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Cina e Russia nel mediterraneo, i missili dal Caspio ed il caos sul fronte Siria: ma cosa sta succedendo? La decadenza USA sotto Obama sta raggiungendo livelli preoccupanti

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Una cosa è certa: Putin verrà ricordato dalla storia come il moderno Bismarck russo. Questa grandezza è certamente reale, grande stratega, sa scegliersi gli amici che tutela e rispetta [al contrario di Obama…], sa di affari di Stato, ne difende a spada tratta gli interessi. Oltre a tali e tante qualità ad onor del vero dobbiamo anche dire che si è confrontato con il peggior presidente USA quanto meno dagli inizi del ‘900: oggi gli USA stanno perdendo potere in Medio Oriente e nel mondo mentre il russo Putin brilla. Possiamo certamente esemplificare il successo putiniano nell’uso dei nuovi missili russi Kalibr, noi tutti conoscevamo prima solo i Tomahawk americani, grandi ed ingombranti: oggi c’è l’alternativa moderna  e snella della Russia, che ha imparato benissimo – e certamente meglio, visto i disastri USA in Iraq ed Afghanistan –  a fare il lavoro di disintegrazione preventiva delle difese militari avvversarie. Una volta appreso come fare attendiamoci interventi russi ovunque nel globo, soprattutto a difesa dei propri interessi materiali e geostrategici (ed anche di quelli cinesi). Ossia da oggi gli USA non sono più necessariamente indispensabili in veste di gendarme globale, questo è un dato di fatto. E spero comprendiate tutti la grandezza e l’importanza dell’evento.

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Io mi domando, ma ci stiamo rendendo conto che questa debolezza USA ci condurrà ad una guerra? Si, avete capito bene, un conflitto probabilmente mondiale appena fuori dai confini dell’Europa; anche perchè mollare sulla Siria significherebbe per Washington mollare anche i partners che a questo punto si sentirebbero insicuri della protezione USA per come l’hanno coonosciuta dalla fine della guerra. Ossia gli europei sarebbero pronti ad affracarsene a vantaggio russo, a partire dalla Germania. E dunque seguirebbe a valanga – processo già in corso ma sotto traccia – la ridenominazione degli scambi mondiali su altre valute alternative tra cui lo yuan (non il rublo, la microdiarchia Francia-Germania in EU verrà tradotta a livello globale in asse Russo-Cinese, il primo con il ruolo militare ed il secondo economico, sempre in veste anti USA) con tutte le conseguenze in termini di sostenibilità dei deficit di bilancio statunitensi fin ad oggi enormi e mai corretti, i mercati potrebbero in futuro iniziare a punire il dollaro per tali debiti di partite correnti e commerciali, cosa mai fatta in passato.

Oggi i paesi europei – non tutti per fortuna, l’Italia è e resterà filo americana – stanno maturando la scelta di mollare gli USA, in particolare la Germania ci sta pensando da molto tempo. Chiaro che da dottrina gli USA non permetteranno mai la nascita di una sfera di influenza euroasiatica di tipo russo-tedesco in EU come 70 anni fa, a costo di bombardare l’est Europa. Ossia una guerra.

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Ecco, appunto. L’Ucraina voleva forse essere il deterrente USA alla nascita del piccolo asse di Mosca con la Germania (l’asse grande è quello con Pechino), il fallimento di Obama anche in tale area di conflitto non ha fatto altro che spingere la maturazione delle elites tedesche ad un livello superiore, con la conseguenza di spostare – grazie alla Germania – il focus globale di questo conflitto sotto traccia verso la Siria. Per adesso, sotto la cenere cova l’avvicinamento soprattutto economico con l’orso russo.

Una vittima della debolezza USA e della conseguente volontà tedesca di guardare ad est sarà la Francia, inutile nel momento in cui si dovesse rinsaldare l’asse con la Russia da parte di Berlino. E Roma, troppo piccola ed insignificante dopo aver perso il grip con la Libya ed il nord Africa guarda caso per mano francese. E tutto grazie ad Obama, grazie Obama….

Altra vittima saranno chiaramente i cittadini americani la cui economia è solo falsamente in ripresa grazie alla non volontà di Obama di correggere le storture finanziarie che ci portarono alla crisi subprime: oggi Obama vorrebbe fare quello che fece Clinton con G.W. Bush, consegnare l’America ad un presidente repubblicano con la bolla dell’equity pronta ad esplodere, stessa cosa che per altro fece in altri tempi il presidente Carter quando lasciò gli USA nelle mani di Reagan alla vicilia degli accordi del Plaza che poi – fortunatamente – scongiurarono una crisi del debito USA fatta di tasse ex-dem altissime e quindi evitando il crollo della credibilità a livello geostrategico dell’impero a stelle e strisce. Anche questa volta la storia si ripete, Obama sta impegnando tutte le sue risorse nel non fare scoppiare la bolla dell’equity sotto la sua presidenza con il fine di indebolire il presidente successivo. Non so se ci riuscirà, certamente se così fosse non sarebbe un atteggiamento molto patriottico. Come vedete anche questa è una lettura differente della storia economica moderna.

E noi tutti cosa dobbiamo aspettarci? Volatilità. Ed una esplosione della bolla equity entro 2 anni. Ed anche un’esplosione del prezzo dell’oro. Parimenti le scaramucce in medio oriente primo o poi faranno deflagrare una bomba nel posto sbagliato – o anche quello giusto, dipende dai punti di vista – interropendo il flusso di greggio medio-orientale verso il mondo. E quindi anche il petrolio salirà.

Il dollaro resta invece un enigma, oggi si sta svalutando a causa sia della poca credibilità USA che per un’economia che non cresce in modo organico, in effetti il dollaro debole dovrebbe aiutare l’economia americana. Ma se la salute economica USA dovesse essere come Obama sostiene, economia in crescita, in teoria il dollaro dovrebbe andare ad 1:1 rispetto all’euro grazie ai tassi in prospettica salita. Ed invece no, guarda caso il biglietto verde si svaluta….

Chi ci perderà certamente sarà l’euro, che secondo lo scrivente è destinato a rivalutarsi fino a tornare almeno ad 1,20 sul dollaro nei prossimi 6 mesi. Fatta salva una guerra importante in cui gli USA siano prim’attori e non comparse come oggi…

Che poi un euro forte uccida soprattutto i paesi euro meno competitivi come l’Italia – idem per il petrolio forte – , beh, questo è un dato di fatto.

Sarà caos. Voluto.

Mitt Dolcino

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