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Il GPL, Gas di Petrolio Liquefatto. Una materia prima molto usata, ma poco conosciuta
Il GPL è molto usato per autostrazione e in ambito domestico, ma cosa veramente sappiamo di questa materia prima ? Ecco una presentazione completa.

Il GPL, acronimo di Gas di Petrolio Liquefatto, è una delle fonti energetiche più versatili e diffuse al mondo. Presente nelle cucine di milioni di famiglie, nei serbatoi di automobili e negli impianti industriali, questo combustibile rappresenta un tassello fondamentale del panorama energetico globale. In questo articolo esploreremo in modo completo e approfondito che cos’è il GPL, come si produce, da dove viene, chi lo produce e lo consuma di più, quali sono i suoi molteplici utilizzi, come viene trasportato e quali rischi comporta.
C1 os’è il GPL: definizione e composizione
Il GPL è una miscela di idrocarburi leggeri che possiede una proprietà peculiare: a temperatura ambiente e pressione atmosferica si presenta come gas, ma se sottoposto a pressioni relativamente basse (tra 2 e 8 bar) si trasforma in liquido. Questa caratteristica, che gli conferisce il nome di “gas di petrolio liquefatto”, è alla base della sua straordinaria praticità: allo stato liquido occupa un volume molto ridotto rispetto allo stato gassoso, facilitandone il trasporto e lo stoccaggio.
La composizione del GPL è prevalentemente a base di propano (C₃H₈) e butano (C₄H₁₀) , in proporzioni variabili. La miscela commerciale può contenere anche piccole quantità di etano, propilene, butilene, isopropilene e isobutilene. Le proporzioni tra propano e butano variano a seconda dell’utilizzo e della stagione: in inverno si predilige un maggior contenuto di propano, più volatile e quindi più adatto alle basse temperature, mentre in estate si aumenta la percentuale di butano.
Il GPL è incolore e inodore allo stato naturale. Per ragioni di sicurezza, viene aggiunto un odorizzante (tipicamente etantiolo) che permette di rilevare immediatamente eventuali perdite. Il suo potere calorifico è elevato, attestandosi intorno ai 50.000 kJ/kg, e brucia in modo più pulito rispetto ai combustibili tradizionali, generando minori emissioni inquinanti.
Come si produce il GPL
Il GPL proviene da due fonti principali, che ne determinano anche la ripartizione produttiva a livello globale.
Estrazione dal gas naturale
Una quota significativa del GPL viene recuperata durante l’estrazione del gas naturale dai giacimenti. Il gas naturale grezzo contiene, oltre al metano, anche idrocarburi più pesanti come propano e butano. Questi vengono separati attraverso processi di frazionamento e liquefazione negli impianti di trattamento del gas.
Raffinazione del petrolio
L’altra grande fonte di GPL è la raffinazione del petrolio greggio. Durante i processi di distillazione e cracking del greggio, si ottengono frazioni leggere di idrocarburi che vengono poi separate e liquefatte. La percentuale di GPL ottenibile dalla raffinazione varia tipicamente tra il 2,5% e il 5% in peso del greggio trattato, a seconda delle caratteristiche del greggio stesso e delle tecnologie impiegate.
Fonti rinnovabili
Una quota minoritaria, ma in crescita, proviene da fonti rinnovabili come il trattamento di rifiuti organici o oli vegetali, che possono essere convertiti in gas di petrolio liquefatto “bio”. Si tratta di una forma di trasformazione del biogas ottenuto dalla fermentazione di rifiuti organixi, ma per ora la sua produzione è minima.
Da dove viene: i principali produttori mondiali
Il mercato globale del GPL è dominato da pochi grandi produttori, con una geografia che riflette quella delle risorse energetiche mondiali.
Gli Stati Uniti: il gigante incontrastato
Gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale di GPL, contribuendo a oltre il 25% dell’offerta globale. La produzione statunitense ha registrato una crescita del 3,5% su base annua e gli USA si stanno affermando come il perno del mercato globale: quasi la metà (il 46%) delle esportazioni globali di GPL parte dal suolo americano. L’Asia nord-orientale assorbe il 39% di queste forniture.
L’Algeria: potenza africana
L’Algeria è il primo produttore africano e il sesto produttore mondiale e il secondo esportatore nel globo. Nel 2023 ha prodotto 9,4 milioni di tonnellate di GPL, posizionandosi come secondo esportatore mondiale dopo gli Stati Uniti. La produzione algerina è destinata a crescere: si prevede che raggiungerà i 10 milioni di tonnellate all’anno entro il 2029. Il consumo interno rappresenta meno del 20% della produzione, lasciando ampi volumi esportabili.
Altri grandi produttori
Completano il quadro produttivo l’Arabia Saudita, che guida la produzione tra i paesi arabi, e altri paesi del Medio Oriente. La produzione mondiale di GPL è in costante crescita, trainata in particolare da Nordamerica e Cina.
