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BREXIT: qual’è il limite fra politica e tradimento? Altro che Churchill

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Informazioni ottenute dal governo inglese e riportate da Express affermano che la bozza del cosiddetto “Benn Act”, la legge che vorrebbe il rinvio della Brexit nel caso di mancato accordo, approvato dall’opposizione con l’aiuto dei fuoriusciti dai Conservatori, sarebbe stata preparato con un aiuto straniero. Secondo queste informazioni la bozza sarebbe stata preparata in collaborazione con personaggi parte del governo francese e con funzionari dell’Unione Europea. Il governo sta svolgendo ampie indagini in merito, anche collegate all’ipotesi di esautorare il Primo Ministro e sostituirlo con John Bercow, lo speaker, dandogli la possibilità di chiedere un nuovo rinvio ed eventualmente  nominare un nuovo commissario europeo inglese. Fra i principali accusati di connivenza con paesi stranieri vi sarebbero l’ex premier Phillip Hammond e il noto remainer Dominic Grieves. Ricordiamo che Johnson chiama in Benn Act “Surrendal act”, l’atto di resa, perchè la richiesta di un nuovo rinvio viene ad essere per i Brexiter un oggettivo atto di resa.

Nel frattempo si è saputo che lo scorso 16 febbraio Tony Blair ha incontrato Michael Barnier, l’incaricato delle trattative da parte della UE, per valutare la possibilità di un’ulteriore ritardo nella data dell’uscita in modo da “Premettere al Regno Unito di chiarire la propria volontà”. Il tutto mentre ancora Theresa May cercava di ottenere nuove concessioni da Bruxelles.

I politici remainer inglesi si rivelano di una doppiezza al limite del tradimento. Immaginiamo la reazione di Churchill se durante la seconda guerra mondiale un alto ufficiale inglese si fosse recato da Hitler per ottenere consigli su come aiutare a piegare il Regno Unito. Non credo che la pubblica opinione lascerà impunita la cosa, se venisse provata, il tutto nei giorni in cui sui viene a sapere che Churchill chiese alla resistenza francese di uccidere Sir Ronald Ivelaw-Chapman, un eroe di guerra inglese caduto prigioniero dei tedeschi, perchè temeva che potesse rivelare i segreti legati al D-Day. Un atto spietato, ma che presenta bene a cosa erano pronti gli inglesi di allora.

 

 

 


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