilizza una tecnologia per l’automazione;
  • l’8% delle grandi aziende ha anche già avviato la sperimentazione delle soluzioni di Agentic Automation: tra le più innovative nel panorama dell’AI. Il 25% delle imprese ha già preventivato di farlo in futuro;
  • le PMI sono più indietro rispetto alle grandi aziende ed è un peccato trattandosi della maggior parte delle società attive in Italia. L’adozione dell’automazione dei processi interni è pari al 15%. L’Osservatorio evidenzia inoltre che questo dato risulta particolarmente critico per via del 22% del tempo dedicato a mansioni ripetitive.

Dai dati emerge dunque che è già in atto un profondo cambiamento nell’automazione dei processi, che però è più rapido nelle grandi aziende rispetto alle PMI, che paradossalmente potrebbero cogliere ancora più opportunità dalle nuove tecnologie.

Process automation: i benefici più rilevanti, anche per la gestione del welfare

La process automation è in grado di semplificare e ottimizzare, con un impatto strategico per quanto concerne i processi.

Un discorso che vale anche per quanto riguarda la gestione del welfare, dove l’automazione permette di semplificare la fruizione dei benefit attraverso l’adozione di card individuali: un’opzione sempre più diffusa e apprezzata dalle imprese perché nel segno della semplificazione.

La gestione del welfare è un chiaro esempio di come la process automation può avere un impatto concreto sulle imprese. Ecco i benefici più rilevanti:

  • riduzione delle attività manuali più ripetitive nonché maggiormente soggette all’errore;
  • ricollocamento delle risorse umane su attività più qualificanti (e soddisfacenti);
  • maggiore soddisfazione degli stakeholder;
  • ottimizzazione delle tempistiche.

Quando la process automation non genera valore competitivo

La process automation non genera i benefici auspicati quando viene utilizzata come sostituto delle risorse umane. Per le aziende, infatti, si tratta di una tecnologia che porta a migliorare attività maggiormente soggette all’errore: un investimento che permette di investire meglio – scusate il gioco di parole – nelle risorse umane.

La vera rivoluzione riguarda del resto il rapporto uomo-macchina.

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