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La guerra di Trump a Kim? Per giustificare la decisione USA di non considerare la Cina manipolatrice dello yuan

La realtà supera la fantasia. Quanto nel titolo non è nulla rispetto alle manipolazioni di borsa, dei tassi, dei metalli preziosi ecc. operate dalle banche centrali e banche sistemiche al seguito, ormai ci sono le prove nei vari scandali sui tassi libor, mentre su oro e argento Deutsche Bank ha testimoniato nello scandalo delle manipolazioni sui preziosi scoprendo il vaso di Pandora. E senza dimenticare gli etf comprati dalle banche centrali per sostenere i prezzi di borsa stampando moneta (direttamente, banca del Giappone ed Italia, indirettamente tramite banche sistemiche via tassi a zero, BCE e Fed).

Quello che oggi sta succedendo è un caso unico nella storia economici umana: magari non lo avete ancora capito ma oggi le borse sono controllate dai sistemi informatici, dalle macchine, conoscendo gli input e le risposte attese dei sistemi algoritmici si può prevedere con precisione cosa farà il mercato in presenza di uno specifico dato, anche macroeconomico. Da qui la dissonanza tra hard data e soft data nelle statistiche USA, i primi dati “pesanti” e fattuali difficilmente manipolabili ma molto pessimisti, i secondi “leggeri” spesso frutto di interviste o anche di sensazioni discrezionali ma decisamente ottimisti. C’è da scommettere che gli algoritmi, spesso costruiti dai team di investimento delle grandi banche, usino i soft data per i loro calcoli, forse questo giustifica più di mille discorsi la perenne salita dei prezzi di borsa (il caso del NY Coincident Economic Indicators Index per lo Stato di New York è da manuale, esiste il fortissimo sospetto di manipolazione nell’ultima rilevazione, per negare ancora per un po’ la prossima, inevitabile recessione e conseguente crollo di borsa).
Insomma, si vuole tenere su il mercato per giustificare un sistema economico a vantaggio dello 0.01% della popolazione, tutti i trucchi sono ammessi.

Scenario due, guerra in Nord Korea. Forse la cosa è più semplice di quello che sembra. Partiamo dai fatti: Kim sono anni che provoca l’Occidente, ultimamente non ha fatto nulla di così diverso rispetto al passato. Anzi, forse tutto sommato oggi è più tranquillo che in passato. Di punto in bianco ecco che gli Usa di Trump, tornati alla vecchia agenda neocon, attaccano la Siria destabilizzando lo scenario (in verità l’attacco è un stato solo di facciata, sono pochi i danni inferti al nemico, ipoteticamente filo russo).
Poi, U-turn, ecco che parte l’Armada verso la Korea con enormi giochi di parole, da lì all’escalation mediatica il passo è stato breve. Ma i fatti sono sempre gli stessi, escludendo il test missilistico nordcoreano fallito: non è un successo nulla! O meglio, se si voleva spaventare il mondo ci si è un riusciti. Il fatto più eclatante è che la Cina ha pubblicamente supportato Trump, allineandosi. Dunque, colui che fino a poco tempo fa era il nemico in pectore degli interessi USA, Pechino, è diventato improvvisamente alleato. Sul niente, si noti bene, visto che di fattuale a parte una portaerei in viaggio con la flotta ed un test missilistico fallito (come per altro già successo in passato) non è successo nulla.


Sappiate che nei prossimi giorni Washington dovrà annunciare se ritiene che Pechino manipoli la propria valuta a fini commerciali e ieri Trump ha detto chiaramente cosa pensa in riguardo: se Pechino è nostra alleata contro Kim come faccio a considerarla nemica commerciale?
Bang! Il gioco è fatto: Trump ha trovato la scusa vis a vis coi suoi elettori per negare una delle promesse fondamentali fatte in campagna elettorale, mettere la Cina all’angolo. E poi qualcuno diceva che era stupido….

Visti gli interessi in gioco l’eliminazione di Kim diventa una questione di giorni.

Ricapitoliamo. I nemici USA per varie ragioni sono tre, in ordine di importanza: Cina, Germania, Russia. Il primo, avversario geostrategico a tutto tondo, il vero vincente del prossimo secolo. Il secondo, avversario commerciale con ambizioni atomiche in veste EU per sostituirsi agli usa nel vecchio continente, anche traditore dell’atlantismo se volete. Il terzo avversario militare per tutte le stagioni, visto che la componente ideologica che aveva giustificato la guerra fredda – il comunismo – non esiste più (forse dovrei dire, più gallina da spennare a termine per le sue immense risorse che altro). Notasi: oggi è vero che la Cina NON manipola la sua valuta per deprezzarla ma anzi fa il contrario, la rivaluta!! Ma dunque, allora chi svaluta la propria moneta facendo rivalutare il dollaro? Risposta semplice: Berlino, vedasi sotto… che contemporaneamente fa fallire i periferici, visto che deve dare una veste debole all’EUropa con innumerevoli crisi irrisolte e latenti, per permettere ai suoi esportatori di fare concorrenza al mondo (ora avete capito in altro modo il perché della perseveranza nella nefasta austerità che sta uccidendo prima di tutto il primo competitore manifatturiero tedesco, l’Italia).



Tradotto: oggi, la Cina non è più nemica, la Russia è stata attaccata e quindi regolata visto che non ha reagito, accettando di fatto l’indirizzo di Washington. Dunque chi manca all’appello?
Vedremo.
Da qui alle elezioni tedesche eviterò di viaggiare per l’Europa

MD

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