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BAGNAI: VEDREMO COSA C’E’ VERAMENTE DIETRO IL NEW GENERATION FUND

 

 

Ecco quello che ha detto il senatore Alberto Bagnai dopo aver ascoltato la presentazione del Recovery Fund, o meglio il New Generation Fund.

“L’annuncio delle nuove risorse europee ‘Next generation EU’ ha suscitato un grande entusiasmo nelle fonti di Governo, ma deve essere valutato con attenzione”. Lo afferma il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai. “I 750 miliardi annunciati ancora non ci sono, perché devono essere raccolti sul mercato con emissione di titoli – spiega il senatore della Lega – inoltre, questi fondi saranno inseriti nel quadro del bilancio settennale dell’UE, e quindi non saranno disponibili prima del 2021, come ha confermato il Commissario Hahn. Infine, anche la parte teoricamente distribuita a fondo perduto in pratica dovrà essere rimborsata attraverso nuove tasse su produzione e consumi”. Stando a Bagnai, “il beneficio per il nostro Paese, che è un contribuente netto al bilancio comunitario, è piuttosto incerto, visto che nello stesso bilancio le risorse destinate alla politica agricola e a quella marittima, di cui l’Italia beneficia, verrebbero compresse a vantaggio di risorse destinate alla transizione ecologica, necessaria all’industria tedesca. Ma soprattutto l’esplicito riferimento al semestre europeo come quadro di erogazione di questi fondi chiarisce che la loro spesa sarà condizionata all’adozione da parte del Paese delle consuete riforme ‘strutturali’. Nel gergo di Bruxelles queste riforme non sono quelle di cui il nostro Paese veramente avrebbe bisogno (a partire da quella della giustizia), ma le solite aggressioni a pensioni e stato sociale”. “Il piano che il ministro Gualtieri definisce ambizioso – conclude Bagnai – si manifesta come ce lo aspettavamo: al netto dei rimborsi, pochi soldi, che arriveranno in ritardo, e solo se li spenderemo come qualcuno avrà deciso per noi. Le ambizioni soddisfatte sono quelle della Germania e dei suoi paesi satelliti. Torniamo a ribadire che solo un intervento deciso dell’unica istituzione europea pienamente efficiente, la Bce, può fornire una risposta veramente all’altezza della sfida. Temiamo invece che l’annuncio di oggi sia solo un contentino, un diversivo concepito per far accettare ai Paesi europei il ridimensionamento dell’intervento della Bce richiesto dalla Corte Costituzionale tedesca”


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