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Cieli inquieti sul Mediterraneo: il giallo del grosso cargo USA che schiva l’Italia per andare in Libia
Un C-17 statunitense atterra a Misurata ma evita volutamente lo spazio aereo italiano. Cosa nasconde la misteriosa rotta del super-aereo logistico USAF in Libia?

Un volo militare che solleva forti dubbi e disegna uno scenario denso di interrogativi. Un grosso aereo da trasporto strategico Boeing C-17A Globemaster III dell’aeronautica militare statunitense (USAF) ha compiuto una missione speciale a Misurata, in Libia. L’operazione, tracciata dal sito specializzato ItaMilRadar, ha mostrato una anomalia che salta subito all’occhio: il velivolo ha seguito una rotta contorta sia all’andata che al ritorno, evitando con cura millimetrica lo spazio aereo italiano.
Ecco i dettagli del tracciamento radar:
- Origine: Base britannica di RAF Mildenhall.
- Destinazione: Base aerea di Misurata, Libia occidentale.
- Permanenza al suolo: Circa quattro ore.
- Rotta anomala: Sorvolo dell’Europa settentrionale, dei Balcani e della Grecia, restando sempre a est della penisola italiana.

La Rotta del C-17 da Italmiradar
Perché un gigante dei cieli americano, decollato dal Regno Unito e diretto in Libia, dovrebbe allungare il tragitto per non toccare i cieli italiani? I C-17 sono la spina dorsale della logistica pesante statunitense. Trasportano carri armati, elicotteri, truppe o carichi di estrema importanza, fino a 77 tonnellate di carico. Quattro ore a terra sono il tempo ideale per scaricare materiali sensibili o imbarcare personale speciale. Il mistero si infittisce se analizziamo il contesto geopolitico e militare della base di arrivo.
Misurata non è una destinazione qualsiasi. L’aeroporto libico ospita infatti il cuore operativo della presenza italiana nel Paese nordafricano. Parliamo della MIASIT (Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia), nata dalla riconfigurazione dell’Operazione “Ippocrate”. Questa missione ha lo scopo di supportare il Governo di Accordo Nazionale libico. La MIASIT svolge attività di formazione, addestramento e mentoring per le forze di sicurezza locali. Il comando della missione si trova a Tripoli sotto la guida del Generale di Brigata Maurizio Settesoldi, ma a Misurata è schierato un distaccamento italiano vitale.
Fino ad oggi, le attività sul suolo libico sono sempre state coordinate in stretta collaborazione tra Roma e Washington, all’interno della cornice dell’alleanza NATO. Questo rende la rotta del C-17 ancora più singolare. Se l’Italia e gli Stati Uniti collaborano nella gestione della sicurezza in Libia, per quale motivo evitare lo spazio aereo di un alleato chiave?
Le ipotesi sul tavolo aprono riflessioni importanti sulle ricadute economiche e strategiche nell’area mediterranea:
- Mancanza di autorizzazioni diplomatiche: Un intoppo burocratico tra Roma e Washington, insolito per voli di questo tipo.
- Segretezza del carico: Il trasporto di materiali che, per trattati internazionali o leggi interne italiane, non avrebbero potuto sorvolare il nostro territorio.
- Tensioni strategiche nascoste: Divergenze commerciali o politiche sulla gestione delle risorse energetiche libiche, tema da sempre sensibilissimo per le casse dello Stato italiano e per le nostre aziende energetiche.
La Libia resta un hub logistico ed economico fondamentale. La stabilità dei suoi aeroporti e delle sue rotte commerciali influenza direttamente i costi dell’energia e la gestione dei flussi nel Canale di Sicilia.
Quindi cosa trasportava questo aereo militare di così importante e particolare da evitare lo spazio aereo italiano? Gli USA hanno caricato qualcosa di così pericoloso e critico per i rapporti bilaterali da spingere la nostra aeronautica ad intervenire? Il problema è solo italiano in quanto l’aereo è partito ed ha sorvolato paesi NATO senza problemi. Ci troveremo qualche brutta sorpresa in Libia?







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