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Permettetemi di fare gli auguri a Silvio Berlusconi, l’unico primo ministro dalla crisi subprime ad oggi che ha cercato di difendere gli interessi dell’Italia

Vorrei invitare tutti a superare lo steccato della politica e guardare ai fatti. E’ infatti un’ottima occasione per ordinarli, i fatti, ovvero per spiegare la genesi della tragica situazione italica dei nostri giorni. Non mi riferisco all’immagine sopra, che commenteremo (simpaticamente) dopo, ma piuttosto all’operato di un primo ministro italico che – unico nel III millennio – ha difeso l’Italia e gli Italiani nel post crisi subprime, in forza di un’Italia unico paese a non avere subito danni dalla crisi del capitalismo più grande degli ultimi 100 anni, nel 2008. Si, i fatti sono che Berlusconi si oppose a chi gli chiedeva di far arrivare la Troika in Italia e storceva il naso a pagare per le banche francesi e tedesche che avevano prestato soldi come se non ci fosse un domani ai greci oltre ad aver investito in prestiti globali che non sarebbero mai stati restituiti (banche europee che, dunque, erano tecnicamente fallite, mentre quelle italiane si sarebbero potute comprare Merryl Lynch e Morgan Stanley, ndr). Forte di amicizie importanti sia nel Mediterraneo (Gheddafi) che ai due poli gostrategici mondiali (Bush e Putin) pensò di potere andare avanti con le sue gambe. Ricordo ai tempi Tremonti, suo capacissimo ministro delle finanze, rintuzzando le richieste EUropee, affermare: “…Conosco modi migliori per suicidarmi…“.

Sappiamo come è andata a finire. Il risultato fu che dovettero farlo “saltare”, il Cavaliere, solo perchè si opponeva anche stupidamente, anche idealisticamente, ad un tracollo italico per salvare l’EUropa (gli USA era già chiaro che si sarebbero salvati coi QE di Geithner e soci). E’ storia che tutti gli amici di Berlusconi di allora caddero con lui, certamente Gheddafi, mentre Putin non è caduto solo perchè è al comando di uno dei paesi più ricchi del mondo ma è stato certamente messo sotto forte pressione coinvolgendolo per altro in un paio di guerre. E tutto questo grazie alla coalizione EUropea, a cui ai tempi partecipò anche Cameron, coalizione che decise che l’Italia non poteva uscire vincente dalla crisi subprime.

Per inciso, il tempo è galantuomo: infatti Cameron fecè l’errore che Londra non aveva mai fatto in 200 anni, timoroso del fatto che aveva dovuto nazionalizzare tutte le sue banche esclusa Barclays, parlo dell’alleanza con Francia e Germania (l’attacco militare alla Libya del 2011 fu coordinato dal nuovo ambasciatore inglese a Roma fatto arrivare apposta per il compito nel 2010 dall’ambasciata britannica di …. Baghdad). In fondo l’ago della bilancia europea che fece cadere Berlusconi più che in Obama va cercato proprio nell’inquilino di allora di Downing Street, il tutore anglosassone dell’ordine romano fin dall’Unità d’Italia. Cameron per tale errore – che si è rivelato tanto grave quanto perdere una guerra vis a vis con la Germania – è stato ostracizzato dalla politica britannica per sempre in quanto eliminando l’Italia come soggetto alleato ha consegnato a Germania e Francia le chiavi dell’EUropa, da cui giocoforza è poi dovuta uscire.

Questa è la storia.

La sinistra dovrebbe riconoscere questi fatti in quanto far cadere il “nemico Berlusconi”, il Giaguaro da smacchiare (mi domando chi può essere stato tanto stupido da inventare uno slogan del genere, ndr), si è poi rivelato un boomerang per gli interessi degli Italiani, che stavano abbastanza bene dopo la crisi subprime, certamente meglio di francesi, inglesi e tedeschi; oggi invece sono quasi al collasso dopo 6 anni di nefasta austerity tanto assurda quanto mortale. E dico questo senza negare le colpe berlusconiane, su tutte l’aver sprecato l’occasione – unica – di riformare alla radice il Paese (e soprattutto la magistratura, che ormai fa impropriamente politica) in forza di una maggioranza parlamentare mai vista dal dopoguerra.

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Capisco che la sinistra per questioni politiche non possa nè voglia riconoscere questi fatti – state tranquilli, ci penseranno i figli di coloro che andarono contro gli interessi dell’Italia a far capire ai padri che devono vergognarsi -, ma quanto meno riconosciamo a Berlusconi che se non altro ha provato a difendere gli interessi degli Italiani ai tempi della grande crisi [che non è finita, anzi, segnatevelo – interverrò in riguardo in prossimi post –], l’ultimo primo ministro a farlo (invece l’ultimo uomo di Governo che ha fatto qualcosa nella stessa direzione è stato Marco Minniti coi migranti, opinione di chi scrive).

Lascio volutamente da parte tutta la retorica di un passato ormai remoto in cui qualsiasi imprenditore italiano non ha potuto diventare davvero grande senza perdere un po’ di santità (molti hanno perso molto di più, la vita, come Gardini – ed il paese decine di migliaia di posti di lavoro di pregio con Montedison francese – che aveva inventato per primo il biodiesel ed è stato “suicidato”, mentre oggi l’unico uomo dello Stato ancora in attività che fu testimone operativo/giudiziario dell’accaduto [e che piangeva come un bambino nel giorno dei funerali] è stato promosso – avrà taciuto? – a procuratore capo di Milano, sebbene le compagnie dei fatti scottanti di ieri e di oggi non siano molto cambiate, …)

Ovvero, quanto meno, oggi facciamo gli auguri di buon compleanno a Silvio Berlusconi. Se lo merita. E, aggiungo, anche con un pizzico di invidia per i suoi gol da Bomber (sono 81…, o forse molti più, dipende a cosa ci si riferisce).

Lo dice una persona che lo ha votato solo nel 2010, tanto per far capire che non sono stato uno sfegatato berlusconiano. Semplice realismo.

Magari mi verrebbe da chiedere al Cavaliere – per inciso, il titolo onorifico va reintegrato quanto prima – se non sarà il caso di tornare alle origini nei suoi indirizzi politici, forse sarebbe stupido tornare indietro proprio oggi nelle scelte sostanzialmente giuste (ma sbagliatissime come tempismo) di 7-8 anni fa…

Ma vabbè, oggi è il suo compleanno.

Auguri Grande Bomber.

MD

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