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Chi è il “Tigre” colombiano: Abelardo de la Espriella punta alla Presidenza, cambio di politica a 180 gradi

Sorpresa nella elezioni in Colombia: chi è il candidato che pensa di poter battere la sinistra estrema del presidente Pedro

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La Colombia si prepara a una svolta politica radicale. Domenica 31 maggio 2026, il primo turno delle elezioni presidenziali ha sancito un risultato inequivocabile: l’esperimento della sinistra estrema  di Gustavo Petro è in bilico. A sfidare il suo erede politico, Iván Cepeda (fermo al 40,9%), nel decisivo ballottaggio del 21 giugno ci sarà Abelardo de la Espriella. Avvocato penalista di successo, imprenditore dal gusto eccentrico e volto nuovo della destra, “Il Tigre” ha sbaragliato la concorrenza interna incassando il 43,7% dei consensi.

Ma chi è davvero l’uomo che promette di ribaltare il Paese andino, e quali sono le conseguenze per l’economia reale e gli investimenti esteri?

Tra aule di tribunale e imprenditoria, un personaggio attivo a ogni livello

A 47 anni, de la Espriella non è il tipico politico di professione. Celebre per aver difeso clienti controversi e per non fare mistero del proprio successo economico, si presenta come il perfetto “outsider” estraneo ai salotti politici tradizionali. La sua figura ricorda da vicino quella di Donald Trump, unita a una decisa iniezione dell’approccio securitario di Nayib Bukele, il Presidente salvadoregno che ha normalizzato il paese con il pugno di ferro verso la criminalità. Non a caso, possiede un marchio di abbigliamento maschile di lusso, produce rum e ha persino inciso dischi cantando come tenore.

Dietro questa facciata esuberante c’è però una lettura pragmatica e spietata del malessere colombiano. La strategia della “Pace Totale” di Petro, basata sul dialogo con i gruppi armati, ha lasciato spazio al caos e paralizzato le campagne. De la Espriella ha risposto con una ricetta chiara: tolleranza zero.

  • Sicurezza: Costruzione di mega-carceri di massima sicurezza sul modello del CECOT salvadoregno, con la prospettiva quindi di incarcerare decine di migliaia di delinquenti e membri delle gang.
  • Lotta ai cartelli: Ripresa immediata delle fumigazioni aeree delle piantagioni di coca e raid militari senza sconti contro i narcotrafficanti. Questo riallineerebbe la Colombia con gli USA, che ora vogliono una durissima lotta al narcotraffico.
  • Ordine pubblico: Imposizione della legge repubblicana con la forza, subordinando qualsiasi processo di pace alla resa incondizionata delle milizie. Ciò aprirà la strada alla ripresa di scontri armati, ma il cambio di situazione politica in Venezuela dovrebbe aiutare.

Il volo dei mercati e lo shock economico

Se c’è un termometro che anticipa le aspettative, è quello dei mercati finanziari. Alla notizia del trionfo di de la Espriella, la Borsa di Bogotà ha registrato un’euforia palpabile, figlia della stanchezza accumulata negli ultimi anni.

Sotto la gestione uscente, l’economia colombiana ha tirato il freno a mano. Gli investimenti diretti esteri sono crollati vertiginosamente dai 17,2 miliardi di dollari del 2022 agli 11,5 miliardi del 2025. La causa principale è da ricercare nel blocco delle nuove esplorazioni petrolifere e nella frettolosa transizione ecologica imposta dall’alto, che ha portato alla stagnazione della produzione di greggio e a un deficit di gas naturale, che è stato importato per la prima volta.

Produzione petrolifera colombiana, da Tradingeconomics

De la Espriella ha capovolto la prospettiva. Il suo programma economico punta a riattivare i motori della crescita attraverso lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e un robusto piano di deregolamentazione, cioè facendo l’esatto contrario di quanto ha fatto Pedro, un paladino della decarbonizzazione in un paese dove l’energia sarebbe abbondante e un possibile motore per la crescita.

Ecco come hanno reagito i settori chiave:

  • Energia e Petrolio: Le azioni dell’azienda di Stato Ecopetrol sono balzate del 9% in poche ore. Il candidato promette di “sfruttare il sottosuolo al massimo”, rassicurando anche l’industria mineraria, pur dichiarandosi lontano dal negazionismo climatico cieco. Questo permetterà a Bogotà di sfruttare gli attuali prezzi petroliferi elevati
  • Banche e Finanza: I mercati scommettono su una minore pressione fiscale. Le azioni del Gruppo Bancolombia sono salite del 7% a Wall Street.
  • Pensioni e Risparmi: De la Espriella intende tutelare i fondi pensione privati, bloccando la riforma statalista del governo uscente e garantendone la sopravvivenza. Questo tranquillizzerà gli investitori istituzionali che riprenderanno a investire nel paese.
Settore StrategicoGestione Petro (2022-2026)Prospettiva De La Espriella
IdrocarburiBlocco nuove trivelle, calo investimenti esteriSfruttamento intensivo, ripresa esplorazioni
Sistema BancarioIncertezza e pressione fiscaleDeregolamentazione e stabilizzazione dei titoli
Sistema PensionisticoEspansione statale e centralizzazione. Assorbimento dei fondi pensione privatiTutela dei fondi privati e flessibilità d’investimento

Il moltiplicatore della sicurezza e la geopolitica

De Espriella capisce un concetto essenziale che sfugge perfino in Europa: senza sicurezza non ci sono né crescita né investimenti né benessere. Questo a livello di sicurezza pubblica, per le strade, ma anche legale. Nei Paesi con tendenze socialisteggianti, come Colombia e Venezuela, questo era stato dimenticato a favore degli slogan, ma il candidato vuole cambiare questa situazione con un intervento muscolare.

Sul fronte estero, la sua elezione segnerebbe un ritorno convinto nell’orbita di Washington, ripristinando l’alleanza antidroga interrotta da Petro. Tuttavia, da buon imprenditore, “Il Tigre” sa fare i conti: non tradurrà l’asse americano in un’ostilità aperta verso Pechino. La Cina sta già costruendo la metropolitana di Bogotà (un’opera da oltre 6 miliardi di dollari) e i capitali, per rilanciare un’economia asfittica, non hanno passaporto.

Il nodo fiscale: un ballottaggio in salita

Nonostante l’ottimismo della Borsa, la strada per la Casa de Nariño non è priva di insidie. Anche vincendo il ballottaggio del 21 giugno, il nuovo governo atterrerà su una realtà contabile molto rigida.

L’amministrazione uscente lascia in eredità un deficit fiscale superiore al 6% del PIL. I margini per manovre espansive immediate sono ridotti al lumicino. Inoltre, il Congresso colombiano uscito dalle urne a marzo è profondamente frammentato. Il movimento Defensores della Patria di de la Espriella non possiede i numeri per governare da solo e dovrà obbligatoriamente scendere a patti con i partiti tradizionali per approvare le riforme strutturali.

Il 21 giugno i colombiani sceglieranno tra due modelli economici e sociali opposti. Se vincerà de la Espriella, la Colombia si candida a diventare il nuovo laboratorio economico del Sud America, un severo banco di prova per capire se la combinazione tra deregolamentazione economica e “mano dura” securitaria sia davvero sufficiente a rimettere in moto l’intero Paese.

 

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