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Bce: tassi negativi sui depositi, LTRO con prestiti a banche per finanziare i privati. E si va verso il QE

 Ecco quanto detto da Draghi:

  • Taglio dei Tassi (con quello sui depositi che diventano negativi)
  • nuovi LTRO con finanziamenti per 400 miliardi di euro a favore delle banche per stimolare l’erogazione del credito a famiglie e imprese (e non piu’ a stati; sono esclusi i mutui)
  • Preparativi per l’acquisto degli ABS (asset-backed securities), che sono la premessa ad un potenziale futuro QE 
  • Stop alle operazioni settimanali con cui l’Eurotower riassorbe la liquidità immessa nel sistema comprando titoli pubblici greci, italiani, irlandesi, portoghesi e spagnoli fra il 2010 e il 2011. Sospesa di fatto la sterilizzazione settimanale del programma Smp 
  •  Il PIL dell’eurozona nel 2014 fara’ un modesto +1% (considerando che da 18 anni l’Italia costantemente performa peggio della media dell’eurozona di 1-1,5%, avremo un PIL sostanzialmente piatto)

 

 

Post tratto da Wall Street Italia

Per salvare euro ed Europa, costo denaro in calo al nuovo minimo record: 0,15%. Tassi depositi a -0,10%.

 
Il numero uno della Bce, Mario Draghi.

FRANCOFORTE (WSI) – Svolta storica della Bce, c’è chi parla di una nuova era per l’istituto di Francoforte. Che si conferma, di fatto, la prima banca centrale ad aver tagliato a negativi i tassi sui depositi.

La Bce ha annunciato una doppia mossa: taglio dei tassi di rifinanziamento di 10 punti base, che sono scesi dallo 0,25% allo 0,15%, nuovo minimo storico; e taglio del tasso sui depositi, anche in questo caso di 10 punti base, da zero a negativo: -0,10%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamenti marginali è stato tagliato di 35 punti base allo 0,40 per cento.

La Bce, a seguito dell’annuncio, ha affermato che le decisioni sui tassi saranno operative a partire dal prossimo 11 giugno 2014.

Nel corso della conferenza stampa iniziata alle 14.30 ora italiana, il presidente Mario Draghi ha spiegato le decisioni dell’Eurotower con l’obiettivo di riportare il tasso di inflazione vicino all’obiettivo del 2% e ha aggiunto che, nel caso in cui sarà necessario, la Bce agirà con nuovi interventi.

Annunciate anche nuove operazioni LTRO, dunque finanziamenti a favore delle banche a lungo termine, al fine di stimolare l’erogazione del credito. Il piano LTRO è di 400 miliardi di euro: si tratta nello specifico di due nuove maxi operazioni di rifinziamento agli istituti di credito, “mirate” al riutilizzo di questi fondi a favore di famiglie e imprese (con l’esclusione dei mutui per l’acquisto di casa). Due “Ltro” (Long term refinancing operations) con scadenza protratta fino al 2018.

Draghi ha parlato anche di preparativi per l’acquisto degli ABS (asset-backed securities); preparativi che qualcuno vede come la premessa per dare il via prima o poi al QE.

E ancora, saranno interrotte le operazioni settimanali con cui l’Eurotower riassorbe la liquidità immessa nel sistema comprando titoli pubblici greci, italiani, irlandesi, portoghesi e spagnoli fra il 2010 e il 2011. Sospesa di fatto la sterilizzazione settimanale del programma Smp.

Lo staff della Bce ha rivisto al ribasso le stime sull’inflazione nell’Eurozona: per il 2014 si passa da +1,0% a +0,7%; per il 2015 da +1,3% a +1,1%, per il 2016 da +1,5% a +1,4%.

Tagliate anche le previsioni sul Pil 2014 da +1,2% a +1%; per il 2015, prevista crescita +1,7% contro +1,5% precedente e per il 2016 stime invariate a +1,8%. In generale, Draghi ha confermato la presenza di rischi al ribasso per l’economia e “una domanda interna più debole del previsto”.

Le previsioni degli analisti erano orientate su tre decisioni: taglio dei tassi di rifinanziamento, riduzione dei tassi sui depositi in negativi, operazione di finanziamento alle banche a lungo termine, come l’LTRO. C’era poi chi azzardava anche una quarta ipotesi, ovvero un QE in stile Fed. Che non è arrivato, almeno fino a questo momento, non in modo esplicito. Ma che gli acquisti degli ABS rendono più vicino.

L’ultima variazione dei tassi risaliva al novembre del 2013. Claus Vistesen, analista di Pantheon Macroeconomics, ritiene che con la riduzione dei tassi sia stato fatto un passo per “mettere sotto pressione i tassi sul money market in rialzo, e per deprimere il tasso di cambio”.

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