I maggiori utilizzatori: chi consuma più GPL
Il consumo globale di GPL ha superato i 366 milioni di tonnellate nel 2025, con una crescita del 2,84% rispetto all’anno precedente. La domanda si sta spostando sempre più verso est, con l’Asia che gioca un ruolo da protagonista.
La top ten dei consumatori (2025)
Secondo i dati dell’LPG Statistical Review di Argus Media e World Liquid Gas Association, i primi dieci paesi consumatori sono:
| Posizione | Paese | Consumo (tonnellate) |
| 1 | Cina | 86.403.000 |
| 2 | Stati Uniti | 47.824.000 |
| 3 | India | 33.391.000 |
| 4 | Arabia Saudita | 18.554.000 |
| 5 | Giappone | 12.561.000 |
| 6 | Russia | 12.190.000 |
| 7 | Corea del Sud | 11.568.000 |
| 8 | Messico | 9.490.000 |
| 9 | Indonesia | 8.970.000 |
| 10 | Canada | 8.963.000 |
La Cina guida la classifica con un consumo di 86,4 milioni di tonnellate e un tasso di crescita annuo del 6,3%, trainata dalla domanda industriale e residenziale. India e Corea del Sud sono i mercati più dinamici, con crescite rispettivamente del 9,2% e 9,6%.
L’Italia e il GPL
L’Italia è un caso di studio interessante: è il paese europeo con il maggior numero di auto a GPL, con oltre 1,2 milioni di veicoli alimentati a gas liquefatto. Il mercato italiano dell’autogas è il principale in Europa, seguito da Polonia e Olanda. Nel 2025, circa 350.000 auto a GPL sono state vendute in tutto il continente, con un aumento del 9,8% rispetto all’anno precedente.
Gli utilizzi del GPL
Il GPL è una risorsa energetica estremamente versatile, impiegata in molteplici settori.
Settore residenziale e commerciale
Circa il 50% del consumo globale di GPL è destinato al settore residenziale e commerciale. In questo ambito, il GPL viene utilizzato per:
- Cottura dei cibi: è il combustibile da cucina più utilizzato al mondo, praticamente in tutte le famiglie
- Riscaldamento domestico
- Produzione di acqua calda
- Ristorazione e catering
Il GPL è particolarmente diffuso nelle aree non raggiunte dalla rete del metano e nei paesi in via di sviluppo, dove rappresenta un’alternativa più pulita ai tradizionali combustibili da biomassa.
Settore industriale
Il settore industriale assorbe circa il 15% del mercato globale del GPL. Le applicazioni includono:
- Taglio dei metalli
- Produzione del vetro
- Generazione di energia
- Processi di riscaldamento industriale
Industria chimica
Quasi il 25% del consumo globale di GPL è destinato all’industria chimica. Il GPL è una materia prima essenziale per la produzione di petrolchimici come etilene, propilene e butilene. Questa domanda è particolarmente forte in regioni con grandi hub petrolchimici come il Medio Oriente e l’Asia-Pacifico.
Autotrazione (autogas)
Il GPL come carburante per autotrazione è un segmento in forte crescita, trainato dai vantaggi economici e ambientali. Rispetto a benzina e gasolio, il GPL:
- Ha un costo alla pompa significativamente inferiore: in Italia, a Ferragosto 2026, il prezzo si attestava attorno a 0,72-0,78 euro al litro, contro i circa 2 euro di benzina e gasolio
- Brucia in modo più pulito, generando minori emissioni inquinanti, quindi è preferibile anche per ragioni eecologich
- Ha un rapporto carbonio/idrogeno relativamente basso
Il mercato dell’autogas dovrebbe crescere del 5% all’anno nel prossimo decennio. La Corea del Sud è la campionessa assoluta nell’utilizzo di GPL per autotrazione, con oltre tre milioni di veicoli, mentre in Europa l’Italia guida la classifica.
Come si trasporta il GPL
La capacità di essere liquefatto rende il GPL facilmente trasportabile e stoccabile, ma richiede comunque infrastrutture e accorgimenti specifici.
Trasporto marittimo
Il GPL viene trasportato via mare su navi cisterna specializzate (LPG tankers) . Queste imbarcazioni sono progettate per mantenere il gas allo stato liquido, con serbatoi in grado di resistere a pressioni adeguate e, in alcuni casi, a temperature molto basse (fino a -50°C). Il trasporto marittimo è essenziale per i flussi commerciali tra continenti.
Trasporto terrestre
Su terra, il GPL viaggia in autobotti e ferrocisterne. Questi veicoli sono soggetti a rigide normative di sicurezza, in particolare l’Accordo ADR (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada). Le autobotti devono essere dotate di sistemi di sicurezza che consentano lo scarico con il motore acceso solo se in grado di chiudere automaticamente le valvole e spegnere il motore in caso di emergenza.
Stoccaggio
Il GPL viene stoccato in serbatoi fissi (per utenze domestiche o industriali) o in bombole (per usi domestici e commerciali). Le bombole devono essere tenute in posizione verticale, ancorate stabilmente e al riparo da irraggiamento solare diretto, pioggia o calore. Le aree di stoccaggio devono essere segnalate con cartelli di divieto e tenute libere da materiali combustibili.
Pericoli e sicurezza
Il GPL è un gas altamente infiammabile e, poiché viene stoccato sotto pressione, presenta rischi specifici che richiedono rigorose misure di sicurezza.
Infiammabilità ed esplosività
Il GPL è estremamente infiammabile: in caso di perdita, la miscela con l’aria può generare un’atmosfera esplosiva. Se riscaldato, il contenuto pressurizzato può provocare esplosioni. Le cause più comuni di perdite sono legate a:
- Cattiva manutenzione degli impianti
- Uso improprio delle bombole
- Danni meccanici ai serbatoi o alle tubazioni
Le esplosioni sono estremamente distruttive, perché combinano pressione del gas surriscaldato ed esplosione chimica. Per evitarlo esistono valvole di sicurezza che scaricano il gas rendendo l’esplosione meno distruttiva:
Rischi per la salute
Il GPL non è tossico, ma in caso di perdite in spazi confinati può sostituire l’ossigeno nell’aria, causando soffocamento. Inoltre, tende a concentrarsi al suolo e nelle cavità, aumentando il rischio di incendio.
Misure di sicurezza
Per prevenire incidenti, sono previste numerose misure:
- Odorizzazione del gas per rendere percepibili le perdite
- Norme di prevenzione incendi per i distributori di GPL per autotrazione
- Procedure di scarico controllate e sistemi di messa a terra
- Divieto di parcheggio per auto a GPL in parcheggi sotterranei non adeguatamente attrezzati
- Norme specifiche per lo stoccaggio di bombole e serbatoi
Incidenti e criticità
Nonostante le rigorose normative, gli incidenti legati al GPL si verificano, spesso a causa di negligenze. Recentemente, a Ischia, sono state segnalate cisterne di GPL stoccate a pochi centimetri da camion contenenti asfalto fuso a temperature tra 140°C e 180°C, in totale assenza di segregazione adeguata. Episodi come questo ricordano quanto sia fondamentale il rispetto delle norme di sicurezza in tutte le fasi della filiera.
Geopolitica del GPL: un mercato in trasformazione
Il mercato del GPL è oggi al centro di significativi cambiamenti geopolitici. Le tensioni in Medio Oriente hanno reso instabili le forniture tradizionali. L’India, che dipende dallo Stretto di Hormuz per il 90% del GPL importato, sta cercando di diversificare le fonti di approvvigionamento, guardando sempre più agli Stati Uniti.
Contemporaneamente, l’Unione Europea ha bloccato le importazioni di GPL dalla Russia, causando un dimezzamento dei prezzi russi del gas di petrolio liquefatto. Queste dinamiche stanno ridisegnando la mappa dei flussi commerciali, con l’Asia che diventa il principale bacino di domanda e gli USA che si affermano come il principale fornitore globale.
Prospettive future
Il futuro del GPL appare promettente. Il consumo globale dovrebbe aumentare del 3,5% all’anno, guidato in gran parte dallo sviluppo di regioni emergenti. La crescita sarà trainata da:
- L’espansione dell’autogas come alternativa economica e più pulita ai carburanti tradizionali
- La crescente domanda nei paesi in via di sviluppo per usi domestici e industriali
- Il ruolo del GPL come materia prima per l’industria chimica
In un contesto di transizione energetica, il GPL rappresenta un combustibile ponte a basse emissioni, in grado di affiancare le fonti rinnovabili e ridurre l’impatto ambientale rispetto a carbone e petrolio pesante.
Conclusioni
Il GPL, gas di petrolio liquefatto, è molto più di un semplice combustibile. È una risorsa energetica strategica che attraversa la vita quotidiana di miliardi di persone, dalle cucine delle famiglie indiane ai motori delle auto italiane, dagli impianti industriali cinesi ai processi chimici del Medio Oriente.
La sua versatilità, unita a un profilo ambientale migliore rispetto a molti combustibili fossili, lo rende un elemento chiave del panorama energetico mondiale. Le dinamiche geopolitiche in corso stanno ridisegnando i flussi commerciali, con gli Stati Uniti che emergono come il principale fornitore globale e l’Asia che si conferma come il bacino di domanda più importante.
La natura infiammabile e pressurizzata del GPL impone rigorose misure di sicurezza in tutte le fasi della filiera: produzione, trasporto, stoccaggio e utilizzo. La sfida per il futuro sarà quella di conciliare la crescente domanda di questa risorsa energetica con la necessità di garantire standard di sicurezza sempre più elevati, in un contesto di transizione energetica che vede il GPL come un attore di primo piano.










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